Domenica 8 giugno 2025 cala il sipario sulla 34ª edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza: gran finale con una doppio appuntamento che intreccia musica e parola, memoria e natura, letteratura e …. Popolare. Una giornata che riflette il tema di quest’anno, I Canti della Terra, omaggio al creato e ai suoi linguaggi più profondi – natura, tradizioni, voci dei popoli –, una conclusione in linea con la visione aperta, radicata nel dialogo tra repertori e culture, tracciata dalla direttrice artistica Sonig Tchakerian. La mattina, alle ore 11.00 a Palazzo Chiericati, debutta in prima assoluta “Sentieri sotto la neve“, nuova creazione del compositore vicentino Giovanni Bonato, su drammaturgia, testo e voce narrante di Guido Barbieri. L’opera, realizzata in esclusiva per il festival, segna l’inizio del progetto triennale Il canto della terra (2025–2027), dedicato al rapporto tra musica e letteratura venete, e rende omaggio a Mario Rigoni Stern, figura cardine della cultura del territorio veneto. L’ispirazione nasce dal racconto Nevi, in cui Rigoni Stern raccoglie otto nomi della neve in lingua cimbra – Brüskalan, Sneea, Haapar, Haarnust, Swalbalasneea, Kuksneea, Bachtalasneea, Kuasneea – ognuno recante una particolare sfumatura di senso, segno di un modo diverso di abitare la natura e custodirne il ricordo. «Una connessione particolare tra uomo e natura – spiega Guido Barbieri – quella che lega gli esseri umani al fenomeno arcaico e naturale della neve». A restituirla in musica, sette interludi per ensemble e voci narranti firmati da Bonato. In scena, insieme all’Ensemble Musagète diretto da Gabriele Dal Santo, le voci di Maria Maddalena Rigoni Stern, Gianni Rigoni Stern, Daniele Zovi, Daniele Nicolussi Golo e Sergio Vellar. Un progetto che unisce paesaggio sonoro, lingua, storia e affetto per la terra d’origine, in un racconto collettivo di profonda appartenenza. La sera, alle 20.45, al Teatro Olimpico, la scena si sposta in un paesaggio interiore, tra memoria e introspezione letteraria. Il pianista Andrea Lucchesini, il violinista Marco Rizzi, il violoncellista Ettore Pagano e l’attore Roberto Citran danno vita a un raffinato omaggio musicale e narrativo alla Recherche di Marcel Proust, sulle note di Debussy, Chopin, Hahn, Franck e Fauré. Un concerto che invita “alla ricerca della petite phrase”, nel cuore musicale di uno dei più alti monumenti della letteratura novecentesca.