Il ProgrammaOPERA L’inaugurazione: Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi 27 novembre – 5 dicembre 2024 Dirige Michele Mariotti, torna il regista Richard Jones Apre con Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, la Stagione 2024 – 25 dell’Opera di Roma: il nuovo allestimento è affidato all’acclamato regista inglese Richard Jones, che torna al Costanzi dopo i successi de La dama di picche e Kát’a Kabanová; sul podio sale Michele Mariotti, direttore musicale della Fondazione capitolina, alla guida di cast di grandi voci italiane: Luca Salsi nel ruolo del titolo, Eleonora Buratto come Maria Boccanegra e Michele Pertusi nella parte del nobile Jacopo Fiesco. La serata inaugurale, in calendario come di consueto il 27 novembre, sarà trasmessa in diretta su Rai5 oltre che su Radio3. Lo spettacolo è in scena fino al 5 dicembre. Tosca di Giacomo Puccini 14 – 19 gennaio| 1 – 6 marzo | 9 – 13 maggio 2025 Il capolavoro pucciniano celebra i suoi 125 anni nel luogo del debutto; nel cast Anna Netrebko Tosca, il capolavoro “romano” di Giacomo Puccini, compie 125 anni e li celebra sul palco del Teatro Costanzi, dove andò in scena in prima assoluta il 14 gennaio 1900. Nell’occasione, sono in programma tre riprese dell’opera in tre periodi diversi: la prima, dal 14 gennaio 2025 – anniversario esatto del debutto – con repliche fino al 19; a seguire, altre cinque recite dall’1 al 6 marzo, e tre repliche dal 9 al 13 maggio. Lo spettacolo è proposto con la regia di Alessandro Talevi e le scene della prima rappresentazione assoluta, ricostruite a partire dai bozzetti originali di Adolf Hohenstein. Nel ruolo del titolo si alternano grandi voci come quelle di Anna Netrebko, Anna Pirozzi, Saioa Hernández e la star emergente Anastasia Bartoli. Sul podio Michele Mariotti, cui succedono Francesco Ivan Ciampa, Daniel Oren e James Conlon. Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti 16 – 23 febbraio 2025 La regia è di Valentina Carrasco, sul podio Roberto Abbado Torna al Costanzi, dove mancava da 45 anni, il capolavoro noir di Gaetano Donizetti tratto dall’omonimo dramma di Victor Hugo: Lucrezia Borgia. La nuova produzione, in scena dal 16 al 23 febbraio 2025, è affidata a Valentina Carrasco, che aveva già inaugurato la stagione 2019 -20 dell’Opera di Roma con Les vêpres siciliennes. Sul podio è chiamato un esperto belcantista come Roberto Abbado, mentre nel ruolo della protagonista si alternano Lidia Fridman, al suo debutto al Lirico capitolino, e Angela Meade, già applaudita al Costanzi nell’Ernani del 2022 e come Turandot a Caracalla. Alcina di Georg Friedrich Händel 18 – 26 marzo 2025 Un capolavoro dell’opera barocca, per la prima volta in scena al Costanzi Dopo il successo del Giulio Cesare in Egitto nella scorsa stagione, anche quest’anno il cartellone ospita, dal 18 al 26 marzo 2025, un capolavoro barocco: Alcina di Händel, che a 290 anni dal debutto viene rappresentata per la prima volta al Costanzi. Protagonisti il soprano Mariangela Sicilia e il controtenore Carlo Vistoli, Premio Abbiati 2024 proprio per il Giulio Cesare romano, che tornano insieme sul palco della Fondazione Capitolina dopo lo straordinario successo ottenuto nel 2019 come Alcina e Ruggiero nell’Orfeo ed Euridice di Gluck. Il nuovo allestimento, realizzato in collaborazione con De Nationale Opera di Amsterdam, è affidato a Pierre Audi per la regia, mentre sul podio sale Rinaldo Alessandrini, grande esperto del repertorio barocco. Dittico: Suor Angelica di Giacomo Puccini| Il prigioniero di Luigi Dallapiccola 23 aprile – 2 maggio 2025 Il debutto di Calixto Bieito a Roma Terza e ultima tappa del progetto “Trittico Ricomposto”, fortemente voluto dal direttore musicale Michele Mariotti e realizzato in collaborazione con il Festival Puccini di Torre del Lago, questa produzione segna il debutto al Costanzi del regista spagnolo Calixto Bieito. Dopo Il tabarro/Il castello del Principe Barbablù e Gianni Schicchi/L’heure espagnole, il nuovo allestimento, in scena dal 23 aprile al 2 maggio 2025, accosta il titolo centrale del Trittico di Puccini, Suor Angelica, a un altro capolavoro del Novecento, Il