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Vladimir Jurowski e la Bayerisches Staatsorchester a Torino e Bologna
Nel concerto torinese che chiude la Stagione di Lingotto Musica siederà al pianoforte Alexander Melnikov, al Bologna Festival, nel concerto finale della rassegna Grandi Interpreti, Il solista sarà Emmanuel Ax
Organizzato da: Lingotto Musica ETS |Associazione Bologna Festival

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“ I Concerti del Lingotto 2023 – 24 | 43° Bologna Festival 2024 – Grandi Interpreti ”
Guidata dalla bacchetta e dal carisma di Vladimir Jurowski, suo direttore stabile, arriva in Italia la Bayerisches Staatsorchester, uno dei più antichi complessi musicali al mondo, ricco di cinque secoli di storia. Due gli appuntamenti in calendario, il 30 maggio 2024 a Torino per i Concerti del Lingotto e il 31 maggio al Bologna Festival per la chiusura della rassegna Grandi Interpreti.

Il programma omaggia la grande tradizione musicale tedesca del primo Ottocento, impaginando l’Ouverture dall’Oberon di Carl Maria von Weber, la Sinfonia n. 3 Renana” di Robert Schumann e il celeberrimo Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra, “Imperatore” di Ludwig van Beethoven.

A Torino –  dove l’atteso debutto dell’Orchestra di Stato della Baviera sotto la guida di Vladimir Jurowski corona le celebrazioni per il trentennale dell’Auditorium Agnelli e dei Concerti del Lingotto – sarà il pianista russo Alexander Melnikov ad eseguire la famosa pagina beethoveniana, mentre per la rassegna Grandi Interpreti del Bologna Festival, il solista sarà lo statunitense di origine polacca Emanuel Ax.

Composta da 144 strumentisti provenienti da 24 nazioni, l’Orchestra di Stato della Baviera, formazione residente della Bayerische Staatsoper di Monaco, è l’erede dell’Orchestra di Corte nata nel 1523, ed è oggi annoverata tra le più prestigiose compagini europee. Diretta dal 1563 dal compositore fiammingo Orlando di Lasso che alla corte bavarese prestò servizio come maestro di cappella, l’orchestra ebbe come fulcro iniziale la musica sacra, allargando il repertorio,  fra Sei e Settecento,  al teatro d’opera e ai concerti sinfonici. La gloriosa tradizione lirica della compagine bavarese annovera importanti prime esecuzioni assolute, da La finta giardiniera (1775) e Idomeneo (1781) di Mozart ai capolavori del teatro wagneriano Tristan und Isolde (1865), Die Meistersinger von Nürnberg (1868), Das Rheingold (1869) e Die Walküre (1870). Se tra i grandi compositori legati all’orchestra spicca la figura di Richard Wagner,  tra suoi direttori principali figurano personalità eminenti come Richard Strauss, Bruno Walter, Hans Knappertsbusch, Sir Georg Solti, Wolfgang Sawallisch, Zubin Mehta, Kent Nagano e Kirill Petrenko, al quale nel 2021 è succeduto Vladimir Jurowski.

Il maestro russo naturalizzato tedesco, Generalmusikdirektor della Bayerische Staatsoper, è una delle bacchette più ricercate e dinamiche della sua generazione. Figlio d’arte, Vladimir Jurowski è nato a Mosca nel 1972, città dove ha iniziato la sua formazione musicale prima di trasferirsi con la famiglia in Germania nel 1990, dove ha proseguito gli studi a Dresda e Berlino. Nel 1995 ha debuttato come direttore d’opera al Wexford Festival Opera con Notte di maggio di Rimskij-Korsakov e alla Royal Opera House di Londra con Nabucco di Verdi. Da allora Vladimir Jurowski si è esibito nei maggiori teatri e nelle rassegne più rinomate: Metropolitan di New York, Opéra de Paris, Teatro alla Scala di Milano, Teatro Bol’šoj di Mosca, Semperoper di Dresda, Festival di Salisburgo. Già direttore principale della Komische Oper di Berlino dal 1997 al 2001, direttore musicale del Glyndebourne Festival Opera dal 2001 al 2013 e direttore principale della London Philharmonic – dove conserva la carica di direttore emerito – dal 2007 al 2021, dal 2017 è anche direttore principale e direttore artistico della Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin e “Artista principale” dell’Orchestra of the Age of Enlightenment. In veste di direttore ospite, è apparso con i Berliner e i Wiener Philharmoniker, la Gewandhausorchester di Lipsia, la Sächsische Staatskapelle di Dresda, la Tonhalle-Orchester di Zurigo, la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, la New York Philharmonic e la Chicago Symphony Orchestra.

