
Festival Classica
Lucignano Music Festival 2026 – VI edizione “L’Età dell’Oro”

Più che una successione di eventi, il calendario festivaliero europeo del 2026 si organizza attorno a una costante: il dialogo tra patrimonio e rilettura. Le grandi istituzioni tengono al centro Bach, Mozart, Wagner e Verdi, mentre compositori come Kurtág, Messiaen, Filidei o Unsuk Chin introducono prospettive nuove. I dieci festival raccolti qui non esauriscono l’estate europea: ne isolano alcune traiettorie ricorrenti, dove la stessa tradizione viene di volta in volta custodita, ricontestualizzata o messa in discussione.
Il Ravenna Festival, dal 21 maggio all’11 luglio, resta uno dei pochi appuntamenti europei capaci di attraversare generi differenti senza perdere identità. Oltre cento eventi coinvolgono musica, teatro e danza, mentre le basiliche della città offrono una sede naturale al repertorio sacro.
Riccardo Muti guida il percorso intitolato Journey through Choral Music, accanto ai concerti dell’Orchestra Cherubini. Filippo Gorini è artista residente, Le Poème Harmonique ricostruisce il contesto della prima esecuzione del Magnificat natalizio di Bach e il festival ricorda i quarant’anni dal debutto ravennate di Astor Piazzolla.
Il Prague Spring Festival, dal 12 maggio al 4 giugno, affida a Barbara Hannigan il ruolo di artista residente e costruisce attorno alla voce buona parte del programma, alternando pagine molto note e titoli poco frequentati.
Accanto a La damnation de Faust di Berlioz e al Requiem di Verdi compare l’oratorio Marie-Madeleine di Massenet. Unsuk Chin è compositrice residente; Thomas Dunford, Helsinki Baroque e Hana Kotková allargano ulteriormente il raggio del festival.
A Lipsia il Bachfest, dall’11 al 21 giugno, costruisce l’intera programmazione attorno all’universo del Kantor, senza ridurlo a una dimensione museale.
András Schiff e Mahan Esfahani affrontano il Clavicembalo ben temperato rispettivamente al pianoforte e al clavicembalo; Isabelle Faust e Kristian Bezuidenhout eseguono le sonate per violino e tastiera; Il Pomo d’Oro immagina un incontro ideale tra Bach e Händel. Tra gli estremi del programma si collocano i Vespri mariani monteverdiani dell’apertura e la Messa in si minore conclusiva con il Thomanerchor.
Il Munich Opera Festival, dal 18 giugno al 31 luglio, porta la stagione sul terreno del teatro musicale. Dopo la 150ª edizione celebrata nel 2025, prosegue alcuni progetti di lungo periodo.
Vladimir Jurowski prosegue il nuovo ciclo del Ring con Die Walküre; la nuova produzione di Alcina porta la firma di Johanna Wehner; tornano anche due recite dell’opera di Brett Dean dedicata al conflitto tra Elisabetta I e Maria Stuarda. Gli anniversari di Turandot e Der Freischütz trovano spazio accanto ai recital di Christian Gerhaher.
Il Festival di Granada lega la propria 75ª edizione a una rete di ricorrenze che attraversa l’intera stagione europea: Manuel de Falla ricordato a centocinquant’anni dalla nascita, Kurtág e Feldman nel loro anno centenario.
Il programma accosta l’Aida in forma di concerto alla scena finale della Walküre proposta da Iván Fischer con la Budapest Festival Orchestra. Zubin Mehta dirige l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino in Mozart e Riccardo Muti affronta Ravel.
Ad Aix-en-Provence l’edizione dal 2 al 21 luglio coincide con l’ultimo programma concepito da Pierre Audi prima della scomparsa, e ne porta l’impronta.
I vespri siciliani di Verdi e il Castello del duca Barbablù di Bartók convivono con Mozart, Strauss e Henze. Al centro della parte contemporanea si colloca la prima assoluta di Accabadora di Francesco Filidei. Klangforum Wien, Pygmalion e Pierre-Laurent Aimard completano un cartellone che guarda anche al centenario di György Kurtág.
Il Festival di Salisburgo, dal 17 luglio al 30 agosto, affianca titoli consolidati a opere del Novecento poco presenti nei grandi circuiti.
Ariadne auf Naxos di Richard Strauss incontra Der Prinz von Homburg di Henze e il monumentale Saint-François d’Assise di Messiaen, affidato alla regia di Romeo Castellucci e alla direzione di Maxime Pascal. Nove concerti celebrano Kurtág, mentre la Pittsburgh Symphony Orchestra guidata da Manfred Honeck si unisce alle presenze abituali delle Filarmoniche di Vienna e Berlino.
Verbier, dal 16 luglio al 2 agosto, resta un punto d’incontro tra interpreti affermati e nuove generazioni.
Martha Argerich, András Schiff e Nikolai Lugansky figurano tra i protagonisti. Nel ventesimo anniversario della Festival Chamber Orchestra, Gábor Takács-Nagy dirige Così fan tutte; Simon Rattle affronta il Castello del duca Barbablù e James Gaffigan guida La Traviata.
A Lucerna l’edizione estiva, dal 13 agosto al 13 settembre, adotta un filo conduttore dichiarato, American Dreams.
Da John Adams a Frank Zappa, passando per le vicende degli esuli europei come Rachmaninov, Stravinskij e Schönberg, il festival costruisce un percorso che attraversa più di un secolo di storia musicale. La chiusura è affidata a Porgy and Bess di Gershwin con Cape Town Opera e Chineke!.
L’Utrecht Early Music Festival, dal 28 agosto al 6 settembre, chiude la rassegna estiva sul versante della musica antica, sotto il motto Giving Voice: il repertorio storico diventa strumento di partecipazione.
Un coro non professionale viene integrato nel programma accanto a percorsi dedicati alle masques delle corti borgognone e tudor e alle semi-opere di Blow e Purcell. È un finale coerente con la traiettoria della stagione: custodire il passato senza trattarlo come un oggetto immobile.