prigioniero di Luigi Dallapiccola, celebrato nei cinquant’anni dalla scomparsa. Interprete di Suor Angelica è Corinne Winters, che torna al Costanzi dopo gli straordinari successi dei Dialogues des Carmélites e di Kát’a Kabanová, mentre la zia principessa è Marie-Nicole Lemieux, al suo debutto con la Fondazione Capitolina. Nel ruolo del Prigioniero è invece impegnato il sempre più apprezzato Mattia Olivieri, affiancato da Ekaterina Semenchuck nella parte della madre. Rai Cultura trasmette lo spettacolo su Rai5. Dirige Michele Mariotti. L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini 5 – 12 giugno 2025 Lo storico allestimento firmato da Emanuele Luzzati Le colorate e favolistiche scene di Emanuele Luzzati e i costumi di Santuzza Calì sono il segno distintivo della messa in scena del capolavoro rossiniano L’italiana in Algeri che, dal 5 al 12 giugno, è proposto nel celebre allestimento proveniente dal Teatro Massimo di Palermo con la regia di Maurizio Scaparro, ripresa a Roma da Orlando Forioso. Per la prima volta sul podio della Fondazione Capitolina, Sesto Quatrini, mentre nel ruolo di Isabella è protagonista Maria Kataeva, mezzosoprano in grande ascesa, affermatasi negli anni scorsi proprio per le sue interpretazioni rossiniane. Carmen di Georges Bizet 21 – 28 giugno 2025 L’opera di Bizet secondo Renato Guttuso, per la bacchetta di Omer Meir Wellber La ripresa di una messa in scena d’artista per Carmen, l’immortale capolavoro di Bizet: a essere riproposto al Costanzi, con sette rappresentazioni dal 21 al 28 giugno, è l’allestimento originale dell’Opera di Roma del 1970 con scene e costumi firmati da Renato Guttuso. Per l’occasione, sul podio è chiamato Omer Meir Wellber, prossimo direttore musicale dell’Elbphilharmonie e del teatro lirico di Amburgo, mentre la regia è appositamente commissionata a Fabio Ceresa, al suo debutto al Costanzi. Nel ruolo del titolo una grande star internazionale come Gaëlle Arquez, per la prima volta sul palco della Fondazione Capitolina. The Turn of the Screw di Benjamin Britten 19 – 28 settembre 2025 Deborah Warner firma la regia, dirige Henrik Nánási Dopo Billy Budd nel 2018 e Peter Grimes nel 2024, la regista britannica Deborah Warner torna al Costanzi firmando un altro capolavoro di Britten, The Turn of the Screw (Il giro di vite), tratto dall’omonimo romanzo breve di Henry James. La direzione musicale del nuovo allestimento, in programma dal 19 al 28 settembre 2025, è affidata alla bacchetta di Henrik Nánási, mentre protagonista nel ruolo del fantasma Quint è il raffinatissimo tenore inglese Ian Bostridge, apprezzato interprete della musica di Britten. Adriana Mater di Kaija Saariaho 9 – 16 ottobre 2025 In prima italiana, con la regia di Peter Sellars In omaggio alla grande compositrice finlandese Kaija Saariaho, scomparsa nel 2023, l’Opera di Roma porta in Italia per la prima volta la sua Adriana Mater. Per l’occasione, debutta al Costanzi il grande regista Peter Sellars, che ha firmato sia la prima messa in scena dell’opera nel 2006 a Parigi, sia la sua ripresa del 2023 a San Francisco. La trama, che racconta del difficile rapporto tra una madre e un figlio nato da una violenza, è ambientata nel corso di una guerra civile. Sul podio è chiamato Ernest Martínez Izquierdo, – anche lui all’esordio alla Fondazione capitolina -esperto interprete della musica di Saariaho che ha diretto le rappresentazioni di Adriana Mater all’Opera Nazionale Finlandese di Helsinki e alla Santa Fe Opera. Dal 9 al 16 ottobre 2025. Stabat Mater 26 – 31 ottobre 2025 Alle Terme di Diocleziano lo spettacolo firmato da Romeo Castellucci Il celebre regista Romeo Castellucci arriva per la prima volta al Costanzi di Roma firmando regia, scene, costumi e luci di Stabat Mater, su musiche di Giovanni Battista Pergolesi e Giacinto Scelsi. Lo spettacolo, in coproduzione con il Grand Théâtre de Genève, l’Opera Ballet Vlaanderen di Anversa e De Nationale Opera di Amsterdam, è proposto dal 26 al 31 ottobre 2025 nello storico spazio delle Terme di Diocleziano. La direzione è affidata a Michele Mariotti, al suo quarto titolo nel corso della stagione. Cantano