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Villa Verdi, Riccardo Muti torna a Sant’Agata: il 12 settembre
Si terrà il giorno 12 Set '26

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia torna alla Basilica di Massenzio, nel cuore del Foro Romano, dal 2 luglio 2026, riannodando un legame interrotto da quarantasette anni. La rassegna estiva si apre con un gala dedicato a Čajkovskij, affidato alla direzione di Manfred Honeck e alla presenza del pianista Alexander Malofeev.
Il 4 luglio 2026 il cartellone accoglie Le Quattro Stagioni Danzate, spettacolo che intreccia Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi con le coreografie di Mourad Merzouki. Sul palcoscenico si incontrano i musicisti di Le Concert de la Loge, diretti dal violinista Julien Chauvin, e sette danzatori impegnati in un linguaggio che unisce breakdance, street dance e danza contemporanea.
Il 9 luglio 2026 l’Orchestra di Santa Cecilia è diretta da Alexandre Desplat in un programma dedicato alle sue musiche per il cinema. Tra i titoli annunciati figurano Harry Potter e i doni della morte, Piccole donne, The Imitation Game, Il curioso caso di Benjamin Button, The Queen e Wes Anderson’s Suite.
La rassegna prosegue il 15 luglio 2026 con Diego Ceretta, l’Orchestra Nazionale dei Conservatori e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in un omaggio a Giuseppe Verdi. Il 17 luglio 2026 Daniel Harding dirige una serata con Stefano Bollani, tra Rhapsody in Blue di George Gershwin e Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij nell’orchestrazione di Maurice Ravel. Seguono, il 21 luglio 2026, la pianista Martina Meola in un programma dedicato a Chopin; il 24 luglio 2026 il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart diretto da Jérémie Rhorer; il 29 luglio 2026 il Concerto Köln con Musica sull’acqua e Musica per i fuochi d’artificio di Georg Friedrich Händel.
La programmazione restituisce alla Basilica di Massenzio la funzione di grande spazio musicale all’aperto, secondo una tradizione avviata nel 1933. Il cartellone accosta repertorio sinfonico, barocco, musica per il cinema e danza contemporanea, costruendo un dialogo tra memoria storica, ascolto collettivo e linguaggi del presente.

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