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Villa Verdi, Riccardo Muti torna a Sant’Agata: il 12 settembre
Si terrà il giorno 12 Set '26

Dal 16 maggio al 9 giugno 2026Riccardo Chailly aggiunge un nuovo capitolo al proprio percorso verdiano al Teatro alla Scala, dirigendo Nabucodonosor, decimo titolo di Giuseppe Verdi affrontato sul podio scaligero — esclusa la Messa da Requiem. Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera, la terza opera del compositore segnò il suo primo grande trionfo, debuttando proprio alla Scala il 9 marzo 1842; dalla metà dell’Ottocento il titolo si impose stabilmente nella forma abbreviata Nabucco, apparsa per la prima volta nel 1844 in occasione di una ripresa a Corfù.
Opera simbolo del teatro milanese e dell’immaginario verdiano collettivo, già sold out per tutte le nove rappresentazioni, Nabucodonosor viene proposto nell’edizione critica Ricordi. La nuova produzione presenta inoltre, in prima esecuzione scenica moderna, il divertissement composto da Verdi per la ripresa dell’opera alla Monnaie di Bruxelles nel 1848: una pagina riscoperta nel 2021 dallo studioso Knud Arne Jürgensen ed eseguita finora soltanto in forma di concerto.
L’allestimento è dedicato alla memoria di Gianandrea Gavazzeni, nel trentennale della scomparsa e a sessant’anni dal celebre Nabucco inaugurale del 7 dicembre 1966.
Per quello che rappresenta il suo ultimo impegno operistico in qualità di direttore musicale della Scala — pur continuando a tornare regolarmente sul podio del teatro negli anni futuri e dirigendo ancora la Messa da Requiem il prossimo 28 ottobre — Riccardo Chailly riunisce alcuni degli interpreti che hanno segnato le più importanti produzioni scaligere dell’ultimo decennio. Protagonisti saranno Anna Netrebko nel ruolo di Abigaille, Luca Salsi in quello di Nabucodonosor, Francesco Meli come Ismaele e Michele Pertusi nei panni di Zaccaria: artisti legati al Maestro da un sodalizio musicale e umano che ha dato vita a memorabili inaugurazioni di Stagione, messe e concerti.
Accanto a loro figurano Veronica Simeoni (Fenena), Simon Lim (Gran Sacerdote), Haiyang Guo (Abdallo) e Laura Lolita Perešivana (Anna). Nelle recite del 31 maggio, 6 e 9 giugno il ruolo del protagonista sarà affidato a Dmitri Platanias, mentre Simon Lim interpreterà Zaccaria; nelle rappresentazioni del 4, 6 e 9 giugno saranno invece Inara Kozlovskaya e Giorgio Berrugi a vestire rispettivamente i panni di Abigaille e Ismaele.
Negli ultimi anni Riccardo Chailly ha ampliato progressivamente il repertorio affrontato per la prima volta integralmente alla Scala, accostandosi a titoli come Boris Godunov, La rondine, il Trittico Weill e La forza del destino. In questa stagione il percorso prosegue con Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk e Nabucodonosor, entrambe affidate a registi al debutto scaligero.
La regia è firmata da Alessandro Talevi, artista nato a Johannesburg e residente a Torino, tra i nomi più apprezzati della scena internazionale per la forza visionaria delle sue produzioni. Dopo la recente ripresa di Tosca all’Opera di Roma, i suoi prossimi impegni comprendono Onegin all’Opera di Santa Fe, un nuovo Rigoletto a Cagliari e la tournée di Don Giovanni per Opera North. Per questa produzione Talevi si avvale delle scene e dei costumi di Gary McCann, delle luci e dei video di Marco Giusti, delle coreografie di Danilo Rubeca, dei movimenti acrobatici e degli effetti speciali di Ran Arthur Braun e degli interventi illusionistici curati da Masters of Magic.
Nel numero di maggio della Rivista del Teatro, il regista approfondisce con Liana Püschel la dimensione politica e simbolica dell’opera: “Anche se la vicenda è ambientata nell’antichità, sappiamo che le opere di Verdi degli anni Quaranta erano una metafora della contemporaneità. Nello spettacolo c’è un’allusione chiara al Risorgimento, ma non faccio riferimento solo a quell’epoca, perché per me questa è una storia universale. Non c’è bisogno di dire che in questo momento ci sono potenti che dicono ‘non sono più re, sono Dio’; oggi ci sono capi di stato occidentali, del cosiddetto mondo libero, che si paragonano a Gesù. Anche per questo non volevo ambientare l’azione in un periodo preciso”.
Talevi sottolinea inoltre le evidenti ascendenze rossiniane della partitura verdiana: “Per il pubblico di Verdi era chiaro che Zaccaria era identificabile con Mosè e che il modello per Abigaille era Semiramide, la regina guerriera che non vuole semplicemente sedersi sul trono, ma dirigere, sottomettere, combattere, essere quasi un uomo. Questo personaggio è la chiave per capire Abigaille”.