il soprano Emőke Baráth e il contralto Sara Mingardo. La nuova proposta del Teatro Nazionale Il re pastore di Wolfgang Amadeus Mozart 14 – 23 maggio 2025 Prosegue l’indagine dei repertori meno frequentati con produzioni pensate appositamente per lo spazio del Teatro Nazionale. Il primo titolo in scena, dal 14 al 23 maggio, è Il re pastore, composto da un Mozart appena diciannovenne su libretto di Pietro Metastasio. La regia del nuovo allestimento è affidata a Cecilia Ligorio, che debutta con la Fondazione Capitolina, mentre la direzione a Manlio Benzi. Tra gli interpreti Juan Francisco Gatell. Dittico: Il diario di uno scomparso di Janáček | La voix humaine di Francis Poulenc 18 – 24 ottobre 2025 Segue, dal 18 al 24 ottobre 2025, un dittico che unisce Il diario di uno scomparso di Janáček – in continuità con la proposta del compositore ceco di questi anni, di cui sono state rappresentate Kát’a Kabanová, Da una casa di morti e Jenůfa – e La voix humaine di Poulenc. La nuova regia è affidata ad Andrea Bernard, Premio Abbiati 2024. Protagonisti del primo titolo sono il tenore Matthias Koziorowski e il mezzosoprano Veronica Simeoni. La donna de La voix humaine è invece Anna Caterina Antonacci, già straordinaria protagonista dei Dialogues des Carmélites di Poulenc che ha inaugurato la stagione 2022/23. I due atti unici sono proposti nella versione con pianoforte eseguita da Donald Sulzen. BALLETTO Il balletto di Natale: Lo Schiaccianoci di Čajkovksij | coreografia Paul Chalmer 15 – 24 dicembre 2024 È il tradizionale balletto delle feste natalizie ad aprire la stagione di danza. Dal 15 al 24 dicembre 2024 torna Lo schiaccianoci di Čajkovksij nella visione coreografica di Paul Chalmer. Gli elementi oscuri e psicologici della trama originale lasciano il posto a una favola amata da grandi e piccoli che racconta di come, allo scoccare della mezzanotte di un magico Natale, i sogni e i desideri della giovane Clara inizino a realizzarsi. Assieme alle stelle romane, i ruoli dei protagonisti sono affidati a Madison Young e Julian MacKay, principals del Bayerische Staatsballett al loro debutto al Costanzi. Per la prima volta sul podio romano la direttrice Andrea Quinn. Lo spettacolo di Capodanno: Il pipistrello di Roland Petit 31 dicembre 2034 – 5 gennaio 2025 Per Capodanno arriva invece Il pipistrello, il balletto umoristico creato nel 1979 da Roland Petit e tratto dall’operetta di Johann Strauss jr., ambientato nella frizzante atmosfera della Belle Époque. Con la supervisione coreografica di Luigi Bonino, l’occasione celebra Petit nel centenario della sua nascita. Nel ruolo della seducente Bella si alternano l’étoile Rebecca Bianchi e la prima ballerina Federica Maine. Dirige l’orchestra Alessandro Cadario. In scena dal 31 dicembre fino al 5 gennaio. Carmen | coreografia Jiří Bubeníček 26 – 31 gennaio 2025 Terzo titolo della stagione di danza è Carmen, proposto dal 26 al 31 gennaio 2025 nella lettura di Jiří Bubeníček, commissionato da Eleonora Abbagnato nel 2018 e vincitore del Premio migliore produzione coreografica EuropainDanza 2019. Noto per essere stato uno dei ballerini icona di John Neumeier, il coreografo ceco torna alle origini letterarie di questa storia di passione e morte con novità sui personaggi ma anche sul piano musicale, e con l’inserimento di brani di flamenco eseguiti dal vivo. In scena con il Corpo di Ballo del Teatro, Javier Rojas del Birmingham Royal Ballet, al suo debutto al Costanzi. Sul podio Manuel Coves. Trittico contemporaneo alla Nuvola | Girelli – Kratz – Annarumma 2 – 5 marzo 2025 Forte del successo delle ultime stagioni, la formula del Trittico di danza, tenacemente voluta da Eleonora Abbagnato, quest’anno raddoppia. Il primo appuntamento è alla Nuvola dell’EUR dal 2 al 5 marzo, con una nuova creazione e due lavori del 2023 che arrivano in Italia per la prima volta. La serata si apre con In Esisto di Vittoria Girelli, un lavoro in cui la coreografa italiana ha rivelato la sua matura padronanza del vocabolario coreutico. Si prosegue con S di Philippe Kratz, vincitore del Premio Danza&Danza 2019 come miglior coreografo. La serata si chiude con la