Torna a La Fenice di Venezia Les Ballets de Monte-Carlo, una delle più acclamate compagnie di danza del panorama internazionale: dopo il successo ottenuto nel 2019 con Romeo e Giulietta, per cinque serate, dal 17 al 21 maggio 2023, andrà in scena l’atteso Lac, personale rivisitazione del Lago dei Cigni firmata da Jean-Christophe Maillot, direttore e coreografo del balletto monegasco. Lo spettacolo è danzato sulle musiche originali di Čajkovskij con alcune aggiunte di Bertrand Maillot, eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Igor Dronov. Rileggere uno dei più celebri e amati balletti del mondo è una sfida che Maillot ha affrontato collaborando con lo scrittore Jean Rouaud (Premio Goncourt 1990) nell’ideazione della drammaturgia, mentre le scene sono affidate a Ernest Pignon-Ernest, i costumi sono di Philippe Guillotel, e le luci sono ideale da Samuel Thery assieme allo stesso Maillot. ‘Lac’, previsto a Venezia la scorsa stagione ma annullato a causa della pandemia, è stato presentato in prima assoluta nel 2011 al Grimaldi Forum di Monaco, e da allora è stato rappresentato in molti dei più prestigiosi teatri del mondo. Così scrive il Times recensendo lo spettacolo nell’aprile 2014 «La coreografia di Maillot, ad alta intensità energetica e spaziale, domina il linguaggio del balletto classico, si accoppia scorrevolmente alla musica e accentua l’elegante duttilità tecnica dei danzatori». Il Lago dei cigni di Čajkovskij è emblematicamente associato al secondo atto, un “ballet blanc” e vera pietra miliare del repertorio classico. Il racconto, fattosi evanescente, permette di godere della bellezza del movimento senza badare alla narrazione, contemplando il lavoro quasi come un balletto astratto. Lac di Jean-Christophe Maillot tuttavia mette la narrazione nuovamente al centro dell’opera. Nel Lago dei cigni tutto è oscuro, complesso e ricco di significati… Si deve a Čajkovskij stesso l’idea di un balletto sinfonico centrato sulla figura di una creatura umana la cui metamorfosi rendesse impossibile qualunque amore. Scaturito da miti greci, nordici e russi, il cigno fin dal suo concepimento è un essere ibrido e affascinante. Jean-Christophe Maillot si riconnette con i tormenti di un racconto in presa diretta che affronta le nostre paure infantili e i nostri incubi notturni. La transizione dallo stato animale a quello di essere umano attraversa l’intero balletto e pone domande sulla nostra stessa natura umana. Crediamo di essere diversi dagli animali per la nostra capacità di compiere delle scelte. Ma davvero solo noi ne siamo capaci? Non siamo in fondo anche noi smarriti esattamente come questo principe? Jean-Christophe Maillot ce lo mostra esitante fra il bianco e il nero, il bene e il male, il candore e l’erotismo. – (Foto in alto, Bernice Coppieters, Bruno Roque & Asier Edeso ©AB; in basso, Mimoza Koike & Matej Urban ©AB)