Dopo la tripla Manon Manon Manon, produzione- evento in scena nel mese di ottobre, il Teatro Regio di Torino sabato 23 novembre inaugura la Stagione d’Opera e di Balletto 2024 – 25 “La meglio gioventù” con il capolavoro di Mozart e Da Ponte, Le nozze di Figaro. Firma la regia lo spagnolo Emilio Sagi, al debutto nella città sabauda con il suo spettacolo di elegante ambientazione settecentesca, imbevuto nella luce e nei profumi dell’Andalusia. L’allestimento – che arriva per la prima volta in Italia – è del Teatro Regio di Torino e si basa sulla produzione originale del Teatro Real di Madrid dove ha esordito nel 2009; le scene sono di Daniel Bianco, i costumi di Renata Schussheim, le luci di Eduardo Bravo (qui riprese da Vladi Spigarolo), la coreografia di Nuria Castejón. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio – quest’ultimo istruito da Ulisse Trabacchin – sale il giovane maestro Leonardo Sini (Sassari, 1990), anche lui al suo debutto torinese; sul palco, un cast di affermati interpreti, con Vito Priante e Monica Conesa nei panni del Conte e della Contessa, Giorgio Caoduro nel ruolo protagonista di Figaro, Giulia Semenzato come Susanna e Josè Maria Lo Monaco come Cherubino. Primo capolavoro della straordinaria trilogia creata da Mozart e dal poeta -librettista Lorenzo Da Ponte, Le nozze di Figaro si ispira alla commedia La folle Journée, ou Le Mariage de Figaro di Beaumarchais, sferzante satira politica e sociale bandita sia a Parigi sia nella capitale asburgica dove i due artisti erano al lavoro per mettere in scena l’opera, che – smussati gli elementi più critici del modello francese – poté debuttare nel 1786 al Burgtheater di Vienna grazie all’intervento dello stesso imperatore Giuseppe II. Commedia per musica in quattro atti, l’opera più divertente e umana di Mozart segue i preparativi per il matrimonio di Figaro e Susanna, in servizio presso i Conti di Almaviva, con la giovane cameriera insidiata dal Conte. Per sventare i suoi piani, i due servitori uniranno le forze con la Contessa, in una trama ricca di equivoci, travestimenti e divertenti colpi di scena. La musica di Mozart, in una successione di arie e pezzi d’assieme di impareggiabile varietà, racconta magistralmente la psicologia dei personaggi e le emozioni degli innamorati, mettendo al centro, con la complicità del librettista Da Ponte, il riscatto delle giovani generazioni – nella ribellione di Figaro e Susanna e nella pura ingenuità di Cherubino, l’adolescente simbolo dell’impulso amoroso senza freni. Commenta il regista Emilio Sagi, “in questo allestimento, Siviglia – dove l’opera è ambientata – è un personaggio in più. Le nozze di Figaro è per me una commedia degli equivoci carica di erotismo, di amori e disamori, di intrecci e infedeltà. Ciò non impedisce che vi sia lo spirito della Rivoluzione e la critica al regime assolutista, anch’essi presenti. Mi sembra fondamentale che l’azione si svolga a Siviglia, perché per gli uomini del XVIII secolo era un luogo esotico, che permetteva agli autori dell’opera di trasmettere quell’aria inebriante che emana l’opera. E credo che nell’opera di Mozart, con una musica così vitale, l’atmosfera sivigliana sia davvero affascinante. Nelle Nozze di Figaro Mozart attribuisce un ruolo simbolico alle danze, con il minuetto rappresentante l’aristocrazia e il fandango, più popolare e sensuale. L’atmosfera del fandango, vista come estremamente erotica all’epoca, mi ha spinto a creare un allestimento molto realistico, perché è proprio il realismo che rende l’opera moderna. Trovo molto rivelatore che questi personaggi, così ricchi di sfumature, vivano nell’ambiente che sia il compositore sia il librettista Da Ponte hanno inventato per loro”.