Teatro di San Carlo
Il Real Teatro di San Carlo, noto anche come Teatro di San Carlo o Teatro San Carlo, più semplicemente chiamato San Carlo, è il teatro lirico di Napoli, tra i più famosi e prestigiosi al mondo.

Fondato nel 1737, è il secondo teatro d’opera più antico d’Europa e del mondo ad essere tuttora attivo, dopo il teatro Manoel di malta fondato nel 1932. Primo teatro Italiano ad istituire una scuola per la danza; anticipa di 41 anni il Teatro alla Scala di Milano e di 55 anni il Teatro La Fenice di Venezia.
Inizialmente fu sede esclusivamente dell’opera seria; l’opera buffa si dava in altre sedi della città, come il Teatro Mercadante (al tempo denominato “Fondo dei Lucri”) o il San Bartolomeo o il Teatro dei Fiorentini.
Nei primi anni i compositori che esibivano sul palcoscenico le loro opere erano prettamente quelli di scuola napoletana, provenienti dai conservatori della città. Questi erano su tutti: Leonardo Leo, Niccolò Porpora, Leonardo Vinci, Johann Adolf Hasse, Gaetano Latilla, Niccolò Jommelli, Baldassarre Galuppi, Niccolò Piccinni, Antonio Maria Gaspare Sacchini, Carlo Broschi, Tommaso Traetta, Giacomo Tritto, Giovanni Paisiello e Domenico Sarro.
Tra i cantanti si registrano i nomi della Tesi, Amorevoli, Anna De Amicis, Celeste Coltellini e Gaetano Majorano.
Dal 1815 al 1822, il direttore musicale del teatro fu Gioachino Rossini che in quel periodo visse una delle sue stagioni più importanti e prolifiche. Sia la presenza del Rossini sia di Mayr, nel giorno di riapertura, si doveva essenzialmente alla bravura di Domenico Barbaja, il più grande impresario d’Italia e forse d’Europa.
Durante la seconda parte del regno di Ferdinando II la morsa della censura si faceva più stretta nella vita artistica del teatro. Dopo il cambio titolo dell’opera del Bellini Bianca e Fernando in “Bianca e Gernando”, vi furono altre censure che questa volta tormentarono il rapporto con Giuseppe Verdi. Fu, infatti, inizialmente proibita la messa in scena di due importanti opere verdiane, quali Il trovatore nel 1853 e Un ballo in maschera (con il nome di “Una vendetta in domino”) nel 1859.
L’attività del teatro nella prima metà del XX secolo, seppur fortemente segnata dai due conflitti bellici che causarono tra le altre cose anche diversi danni alla struttura, risulta risentire della tendenza che impazza nella scena musicale internazionale. Infatti, i grandi tenori, musicisti e i direttori d’orchestra, hanno nel tempo preso il posto alle composizioni.
Nella prima metà del secolo, su disegno di Michele Platania, fu creato un foyer sul lato che dà ai giardini del palazzo reale. Rifatto dopo la seconda guerra mondiale (in quanto distrutto durante i bombardamenti nel 1943), l’ambiente oltre ad accogliere gli spettatori durante gli intervalli delle opere, viene utilizzato anche come sala in cui si tengono piccoli concerti musicali o vocali, riunioni, eventi o cene di gala.
Dopo la seconda guerra mondiale, il Teatro fu il primo in Italia a riaprire.

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