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Una doppia Norma al Teatro Carlo Felice di Genova
In scena due differenti versioni del capolavoro di Vincenzo Bellini con due diversi cast; sul podio Riccardo Minasi che ha anche curato l’edizione critica

Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova Presenta

“ Stagione Lirica 2022/23 ”
Una Norma singolare e imperdibile è quella proposta dall’Opera Carlo Felice di Genova dal 2 all’11 maggio 2023: il capolavoro di Vincenzo Bellini andrà in scena – questa la novità –  in due differenti versioni, presentate in una tripletta di date consecutive da due diversi cast, l’uno che affida il ruolo della protagonista alla voce di mezzosoprano, l’altro al soprano.

Le due compagnie di canto sono composte dal mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya e dal soprano Gilda Fiume che si alterneranno nel ruolo di Norma, da Carmela Remigio e Anna Dowsley (Adalgisa), Stefano Pop e Antonio Corianò (Pollione), Alessio Cacciamani e Mariano Buccino (Oroveso) e inoltre Simona Di Capua (Clotilde) e Blagoj Nacoski (Flavio).

Sul podio, alla guida dell’Orchestra e Coro dell’Opera Carlo Felice, il direttore musicale del Lirico genovese Riccardo Minasi; Stefania Bonfadelli firma la regia, le scene sono di Serena Rocco, i costumi di Valeria Donata Bettella, le coreografie di Ran Arthur Braun, le luci di Daniele Naldi; Maestro del Coro è Claudio Marino Moretti. L’allestimento è realizzato dal Teatro Carlo Felice di Genova in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna

L’inedita iniziativa di portare in palcoscenico la doppia versione di Norma scaturisce dallo scavo musicologico che è alla base dell’edizione critica dell’opera, curata dallo stesso Riccardo Minasi insieme a Maurizio Biondi: “Norma – spiega il direttore che dal 2006 si dedica alle ricerche sul capolavoro belliniano – è un caso particolarmente ingarbugliato. Purtroppo molti materiali sono andati perduti: per esempio del coro Guerra, Guerra non abbiamo la versione autografa perché le pagine furono strappate, ma quella di un copista. Bellini ha lasciato un numero infinito di dubbi e ripensamenti, e probabilmente non ha mai completato la versione definitiva. Quella ufficiale che in genere viene eseguita si basa su un’edizione Ricordi del 1915 e differisce dall’autografo che è composto da due volumi contenenti diversi fascicoli assemblati in un secondo tempo. Le differenze stanno nella strumentazione, nella ‘Casta diva’, nel coro ‘Guerra guerra!’ e nel terzetto finale del I atto”.

Attorno allo studio dei registri vocali in quest’opera si è sempre dibattuto molto. La prima interprete del personaggio di Norma, Giuditta Pasta, aveva infatti una vocalità unica, con un’estensione singolarmente ampia, e nella scrittura di Bellini la linea vocale del ruolo può adattarsi sia al registro di mezzosoprano che di soprano. Con l’obiettivo di mettere in luce tutte le possibilità di estensione vocale, l’edizione critica curata da Minasi include entrambe le varianti, con i dovuti aggiustamenti nell’orchestrazione.

“Questa produzione di Norma – ha sottolineato il  Sovrintendente Claudio Orazi – “costituisce il secondo nostro impegno di carattere musicologico su Bellini, dopo l’edizione originale di ‘Bianca e Fernando’. Anche una Fondazione lirica, senza avere un festival dedicato, può operare in questo campo favorendo una sempre maggiore conoscenza del nostro grande repertorio”.

“Norma è un’opera di donne –  ha aggiunto Stefania Bonfadelli, soprano che da alcuni anni si dedica alla regia – un esempio pressoché unico nel teatro di solidarietà femminile. Adalgisa non è antagonista di Norma, nel momento in cui le due donne scoprono di amare lo stesso uomo (un nemico) non c’è scontro ma una dichiarazione di amicizia reciproca. Norma è antagonista di se stessa”.

(Nelle immagini, le due protagoniste di Norma, il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya – in alto –  e il soprano Gilda Fiume)
Una doppia Norma al Teatro Carlo Felice di Genova

Altre informazioni di interesse

L’opera

Norma, terzultima opera di Vincenzo Bellini, andò in scena per la prima volta il 26 dicembre 1831 al Teatro alla Scala di Milano. Tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani, l’opera è basata sull’omonima tragedia di Alexandre Soumet, che a sua volta rielabora l’intreccio legato al mito di Medea, spostando l’azione nelle Gallie occupate dai Romani.

