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Una mostra immersiva e un’esposizione straordinaria di violini per celebrare i 200 anni della morte di Giovanni Battista Viotti
Il Polo Espositivo Arca di Vercelli si prepara ad accogliere, dal 13 aprile al 2 giugno 2024, l’esposizione “VIOTTI E STRADIVARI. La ricerca della perfezione”, dedicata alla figura del compositore Giovanni Battista Viotti a duecento anni dalla sua morte.
Questa mostra, curata da Guido Rimonda, violinista e studioso, propone un’immersione nella vita e nell’arte di Viotti, enfatizzata dalla presenza di quattro straordinari violini Stradivari che furono di sua proprietà. Un evento che coniuga la narrativa multimediale, grazie alla voce dell’attore Pierpaolo Spollon, e la presentazione fisica degli strumenti.

L’esibizione si articola in diverse sezioni: dalla narrazione multimediale, che comprende dialoghi e musiche, al caveau dei violini, aperto al pubblico con orari specifici, fino alla ricostruzione di una bottega di liuteria presso la Cappella Pettenati. Gli strumenti esposti, tra cui il celebre “ex Viotti” del 1704, testimoniano l’intima relazione tra Viotti e gli Stradivari.

C’è dell’altro

Parallelamente, il XXVI Viotti Festival vedrà esibirsi artisti di calibro internazionale come Guido Rimonda e Uto Ughi, che interpretaranno opere di Viotti su strumenti Stradivari e Guarneri. A questi eventi musicali si aggiungono oltre 40 appuntamenti collaterali, tra cui teatro, conferenze e workshop, nonché la possibilità di assaggiare lo speciale Risotto Viotti, creazione culinaria dedicata all’evento.

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Giovanni Battista Viotti, meglio conosciuto anche come Giovambattista Viotti, Giovan Battista Viotti o con i pseudonimi Alfredo Vincenzo o Alberto Fabrizio, nacque il 12 maggio 1755 a Fontanetto Po, nel territorio del Regno di Sardegna dell’epoca, e morì il 3 marzo 1824 a Londra. Viotti si distinse come violinista, compositore e direttore di teatro italiano, lasciando un’impronta indelebile nel mondo musicale. A riconoscimento del suo contributo, la città di Vercelli ospita annualmente, sin dal 1950, il Concorso internazionale di musica G.B. Viotti e, dal 1998, il Viotti Festival.

Viotti nacque in una famiglia modesta; suo padre, Felice Viotti, era un fabbro che coltivava anche una passione per la musica, elemento che giocò un ruolo fondamentale nei primi anni di formazione musicale del giovane Giovanni Battista. Dopo aver catturato l’attenzione di un vescovo durante una performance a Strambino (o Ivrea), Viotti fu consigliato di trasferirsi a Torino per studiare musica sotto la guida di figure eminenti come il violinista Celoniati e successivamente Gaetano Pugnani, che divenne il suo principale mentore.

La carriera di Viotti prese una svolta significativa quando, insieme a Pugnani, intraprese una tournée europea nel 1780, esibendosi in città come Ginevra, Berna, Dresda, Berlino, e infine a San Pietroburgo davanti a Caterina II. Dopo una breve sosta a Berlino, Viotti si separò da Pugnani e si stabilì a Parigi, dove rapidamente si affermò come uno dei violinisti più influenti grazie alla sua eccezionale abilità sia come esecutore che come compositore.

Durante il suo primo periodo a Parigi, Viotti fu coinvolto nell’ambiente operistico e concertistico, contribuendo significativamente al panorama musicale della città. Divenne noto per le sue esibizioni al Concert Spirituel e per le sue collaborazioni con musicisti di spicco, come il violoncellista Jean-Louis Duport. Tuttavia, la Rivoluzione francese lo costrinse a trasferirsi a Londra nel 1792, dove continuò la sua carriera concertistica e intraprese anche un’attività commerciale nel settore dei vini.

Il ritorno a Parigi nel 1818 segnò l’inizio di un nuovo capitolo nella sua carriera, con la direzione dell’Opéra e del Théâtre Italien. Nonostante le sfide e le controversie, Viotti lasciò un segno duraturo nel mondo dell’opera francese. La sua morte a Londra nel 1824 pose fine a una vita dedicata alla musica, ma il suo retaggio continua a influenzare musicisti e appassionati di tutto il mondo.

Tra i suoi contributi più significativi figura la collezione di violini Stradivari che possedette, tra cui il “Jupiter” del 1700 e il “Viotti; ex-Bruce” del 1709, testimoniando il profondo legame tra Viotti e gli strumenti di Antonio Stradivari. La sua musica, in particolare i concerti per violino e la musica da camera, rimane un punto di riferimento nell’evoluzione del repertorio violinistico.

Fonte: Comunicato stampa

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