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Venezia

Venezia, La clemenza di Tito di Mozart inaugura la Stagione 2025 -26 de La Fenice

Sul podio sale Ivar Bolton, la regia è di Paul Curran
Fondazione Teatro La Fenice
Stagione Lirica e Balletto 2025 – 26

Il Teatro La Fenice di Venezia inaugura la Stagione Lirica e Balletto2025–2026 con La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart, opera in due atti su testo di Caterino Mazzolà tratto dal celebre libretto di Pietro Metastasio.

Il nuovo allestimento porta la firma del regista scozzese Paul Curran, al suo primo confronto con questo titolo mozartiano, coadiuvato da Gary McCann per le scene e i costumi,e da Fabio Barettin per il disegno luci.

Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice, l’autorevole bacchetta di Ivor Bolton, alla guida di un cast che schiera Daniel Behle nel ruolo di Tito Vespasiano, Anastasia Bartoli in quello di Vitellia, Cecilia Molinari al debutto come Sesto, Nicolò Balducci per la prima volta Annio, Francesca Aspromonte nel ruolo di Servilia e Domenico Apollonio come Publio. Maestro del Coro Alfonso Caiani.

Sono cinque le recite previste alla Fenice, il 20, 23, 25, 27 e 30 novembre 2025. La prima del  20 novembre 2025 sarà trasmessa in diretta su Rai Radio3.

Rappresentata a Praga il 6 settembre 1791, La clemenza di Tito segna il ritorno di Mozart all’opera seria a dieci anni dall’Idomeneo. Commissionata per l’incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia, nacque su iniziativa dell’impresario Domenico Guardasoni, che scelse di far musicare uno dei testi più celebrati di Metastasio – apprezzato anche da Voltaire e messo in musica da una quarantina di compositori – affidandone la revisione a Caterino Mazzolà. Dopo il debutto, l’opera divenne uno dei successi più importanti di Mozart fino ai primi anni dell’Ottocento: a Vienna fu accolta trionfalmente nel 1794, anche grazie all’impegno di Constanze Mozart; e nel 1806 fu il primo titolo mozartiano a essere rappresentato a Londra.

«Come nel mondo del Settecento, anche in quello di oggi la parola ‘clemenza’ dovrebbe avere molta più importanza – spiega il regista Paul Curran –. Le persone che detengono enormi poteri dovrebbero capire che la clemenza, ovvero la capacità di perdonare gli altri, insieme alla gentilezza, dovrebbero avere molto più peso e centralità. Purtroppo invece viviamo in un mondo durissimo, e lo si vede soprattutto negli ultimi mesi, o meglio nell’ultimo anno. Io abito negli Stati Uniti, dove ci troviamo in una situazione di estremismo politico, ma credo che sia così dovunque. Invece di picchiare, escludere, far morire la gente, si dovrebbe comprendere che tutti possono sbagliare e fare del male, ma che bisogna anche avere la capacità di perdonare e andare avanti. Quindi questa parola dovrebbe assolutamente ritornare viva e attuale nel vocabolario di oggi».

«Per il pubblico di oggi La clemenza di Tito è assolutamente accattivante – osserva il direttore d’orchestra Ivor Bolton –. Ritrae alcune delle emozioni umane più basilari come la vendetta e l’amore, in molte diverse sfaccettature: c’è il desiderio ardente di Sesto per Vitellia, il desiderio altrettanto intenso di Vitellia per il potere, e la relazione che intrecciano Annio e Servilia. Tutte queste relazioni fanno da sfondo a un dramma molto umano ma anche molto politico. La ricerca del bene è probabilmente una delle cose che meno ci aspettiamo di trovare oggi quando guardiamo al nostro mondo politico, ma quest’opera può essere da esempio per confutare quel punto di vista. Penso che uno dei pregi di quest’opera sia anche quella di mostrare una grande leadership. Infine spero che la nostra produzione catturi ed emozioni gli spettatori della Fenice e che il pubblico possa apprezzare il modo in cui abbiamo scelto di ridare vita a questo famoso dramma mozartiano».


La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart  | La trama dell’opera

Atto primo

L’azione dell’opera si svolge a Roma, nell’80 d.C. Vitellia, figlia del deposto imperatore Vitellio, incita Sesto, innamorato di lei, ad assassinare l’imperatore Tito, colpevole di non averla scelta come imperatrice. Nonostante Sesto sia amico di Tito, egli è disposto a eseguire gli ordini di Vitellia, facendo prevalere l’amore sull’amicizia. Entra Annio, amico di Sesto, e annuncia che Tito non sposerà la regina Berenice. Vitellia chiede a Sesto di sospendere l’esecuzione dei suoi ordini, dato che la notizia giunta induce a pensare che ella può ancora venir scelta da Tito. Quando Sesto esprime il sospetto che ella non ricambi il suo amore, Vitellia ribatte di essere stanca dei suoi dubbi. Annio chiede a Sesto la mano della sorella di lui, Servilia. Sesto assicura all’amico che cercherà di ottenere il consenso dell’imperatore.

