Ad ospitare la rassegna, lo straordinario spazio a bordo laguna realizzato dalla Fondazione Cini sull”Isola di San Giorgio Maggiore

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Ad ospitare la rassegna, lo straordinario spazio a bordo laguna realizzato dalla Fondazione Cini sull”Isola di San Giorgio Maggiore
Affacciata sulla laguna, tra silenzi sospesi e riflessi d’acqua, l’undicesima Stagione concertistica dell’Auditorium Lo Squero inaugura il suo nuovo cammino sabato 14 marzo. Promossa da Asolo Musica Veneto Musica con la direzione artistica di Federico Pupo, la rassegna animerà fino al 12 dicembre 2026 l’elegante spazio realizzato dalla Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di SanGiorgio Maggiore a Venezia.
Dieci appuntamenti, tutti di sabato pomeriggio alle ire 16.30, compongono un cartellone che attraversa forme pure e riletture innovative, affidato a interpreti di primo piano della scena nazionale e internazionale, in un costante dialogo tra tradizione e nuove prospettive sonore.
L’apertura, il 14 marzo, è affidata al Quartetto di Venezia — Andrea Vio e Alberto Battiston ai violini, Mario Paladin alla viola, Angelo Zanin al violoncello — con Tre modi di dire quartetto. Il programma accosta tre capolavori che hanno ridefinito l’identità della forma: il Quartetto n. 20 in re maggiore “Hoffmeister” K. 499 di Wolfgang Amadeus Mozart, il Quartetto n. 2 op. 10 di Zoltán Kodály e il Quartetto n. 8 op. 59 n. 2 “Razumowsky” di Ludwig van Beethoven.
Il secondo appuntamento, sabato 28 marzo, intitolato La forma e l’energia, vede nuovamente protagonista il Quartetto di Venezia in un itinerario che accosta Johann Sebastian Bach, Ferruccio Busoni e Robert Schumann. Dalla “pura forma” della Passacaglia e fuga in do minore BWV 582 di Bach (nella trascrizione di J. Jorgensen) e dal Quartetto op. 19 di Busoni, il percorso approda all’intensità espressiva del Quartetto n. 3 op. 41 n. 3 di Schumann, in un crescendo di tensione e vitalità musicale.
Sabato 11 aprile si passa al recital pianistico Reminiscenze del concerto, in coproduzione con il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, nell’ambito del Festival primaverile Il Tempo di Louise Farrenc. Al pianoforte Orazio Sciortino, nominato “Compositore dell’Anno 2024” agli ICMA, propone un percorso che interroga il dualismo romantico tra musica pura e musica assoluta. In programma rivisitazioni ispirate ai racconti di E. T. A. Hoffmann, pagine di Charles-Valentin Alkan e Gioachino Rossini, oltre a brani di Louise Farrenc e Franz Liszt ispirati a opere coeve come Il Pirata di Vincenzo Bellini e La Juive di Fromental Halévy.
Ospite d’eccezione del 25 aprile è il clavicembalista e direttore Christophe Rousset, che conduce il pubblico Alla corte di Francia con musiche di Jean-Philippe Rameau, Antoine Forqueray e Pancrace Royer: eleganze e miniature narrative che restituiscono tutta la raffinatezza della tradizione francese per tastiera.
Sabato 2 maggio torna a Lo Squero, in collaborazione con Antiruggine, il violoncellista Mario Brunello, impegnato in pagine di Bach e Georg Philipp Telemann.
Il 23 maggioMauro Loguercio e Emanuela Piemonti proseguono il progetto Beethoven 199, dedicato all’integrale sinfonica beethoveniana nella trascrizione per violino e pianoforte di Hans Sitt, con la Sinfonia n. 4 op. 60 e la n. 7 op. 92.
La prima parte della stagione si chiude il 13 giugno con Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto, affascinante operazione di montaggio tra repertorio colto e popolare. Protagonista il violoncellista e compositore Giovanni Sollima, artista tra i più amati a livello internazionale, per il quale «suonare non è un fine, ma un mezzo per comunicare con il mondo», capace di attraversare epoche e linguaggi dal barocco al metal. Con lui il violinista Federico Guglielmo e l’ensemble Il Pomo d’Oro.
Dopo la pausa estiva, la programmazione riprende il 14 novembre con il Quartetto di Venezia affiancato dal flautista Massimo Mercelli. In programma musiche di Mozart, Mieczysław Weinberg, Alberto Ginastera, Michael Nyman e Luigi Boccherini, in un arco che dal classicismo giunge al Novecento e al minimalismo.
Il 5 dicembre, ancora in collaborazione con Antiruggine, ritorna Mario Brunello con musiche di Bach e Francesco Paolo Scipriani.
Gran finale il 12 dicembre con il Quartetto di Venezia e Paesaggi a quattro voci: un itinerario che accosta Franz Joseph Haydn, Franz Schubert e Curt Cacioppo, mettendo in relazione la forma classica del quartetto d’archi con la rappresentazione musicale della natura. Un’ulteriore conferma di come la musica cameristica sappia evocare paesaggi interiori e visioni del mondo, sospese tra memoria e contemporaneità.
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