Apre il programma l’Ouverture dall’opera romantica in tre atti Oberon che Carl Maria von Weber scrisse per il Covent Garden di Londra nel 1826, sulla soglia della morte. Tratto dall’omonimo poema di Wieland (1780), in cui le suggestioni della poesia cavalleresca medievale, dell’esotismo delle Mille e una notte e di A Midsummer Night’s Dream di Shakespeare sono raccolte con elegante levità, Oberon raduna quei tratti fantastici e leggendari grazie ai quali Weber fondò la nuova tradizione nazionale dell’opera tedesca.

Al centro della serata, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in mi bemolle maggiore op. 73 «Imperatore» composto da Ludwig van Beethoven nel 1809 con dedica all’arciduca Rodolfo. Pagina grandiosa, con un titanico Allegro iniziale di 600 battute, aperto anziché concluso dalla cadenza solistica del pianoforte, il Concerto n. 5, eseguito per la prima volta a Vienna nel 1812 da Carl Czerny, è l’ultimo lavoro di tutta la produzione beethoveniana per strumenti solisti e orchestra, e costituisce il risultato più ambizioso e avveniristico raggiunto dal compositore in questo campo. Se il pianoforte è “signore” assoluto di questo lavoro sinfonico, Beethoven riesce a metterlo in perfetto equilibrio con l’orchestra, con gli archi i fiati e i timpani, creando una varietà di giochi timbrici insolita per il periodo classico. Il sottotitolo «Imperatore», non originale, è ispirato  dall’intonazione sontuosa e marziale che caratterizza il brano.

Chiude il concerto la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 97 detta «Renana», la più vitale delle quattro sinfonie composte da Robert Schumann, perfetta sintesi tra gli elementi classici e romantici della sua poetica. La pagina, che appartiene all’ultima fase della sua produzione, si colloca nel momento di felice energia creativa che seguì il trasferimento a Düsseldorf, dove era  diventato Musikdirektor e dove diresse la Terza Sinfonia nel 1851. Il sottotitolo, che pure non va inteso in senso programmatico, rimanda non solo al luogo di composizione ma – specie attraverso il fluire maestoso del quarto movimento – a quel “padre Reno”, onnipresente nella letteratura ce nella pittura, simbolo emblematico del romanticismo tedesco.

~

(Photocredit:  Vladimir Jurowski, Wilfried Hösl | Bayerisches Staatsorchester, Nikolaj Lund)
Vladimir Jurowski e la Bayerisches Staatsorchester a Torino e Bologna

Interpreti

Bayerisches Staatsorchester
Vladimir Jurowski direttore

Torino 30 maggio Alexander Melnikov pianoforte
Bologna 31 maggio Emanuel Ax pianoforte

Programma

Carl Maria von Weber
Ouverture da Oberon

Ludwig van Beethoven
Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in mi bemolle maggiore op. 73 «Imperatore»

Robert Schumann
Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 97 «Renana»

Repliche

30 maggio 2024 ore 20.30 | Torino, Auditorium G. Agnelli al Lingotto
31 maggio 2024 ore 20.30 | Bologna m Teatro Auditorium Manzoni

Chi organizza

Auditorium Gianni AgnelliInsieme all’Auditorium… altro

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Associazione Bologna FestivalIl festival si compone di… altro

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