Centrale nella lettura del regista, così come nell’impianto drammaturgico dell’opera, è anche il ruolo del Coro: “Va’ pensiero è il cuore dell’opera, nel senso che esprime un sentimento di perdita, una nostalgia per qualcosa che non c’è più e che fa sorgere il desiderio di ricreare quel qualcosa. È proprio nel momento del Va’ pensiero che il popolo ebraico sente con più forza l’amarezza per la perdita del suo simbolo, della casa, del ‘suolo natal’, che in questo allestimento è rappresentato dal tempio. Durante il coro, vedremo il tempio come un’apparizione che vibra intorno al popolo, quasi come un fantasma evocato dalla forza di un immenso desiderio”.
Nel numero di maggio della Rivista del Teatro, Raffaele Mellace ripercorre la complessa genesi di Nabucodonosor, nata in uno dei momenti più drammatici della vita di Giuseppe Verdi: “Verdi – nota Raffaele Mellace nel numero di maggio della Rivista del Teatro – proveniva dal fiasco senza appello della sua seconda opera, Un giorno di regno, titolo comico caduto al debutto. Uno scacco professionale che s’intrecciava con una tragedia familiare immane: la perdita, in meno di due anni, della moglie e dei due figli bambini. È noto l’aneddoto, dai connotati fiabeschi, di come l’allora impresario scaligero Bartolomeo Merelli avrebbe costretto Verdi, incontrato per strada sotto una pesante nevicata, a considerare un libretto rifiutato dall’operista tedesco Otto Nicolai; e di come Verdi, raggiunta la sua stanza nell’attuale Corso Vittorio Emanuele, abbia gettato a terra il libretto, miracolosamente apertosi sul testo del Va’ pensiero che immediatamente lo incuriosì”.
Un’opera dunque nata quasi contro la volontà del compositore, in un momento di profonda crisi personale e artistica, ma destinata a segnare l’inizio della sua definitiva consacrazione teatrale.
Intervistato dallo stesso Mellace, Riccardo Chailly sottolinea la straordinarietà di questa vicenda creativa e la forza dirompente della partitura verdiana: “Nella sua grandezza Nabucodonosor mi trasmette un senso di vertigine. Ciò che lascia basito è la genesi di questo capolavoro, che nasce involontariamente da un giovane compositore intenzionato ad abbandonare la carriera di operista, completamente improduttivo da molti mesi, che di fatto viene forzato dall’impresario della Scala Merelli a prendere in considerazione questo progetto. Circostanze straordinarie da cui nasce una delle partiture imprescindibili di Verdi, che rappresenta il vero inizio, come riconosceva il compositore stesso, di una delle carriere più importanti della storia dell’opera”.
Il direttore musicale della Scala evidenzia inoltre l’inesauribile vitalità teatrale dell’opera, costruita su un continuo susseguirsi di idee e tensioni drammatiche: “La vertigine nasce, nello studio della partitura, dalla continua alternanza di situazioni nuove: un effetto sconcertante che fa sì che Nabucodonosor sia un titolo non pacifico, che farà sempre discutere, attirerà ammiratori e detrattori, come avviene da fine Ottocento, ma tornerà sempre in scena”.

Interpreti
Direttore Riccardo Chailly Regia Alessandro Talevi Scene e costumi Gary McCann Luci e video Marco Giusti Movimenti coreografici, effetti speciali e pirotecnici Ran Arthur Braun Illusionista, effetti magici Masters of Magic Personaggi e interpreti Nabucco Luca Salsi / Dmitri Platanias (31 mag.; 6 e 9 giu.) Ismaele Francesco Meli / Giorgio Berrugi (4, 6 e 9 giu.) Zaccaria Michele Pertusi / Simon Lim (31 mag.; 6 e 9 giu.) Abigaille Anna Netrebko / Inara Kozlovskaya (4, 6, 9 giu.) Fenena Veronica Simeoni Il Gran Sacerdote Simon Lim / Yongheng Dong (31 mag.; 6 e 9 giu.) Abdallo Haiyang Guo Anna Laura Lolita Perešivana Coro e Orchestra del Teatro alla Scala Maestro del Coro Alberto Malazzi NUOVA PRODUZIONE Teatro alla ScalaProgramma
Nabucodonosor Dramma lirico in quattro parti Libretto di Temistocle Solera Musica di Giuseppe VerdiRepliche
16 maggio 2026 ore 20 ‘prima’ repliche 19, 22, 26, 29 maggio 2026 ore 20 31 maggio 2026 ore 14.30 4, 6, 9 giugno 2026 ore 20Chi organizza
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