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Südtirol Festival Merano . Meran (Settimane Musicali Meranesi) 2023 | 38ª edizione
Innovazione e nostalgia é il titolo dell’edizione di quest’anno
Torna il südtirol festival merano . meran (già Settimane Musicali Meranesi): si svolgerà dal 16 agosto al 20 settembre 2023 la 38ª edizione della rassegna concertistica di rilievo internazionale, che porterà il suo ricercato e vario cartellone nell’elegante cittadina termale nel cuore dell’Alto Adige. Merano rinnova il suo appuntamento annuale con la grande musica, presentando una manifestazione di spicco tra gli eventi culturali altoatesini.

Con la consolidata direzione artistica di Andreas Cappello, il südtirol festival merano . meran  quest’anno si svolge all’insegna del motto “Innovazione e nostalgia”: i capisaldi della musica classica incontrano le sonorità del presente, straordinari musicisti presentano nuove interpretazioni dei grandi capolavori del passato e opere ingiustamente dimenticate vengono riscoperte, regalando sorprese affascinanti. Un programma prezioso e coinvolgente dove la musica non conosce confini, presentato nei luoghi più attraenti e suggestivi della città, dalla splendida sala liberty del Kurhaus, centro principale del Festival, ad altre location come il Pavillon des Fleurs, il Palais Mamming, le chiese e i castelli di Merano e del circondario.

Il Programma

27 gli appuntamenti in cartellone, ai quali si aggiungono i tre eventi prefestival Music on Screen, proiezioni di film a tema musicale in Piazza Terme, previsti il 16, 19, 21 agosto.

Dal 24 agosto il südtirol festival merano . meran entra nel vivo della programmazione, presentando 26 concerti di alto livello. Il calendario del festival si articola in sette “marchi”, assegnati a diverse sedi: il programma sinfonico (“classic”) presso il Kursaal, la musica da camera al Pavillon des Fleurs (“matineé classique”), il jazz e i progetti cross-over al Teatro Comunale e al Kursaal (“colours”), la musica barocca al Palais Mamming e nelle chiese cittadine (“barocco”), i concerti a cappella (“vox humana”), la serie “mystica” e i “young artists portrait” nei castelli e nelle chiese attorno a Merano. A questi si aggiunge il nuovo formato “open theatre”, che offre un concerto gratuito come omaggio alla città di Merano, ringraziamento al fedele pubblico, e pensato soprattutto come invito alle nuove generazioni a gidere la musica dal vivo.

La stella del violino Anne-Sophie Mutter, con i suoi ‘Virtuosi’ (05.09), porta alla luce il ‘Mozart nero’ Joseph Bologne, attraversando un arco storico-musicale che dai maestri barocchi Bach e Vivaldi arriva fino al Nonetto per due quartetti d’archi, composto da André Previn appositamente per questo eccezionale ensemble. Il romantico concerto per pianoforte e orchestra di Robert Schumann sarà eseguito due volte in quest’edizione eppure suonerà in modo diverso in ciascuna delle serate, mentre Daniel Hope & Friends (15.09) a Castel Tirolo accosteranno ballate e danze irlandesi alla stilizzata musica popolare del Rinascimento e al vasto repertorio barocco.

La Baltic Sea Philharmonic, diretta da Kristjan Järvi (20.09), unisce il “Cantus Arcticus” per canto degli uccelli e orchestra alla suite “L’uccello di fuoco” di Stravinskij, mentre la violoncellista Anastasia Kobekina (19.09) esplora il repertorio del suo strumento, dalle suite per violoncello di Bach a un “Fandango” di Giovanni Sollima, che prosegue la scrittura di un quintetto di Boccherini 218 anni dopo la sua creazione, fino a un “Pianissimo” dal “Libro per Violoncello” del compositore lettone contemporaneo Peteris Vasks. Il pianista intrattenitore Joja Wendt (30.08) si lancia in una folle cavalcata attraverso gli larchivi classici e pop, con audaci e virtuosistiche reinterpretazioni, da Beethoven a Michael Jackson, Ed Sheeran e Prince.

Da sempre la musica sinfonica é il cuore pulsante del festival: il 24 agosto sarà la Mahler Chamber Orchestra ad inaugurare il südtirol festival merano . meran 2023, guidata dalla bacchetta di Daniel Harding, e con lo straordinario Daniil Trifonov al pianoforte. La Royal Stockholm Philharmonic Orchestra, diretto da Jukka-Pekka Saraste, si esibirà con il giovane pianista britannico Martin James Bartlett (29.08), mentre l’Orchestra di Stato Bavarese, guidata dal Direttore Musicale Vladimir Jurowski, è affiancata dal virtuoso del pianoforte Yefim Bronfman (07.09). La Royal Philharmonic London si esibisce con il suo Direttore Musicale Vasily Petrenko e con il violinista Sergej Krylov (12.09), e la Japan National Orchestra, con il direttore e pianista Kyohei Sorita (18.09) presenta un programma che spazia dal parodistico primo concerto per pianoforte di Dmitri Šostakovič alla Sinfonia per archi di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Anche le serie “young artists portrait”, “vox humana”, “matinée classique”, “barocco”, “colours” e “mystica” presentano artisti di spicco: Il Barbican Quartet britannico, vincitore del primo premio al 71° Concorso Internazionale di Musica dell’ARD 2022 nella categoria quartetto d’archi, si esibirà al Castello di Baslan (26.08) e al Castello di Scena (27.08), conversando con il pubblico. La Musicbanda Franui  (13.09) esegue ballate, marce e danze incorporate nella musica d’arte “classica”, incontrando anche melodie talmente vivaci e travolgenti da non essere mai entrate nei canzonieri ufficiali. Nel concerto della BachWerkVokal Salzburg sotto la direzione di Gordon Safari (31.08), cantate e  mottetti di Bach si intrecceranno ai brani sacri di Max  Reger, che si sedette alla consolle dell’organo durante un soggiorno di cura nella chiesa parrocchiale di Merano nel 1914, e Rafal Blechacz (02.09) coniuga le variazioni di Beethoven e Szymanowski con una “Clavir Übung” di Bach e con la celebre terza sonata per pianoforte di Chopin.

Il Nagash Ensemble (14.09) traduce i poemi dell’esilio armeno in un paesaggio sonoro in cui la musica vocale medievale, il suono minimalista degli archi del XX secolo, i ritmi irregolari della danza, i suoni del duduk e gli arpeggi del liuto kink-neck oud confluiscono come in un crogiolo. Il Norwegian Soloists Choir, diretto da Grete Pedersen (03.09), interpreta a cappella musiche di Strauss, Grieg e Bach, mentre l’Estonian Philharmonic Chamber Choir, diretto da Tõnu Kaljuste (17.09), eseguirà musica sacra dell’Europa orientale, da “Nove cori liturgici” di Čajkovskij alla “Veglia di tutta la notte” di Rachmaninov, fino al minimalismo spirituale di Arvo Pärt. Georg Gratzer e Klemens Bittmann (11.09) uniranno le “Sonate in Canone” di Telemann a musica del XX secolo come  “Libertango” di Piazzolla o la composizione “A Lotus on Irish Streams”, in cui John McLaughlin arricchisce una semplice melodia folk con improvvisazioni jazz – un’altra affascinante mix di “antico” e “nuovo”, o meglio: innovazione e nostalgia.

(Foto in alto, Kurhaus Merano ©Damian Pertoll; in basso, Mutter’s Virtuosi, ©Ansgar Klostermann)

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