Siamo ora in Campidoglio: entra Tito e il popolo ne canta le lodi. Congedati tutti gli altri, Tito resta con Sesto ed Annio e annuncia loro di aver deciso di sposare Servilia. Annio loda la sua scelta. Tito canta la gioia che gli dà il beneficare gli oppressi e l’innalzare gli amici, poi lui e Sesto partono insieme. Entra Servilia e Annio le annuncia che sarà imperatrice. Raggiunto Tito, Servilia gli confessa di essere innamorata di Annio: apprezzando la sua franchezza l’imperatore le promette che non si frapporrà tra lei e l’uomo che ama. Furiosa per essere stata trascurata da Tito a favore di Servilia, Vitellia rinnova a Sesto l’ordine di uccidere Tito e di dare alle fiamme il Campidoglio. Egli va per adempiere ai suoi coman- di, ma prima le chiede un segno d’amore. Partito Sesto, Publio e Annio informano Vitellia che Tito ha deciso di farla sua consorte. Vitellia cerca di richiamare Sesto, ma è troppo tardi.

La scena finale dell’atto primo è ambientata nella piazza davanti al Campidoglio. I cospiratori hanno dato il Campidoglio alle fiamme. Sesto è in preda all’angoscia per aver acconsentito ad attuare un complotto contro l’imperatore suo amico, tuttavia va a compiere il suo ruolo nella congiura. Mentre in lontananza si sentono delle grida, Servilia, Annio, Publio e Vitellia arrivano sulla scena e si chiedono l’un con l’altro che cosa sia successo. Ritorna Sesto e annuncia che Tito è stato pugnalato a morte; Vitellia gli impedisce appena in tempo di confessare di essere lui l’autore dell’assassinio.

Atto secondo

Sesto, scoperto che Tito non è morto, con- fessa il suo tradimento ad Annio, il quale lo consiglia di confessarsi apertamente a Tito. Ma Vitellia entra e gli chiede di fuggire da Roma per proteggere la sua vita e l’onore di lei. Entra Publio con alcuni membri della guardia e annuncia che l’uomo pugnalato non era Tito, ma Lentulo, il quale, sopravvissuto, ha accusato Sesto, che viene arrestato.

Nella grande sala delle udienze, il popolo rende grazie agli dei per aver conservato la vita di Tito. L’imperatore manda Publio a prendere la sentenza del Senato: lui stesso è ancora convinto dell’innocenza dell’amico Sesto. Quando Publio ritorna, conferma la colpevolezza di Sesto e Annio supplica in favore dell’amico. Tito non riesce a decidersi a firmare la sentenza di morte se non prima di aver parlato con  Sesto e ordina che questi venga condotto davanti a lui. Tito cerca di trovare un modo per salvare Sesto, ma questi non può fornire alcuna spiegazione, senza incriminare Vitellia. Mentre viene condotto via per morire nell’arena, Sesto chiede a Tito di ricordare, per un momento, la loro antica amicizia. Tito esce con Publio per andare all’arena. A questo punto entrano Servilia e Annio e incontrano Vitellia, alla quale chiedono di intercedere per Sesto. Lasciata sola, Vitellia capisce di non poter diventare imperatrice vedendo Sesto, che l’ama, messo a morte per un delitto istigato proprio da lei.

Nella scena finale Sesto è condotto davanti a Tito che ha già deciso di risparmiarlo. A questo punto entra Vitellia e, gettandosi ai piedi di Tito, confessa la parte che ha avuto nel delitto. Stupito per il numero delle persone che sembra abbiano voluto tradirlo, il magnanimo imperatore tuttavia rifiuta di trovar conforto nella crudeltà. Perdona tutti e tutti lodano la clemenza di Tito.

In Evidenza

La ‘prima’ di giovedì 20 novembre 2025 (ore 19) sarà trasmessa in diretta radiofonica da Rai Radio3.
Venezia, La clemenza di Tito di Mozart inaugura la Stagione 2025 -26 de La Fenice

Interpreti

Direttore Ivor Bolton
regia Paul Curran

scene e costumi Gary McCann
light designer Fabio Barettin

Personaggi e interpreti

Tito Vespasiano Daniel Behle
Vitellia Anastasia Bartoli
Servilia Francesca Aspromonte
Sesto Cecilia Molinari
Annio Nicolò Balducci
Publio Domenico Apollonio

maestro del Coro Alfonso Caiani
basso continuo Giacomo Cardelli

Orchestra e Coro del Teatro La Fenicei

NUOVO ALLESTIMENTO Fondazione Teatro La Fenice 

Programma

La clemenza di Tito
dramma serio per musica in due atti KV 621

libretto di Caterino Mazzolà
da Metastasio

musica di Wolfgang Amadeus Mozart

prima rappresentazione assoluta
Praga, Teatro Nazionale, 6 settembre 1791

Repliche

20 novembre 2025 ore 19 ‘prima’ repliche 23 e 30 novembre 2025 ore15.30 25 e 27 novembre 2025 ore 19

Chi organizza

Fondazione Teatro La Fenice di VeneziaFondato nel 1792, il Teatro La Fenice è uno dei teatri più …

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