A Torino, la Stagione 2022-23 dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai prosegue con il 19. Concerto, in programma il 27 e 28 aprile 2023 all’Auditorium Rai Arturo Toscanini. A salire sul podio sarà il direttore ospite principale dell’OSN Rai, il 38enne Robert Trevino, rapidamente impostosi tra le bacchette più richieste della sua generazione. Di origini messicane e cresciuto in Texas, Trevino attualmente è direttore musicale dell’Orchestra Nazionale Basca e consulente artistico dell’Orchestra Sinfonica di Malmö, ed è regolarmente invitato da prestigiose orchestre americane ed europee quali Cincinnati Symphony, Philadelphia Orchestra, Münchner Philharmoniker, London Symphony. Sul palco, Antoine Tamestit, uno dei più importanti violisti della scena internazionale, ovunque apprezzato per l’impareggiabile tecnica, la profonda musicalità e la ricchezza del suono. Acclamato da pubblico e critica, in particolare per diverse prime esecuzioni mondiali, il virtuoso francese è Artist-in-Residence al Prague Spring Festival e direttore artistico del Viola Space Festival in Giappone. Il concerto si apre con un brano di Igor Stravinskij, Symphony for Wind Instruments: composto nel 1920, il pezzo è un omaggio alla memoria di Claude Debussy, morto due anni prima. Considerata un’opera di transizione tra il periodo russo e quello neoclassico, la sinfonia è caratterizzata da una interessante compresenza di elementi appartenenti all’uno e all’altro linguaggio musicale. Al centro della serata, il Concerto per viola e orchestra di Alfred Schnittke, che vede impegnato lo straordinario Tamestit. Il compositore russo – di cui ricorre il 25° della scomparsa – scrisse questo intrigante lavoro nel 1985, dedicandolo al violista Yuri Bashmet, che lo eseguì per la prima volta l’anno seguente con la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam. In chiusura, il programma torna a Stravinskij con una delle sue opere più celebri, La sagra della primavera. È noto il tumultuoso esordio del balletto messo in scena per la prima volta dai Ballets Russes di Djagilev il 29 maggio 1913 al Théâtre du Champs-Elysées di Parigi: Le sacre du printemps suscitò uno scandalo, ma divenne un simbolo della musica moderna. (Antoine Tamestit, photocredit ©Julien Mignot)