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Venezia, alla Fenice va in scena Orfeo ed Euridice di Gluck, Pizzi firma il nuovo allestimento, dirige Dantone
Pietra miliare della storia del melodramma, l’opera torna sul palcoscenico lagunare a 28 anni dall’ultima rappresentazione

Fondazione Teatro La Fenice Presenta

“ Stagione Lirica e di Balletto 2022/23 ”
Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck torna in scena al Teatro La Fenice di Venezia dal 28 aprile al 6 maggio 2023, a ventotto anni dall’ultima rappresentazione: il nuovo allestimento è affidato a  due grandi maestri del teatro musicale italiano: Pier Luigi Pizzi per regia, scene e costumi e Ottavio Dantone, che dirigerà l’opera al cembalo.

Sul palco il mezzosoprano Cecilia Molinari nel ruolo di Orfeo, il soprano inglese Mary Bevan nella parte di Euridice, il soprano Silvia Frigato nelle vesti di Amore; Maestro del Coro è Alfonso Caiani.

Pietra miliare nella storia dell’opera, Orfeo ed Euridice è un’azione teatrale per musica in tre atti, con cori e danze, composta da Christoph Willibald Gluck (1714 – 1787)  su libretto di Raniero de’ Calzabigi e rappresentata per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 5 ottobre 1762.

Il lavoro ebbe un impatto rivoluzionario: è infatti considerato il punto chiave della cosiddetta ‘riforma del melodramma’: i due autori, Gluck e Calzabigi, trovando l’uno nell’altro l’interlocutore adatto a sviluppare le idee innovatrici in evoluzione rispetto alla routine teatrale dell’epoca, realizzano un passo decisivo di trasformazione verso un ideale di ‘dramma musicale’ più attento alla verità dei sentimenti e meno ai virtuosismi. La principale innovazione consiste nella totale soppressione dei recitativi secchi, normalmente accompagnati solamente dal clavicembalo o dal violoncello, in favore dei recitativi accompagnati, dando origine a una continuità strutturale e drammaturgica che mette sullo stesso piano emotivo canto e concatenazione degli eventi. Anche il ruolo dell’orchestra cambia, trasformandosi in elemento attivo e in continua interazione ritmica, musicale ed espressiva con le voci per tutto lo svolgimento dell’opera.

Il 2 agosto 1774, dodici anni dopo il debutto, l’opera andò in scena al Palais-Royal di Parigi, con libretto tradotto in francese e ampliato da Pierre Louis Moline, in una versione rimaneggiata per adattarla all’uso musicale d’oltralpe: il compositore tedesco modificò sensibilmente l’orchestrazione in funzione dei più ampi organici dell’Opéra, riscrisse intere parti, aggiungendovi imprestiti da opere precedenti, e diede maggior spazio alle danze.

«È proprio con Orfeo ed Euridice che il musicista tedesco inizia il suo percorso di ripensamento dell’opera – ha spiegato Pier Luigi Pizzi – con la celebre riforma. La rinuncia a ciò che poteva rappresentare il teatro barocco in tutta la sua fantasia ridondante, la volontà di asciugare, di trasformare certe esubebanze entrate ormai nella consuetudine, attraverso il virtuosismo dei cantanti, il criterio di limitare l’eccesso di spettacolarità per arrivare a una armonica equilibrata semplicità, corrisponde esattamente alla mia ricerca di una rinnovata espressione stilistica. Per queste ragioni ho affrontato quest’opera con particolare impegno, perché è in linea coerente con la mia attuale maniera di far teatro, un tipo di teatro etico, che tende all’essenziale, evitando lo spreco di qualsiasi forma di narcisistico esibizionismo. Ripensando Orfeo ed Euridice oggi, per la prima volta in veste di regista, rivolgo un’attenzione particolare a quello che l’opera mi suggerisce. Percepisco in essa il senso della giovinezza crudelmente ferita, dell’amore dilaniato, dell’aspirazione a riavere l’amato bene rubato ingiustamente. Seguo Orfeo nel suo viaggio iniziatico, creo attorno a lui spazi ideali, cipressi boekliniani nel cimitero dove si piange Euridice, fiamme ostili nell’Ade pagano, e quel “puro ciel” degli spiriti beati».

A proposito dell’‘attualità dell’opera,  sottolinea il direttore d’orchestra Ottavio Dantone, «La civiltà di oggi è l’unica della storia a consumare con regolarità l’arte del passato. Nel Settecento nessuno avrebbe mai ascoltato Monteverdi, nell’Ottocento nessuno ascoltava Vivaldi. Oggi amiamo e apprezziamo opere di Handel, Gluck, Rossini, Verdi. Il problema di proporre queste partiture è piuttosto riuscire a tradurre il significato e l’emozione che l’autore aveva in mente. Questa capacità è strettamente legata alla conoscenza e consapevolezza estetica dell’interprete. Se si riesce attraverso lo studio e la ricerca a comprendere il linguaggio di duecento, trecento, quattrocento anni fa, se ci si avvicina il più possibile al cuore e alla mente di chi ha creato questa musica, si scoprirà che le emozioni e la loro portata non sono cambiate nel tempo. E con questa cognizione indispensabile, il messaggio non può che arrivare, inalterato, efficace e potente».

(Mary Bevan photocredit Victoria Cadisch)    
Venezia, alla Fenice va in scena Orfeo ed Euridice di Gluck, Pizzi firma il nuovo allestimento, dirige Dantone

Altre informazioni di interesse

La ‘prima’ del 28 aprile sarà trasmessa in differita su Rai Radio3.

Interpreti

Orfeo Cecilia Molinari
Euridice Mary Bevan
Amore Silvia Frigato

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
direttore e maestro al cembalo Ottavio Dantone
maestro del Coro Alfonso Caiani
regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi
light designer Massimo Gasparon
assistente alla regia e movimenti coreografici Marco Berriel
musici mimi Asolo Musica

Nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice

Programma

Christoph Willibald Gluck
Orfeo ed Euridice

azione teatrale per musica in tre atti
libretto di Ranieri de’ Calzabigi

Repliche

28 aprile 2023 ore 19 “prima”
repliche 30 aprile e 6 maggio ore 15.30, 2 e 4 maggio ore 19

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