creazione di Francesco Annarumma che, sulla Sonata n.1 “The 12th Room” di Ezio Bosso, costruirà le sue Creature. Onegin di John Cranko Con Nicoletta Manni e Friedemann Vogel 3 – 5 aprile 2025 Torna al Costanzi dopo quasi 30 anni di assenza, il capolavoro di John Cranko tratto nel 1965 dall’omonimo romanzo di Puškin. Onegin, il balletto in tre atti su musica di Čajkovskij, è l’esempio perfetto di “dramma in danza” per genialità narrativa e spessore drammatico. A far rivivere una grande storia d’amore infelice, attraverso passi a due di straordinaria potenza espressiva, per la prima volta al Costanzi l’étoile del Teatro alla Scala Nicoletta Manni con Friedemann Vogel. In scena dal 3 al 9 aprile 2025, sul podio Philip Ellis. Dawson / Lightfoot – León / Ekman 20 – 25 maggio 2025 Il secondo trittico, in programma al Costanzi dal 20 al 25 maggio, porta già nel titolo tre grandi firme della scena contemporanea: Dawson / Lighfoot – León / Ekman. Composto sul ciclo di Lieder di Richard Strauss, Four Last Songs è un lavoro del 2023 di David Dawson che dice di aver “sempre immaginato che i ballerini scendessero all’interno della cupola di una cattedrale, come se fossero angeli” dando corpo alle idee della vita, dell’amore e della morte. Subject to Change è invece una creazione del 2003 di Paul Lightfoot e Sol León. Sull’avvincente musica di Schubert, sei danzatori in un balletto pieno di emozioni, che varia da un duetto opprimente a una vorticosa danza di gruppo. Creato nel 2010, Cacti è il pezzo di maggior successo di Alexander Ekman: un’allegra e sagace parodia degli eccessi nella danza contemporanea. Benjamin Pope dirige per la prima volta l’Orchestra dell’Opera di Roma. Marco Spada nella ricostruzione di Pierre Lacotte 25 – 31 ottobre 2025 La stagione di danza si chiude con un omaggio a Pierre Lacotte, grande ricostruttore del repertorio, scomparso lo scorso aprile. Dal 25 al 31 ottobre 2025 è in scena Marco Spada, che Lacotte aveva ricreato nel 1981 proprio per l’Opera di Roma con Rudolf Nureyev nel ruolo del protagonista. Balletto del 1857 su musica di Auber con libretto di Scribe, era scomparso dal repertorio dopo la prima a Parigi. Ospiti di questa produzione saranno Olga Smirnova dell’Het Nationale Ballet di Amsterdam, Igor’ Cvirko del Teatro Bol’šoj e Iana Salenko dello Staatballett Berlin. L’Orchestra dell’Opera è diretta da David Garforth. CONCERTI Torna all’Opera di Roma anche Esa-Pekka Salonen, per una data straordinaria della tournée della Philharmonia Orchestra di Londra. Il concerto, in programma giovedì 7 novembre 2024, precede l’inaugurazione ufficiale della stagione e accosta la Sinfonia n.1 di Sibelius al Concerto per orchestra di Bartók. Accanto a questo, sono in programma altri quattro concerti che vedono impegnati i complessi artistici del Teatro: due del Direttore musicale Michele Mariotti, uno di James Conlon e uno di Diego Ceretta. A questi si aggiunge un concerto barocco. Si comincia l’8 dicembre, con Michele Mariotti che dirige l’Entr’acte n. 3 di Franz Schubert dal dramma Rosamunde, il ciclo dei Kindertotenlieder di Mahler e la Sinfonia n. 3 Eroica di Beethoven. Il concerto prevede la lettura di testi di Giacomo Leopardi, con Sergio Rubini voce recitante. Il baritono è Markus Werba. Sabato 22 marzo, invece, Mariotti propone Ein deutsches Requiem di Brahms. Il 28 aprile è ospite l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori diretta da Ignazio Maria Schifani. In occasione dei trecento anni dalla morte di Alessandro Scarlatti, in collaborazione con il Ministero dell’Università e Ricerca e il Conservatorio di Palermo, è proposta la sua serenata La gloria di primavera. Il 10 maggio, James Conlon sale sul podio del Costanzi per dirigere la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Šostakovič, ricordato nei cinquanta anni della sua morte, e la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 di Beethoven. Il 26 settembre 2025, infine, il giovane direttore Diego Ceretta debutta all’Opera di Roma accostando il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77 di Brahms alla Sinfonia n. 7 di Dvořák. Violino solista Marc Bouchkov.