La trama

Atto I
I Galli sono riuniti nella foresta sacra al dio Irminsul e, capeggiati da Oroveso, inneggiano alla liberazione dal giogo romano. Intanto Pollione, inoltratosi anch’egli nel sacro bosco, confida all’amico Flavio di essersi innamorato di una giovane novizia del tempio d’Irminsul, Adalgisa, e di voler lasciare Norma. Questa intanto interviene all’assembramento dei Galli spiegando che gli dèi le hanno rivelato che Roma dovrà cadere, ma non in quel momento e non per loro mano. Con una preghiera alla luna riesce a placare gli animi.

Adalgisa chiede un colloquio a Norma per aprirle il proprio animo e confessarle di aver mancato al voto di castità, senza però rivelare il nome dell’uomo amato. Norma, che riconosce nella novizia i propri sentimenti e il proprio peccato, la scioglie dai voti. Quindi le chiede chi sia l’innamorato e Adalgisa indica Pollione, che sta sopraggiungendo proprio in quel momento. Furiosa, Norma rivela tutto ad Adalgisa, che sdegnata respinge Pollione.

Atto II
Nella sua abitazione, Norma, sconvolta dalla rivelazione, medita inizialmente di vendicarsi uccidendo i due figli che ha avuto da Pollione, ma poi cede al sentimento materno. Decisa a suicidarsi, fa chiamare Adalgisa e la prega di adottare i bambini e di portarli a Roma, dopo essersi sposata con Pollione. Ma Adalgisa rifiuta e promette anzi a Norma di convincere Pollione a tornare da lei, dissuadendola dal suicidio. Quando la grande sacerdotessa però apprende che il tentativo di Adalgisa non ha sortito l’effetto sperato, ella, che si era sempre opposta alla volontà di rivolta del suo popolo, chiama i Galli a raccolta e proclama guerra ai Romani. Oroveso le chiede allora di indicare la vittima sacrificale da immolare al dio, quando giunge notizia che un romano è penetrato nel recinto delle sacerdotesse: è Pollione, venuto a rapire Adalgisa. Norma sta per colpirlo con un pugnale, ma poi si ferma, invita tutti a uscire col pretesto di interrogarlo e, rimasta sola con Pollione, gli offre la vita purché egli abbandoni Adalgisa. L’uomo rifiuta e Norma chiama i suoi a raccolta; ha deciso quale sarà la vittima sacrificale: una sacerdotessa che ha infranto i sacri voti e tradito la patria. Sta per pronunciare il nome di Adalgisa, quando si rende conto che la colpa di Adalgisa è la sua e, nello sbigottimento generale, pronuncia il proprio nome. Commosso, Pollione comprende la grandezza di Norma e decide di morire con lei. In segreto, Norma confida a Oroveso di essere madre e lo supplica di prendersi cura dei bambini, affinché possano salvarsi insieme a Clotilde. Quindi sale sul rogo con l’uomo amato.

Interpreti

Norma
Vasilisa Berzhanskaya
Gilda Fiume (3, 6, 11)
Adalgisa
Carmela Remigio
Anna Dowsley (3, 6, 11)
Pollione
Stefan Pop
Antonio Corianò (3, 6, 11) 
Oroveso
Alessio Cacciamani
Mariano Buccino (3, 6, 11)
Clotilde
Simona Di Capua
Flavio
Blagoj Nacoski

Maestro concertatore
e direttore d’orchestra
Riccardo Minasi
Regia Stefania Bonfadelli
Scene Serena Rocco
Costumi Valeria Donata Bettella
Coreografie Ran Arthur Braun
Luci Daniele Naldi

Orchestra, Coro e Tecnici dell’Opera Carlo Felice Genova
Maestro del Coro Claudio Marino Moretti

Nuovo Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
in coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Bologna

Programma

Norma
Tragedia lirica in due atti
Musica di Vincenzo Bellini

Libretto di Felice Romani
da Norma, ou L’infanticide di Louis-Alexandre Soumet

Repliche

2, 3, 5, 6, 10 e 11 maggio 2023 ore 20 (eccetto sabato 6, ore 15)

Chi organizza

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