Eroine ed Eroi è l’evocativo titolo del concerto proposto dall’Orchestra Sinfonica di Milano il 12 (ore 20) e 14 maggio 2023 (ore 16) presso l’Auditorium in Largo Mahler, e molteplici sono i motivi d’interesse di questo programma che ruota interamente attorno al mito. Centrali i lavori di Silvia Colasanti, compositrice in residenza dell’Orchestra, con l’esecuzione di ‘Fedra’ e ‘Arianna’, monodrammi per voce recitante, coro femminile e orchestra facenti parte, con ‘Didone’, del trittico ispirato alle Epistulae Heroidum di Ovidio, immaginarie lettere d’amore scritte da celebri eroine dell’antichità; affianco a questi, si ascolterà il famoso poema sinfonico Ein Heldenleben (Vita d’eroe) op. 40 di Richard Strauss. Il concerto segna poi l’atteso debutto di Oksana Lyniv con l’Orchestra Sinfonica di Milano: l’apprezzatissima direttrice ucraina, prima donna a salire sul podio di Bayreuth, è anche la prima figura femminile al vertice di una Fondazione lirica italiana, il Teatro Comunale di Bologna. Infine, l’evento vede sul palco una grande protagonista delle scene come Maddalena Crippa, alla quale è affidato il ruolo di voce recitante. La figura ideale dell’Eroe ha ispirato letterati e artisti di tutti i tempi. Richard Strauss scrisse il suo poema sinfonico Vita d’eroe (Ein Heldenleben) nel 1898, non facendo riferimento – secondo le sue stesse parole – “a una singola figura letteraria o storica, ma piuttosto a un più libero e generico ideale di grande e coraggioso eroismo”. Musicista mai scontato (e men che mai retorico), Strauss tratta qui due importanti soggetti a lui assai cari: lo struggersi dell’individuo tra universo interiore e mondo esterno, e la profondità dell’amore domestico. Sono invece tratti dalle Epistulae Heroidum di Ovidio i monodrammi di Silvia Colasanti, terzo lavoro di teatro musicale per il quale la compositrice romana si è ispirata al mito classico. “Protagonista è l’Amore, attraverso le lettere immaginarie di Arianna (a Teseo) e Fedra (al figliastro Ippolito), ispirate al tema dell’assenza dell’amato e alla nostalgia per la felicità perduta. Colasanti rovescia così la prospettiva, mostrando le vicende sentimentali non più dalla parte dell’eroe, debole nel suo rifiuto dell’amore, ma della donna abbandonata, che diventa la vera eroina.” (Quirino Principe).
– (Nelle immagini, Oksana Lyniv; Silvia Colasanti, photocredit Max Pucciariello)