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Sant’Agata (PC)

Villa Verdi, Riccardo Muti torna a Sant’Agata: il 12 settembre

Tre anni dopo il concerto per “VIVA Verdi”, Riccardo Muti torna a richiamare l’attenzione sul futuro della dimora del compositore

Il 12 settembre Riccardo Muti tornerà idealmente al centro della vicenda di Villa Verdi, la dimora di Sant’Agata di Villanova sull’Arda nella quale Giuseppe Verdi visse per gran parte della propria vita. Il direttore sarà protagonista di un incontro musicale nel parco della Villa, oggi proprietà dello Stato ma ancora chiusa alla normale fruizione del pubblico, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul recupero e sul futuro di uno dei luoghi più significativi della storia musicale italiana.

L’appuntamento, secondo quanto finora reso noto, avrà carattere raccolto. Riccardo Muti sarà al pianoforte con un gruppo di cantanti davanti a un numero limitato di giornalisti e rappresentanti istituzionali. Sono previste pagine vocali di Giuseppe Verdi e il Notturno, già proposto dal direttore alla Scala nel 2001 in occasione del centenario della morte del compositore. Il programma completo e le modalità definitive dell’iniziativa non sono ancora stati comunicati.

Il precedente del 2023

La presenza di Riccardo Muti a Sant’Agata riporta alla memoria un precedente recente. L’8 settembre 2023 il direttore aveva guidato al Teatro Municipale di Piacenza l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro del Teatro Municipale in un concerto interamente verdiano inserito nel progetto ministeriale “VIVA Verdi”, promosso per sostenere l’acquisizione e la valorizzazione della casa-museo.

Con Benedetta Torre e Riccardo Zanellato, il programma attraversava pagine da Nabucco, Macbeth, Otello, La forza del destino, Giovanna d’Arco e I vespri siciliani. Quell’appuntamento aveva assunto un significato che andava oltre il concerto: richiamare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla necessità di assicurare un futuro alla dimora verdiana.

Dalla chiusura al passaggio allo Stato

In quegli anni il destino della Villa era ancora incerto. Dopo una lunga controversia tra gli eredi, la casa-museo aveva chiuso alle visite nell’ottobre 2022 ed era stata avviata la procedura per il passaggio al patrimonio pubblico. Nel dicembre 2024 il Ministero della Cultura ha disposto l’esproprio e nel febbraio 2025 lo Stato ha preso possesso dell’immobile.

Sono seguiti interventi urgenti e stanziamenti destinati al recupero della struttura, fino all’annuncio, nel 2026, di ulteriori risorse per il restauro complessivo della Villa e del giardino. Il problema, dunque, non è più quello che aveva caratterizzato il 2023: allora la priorità era evitare la dispersione del bene e assicurarne l’acquisizione pubblica; oggi il nodo riguarda i tempi del restauro, la conservazione del complesso e soprattutto la sua restituzione stabile ai visitatori.

La polemica sul concerto del 12 settembre

In questo contesto si inserisce l’iniziativa del 12 settembre. Nei giorni scorsi la sua realizzazione è stata accompagnata da una polemica relativa a un presunto diniego della Soprintendenza. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha però smentito ufficialmente l’esistenza di un veto, definendo priva di fondamento la notizia secondo cui il concerto sarebbe stato impedito. L’appuntamento è stato quindi confermato.

Per Riccardo Muti, che già nel 2023 aveva legato la propria presenza a Piacenza alla sorte della Villa, il ritorno a Sant’Agata assume così un valore che supera quello strettamente concertistico. La musica di Giuseppe Verdi torna nel luogo in cui il compositore visse e lavorò, mentre resta aperta la questione della piena rinascita della casa-museo.

Tre anni fa il tema era il salvataggio di Villa Verdi. Oggi, dopo il passaggio allo Stato, la questione è trasformare quel salvataggio in una reale tutela e in una riapertura duratura. Il concerto del 12 settembre nasce dentro questa continuità e riporta ancora una volta la musica al centro di una vicenda che riguarda insieme memoria, patrimonio e responsabilità culturale.

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