Playlist per Natale
Le più belle musiche natalizie del barocco italiano

Nel vasto repertorio di musiche natalizie più o meno famose, la Playlist Natale di Concertisti Classica segue un filo d’Arianna: abbiamo scelto lo splendore del barocco italiano, con una selezione di brani vocali e strumentali dal grande fascino, ora sfavillanti, ora di commossa partecipazione, dal celeberrimo Concerto per la Notte di Natale di Arcangelo Corelli, al Riposo, Concerto per il Natale di Antonio Vivaldi, da La Veglia di Cristoforo Caresana all’imprescindibile Quando nascette Ninno di Alfonso Maria de’Liguori. Non mancano Cantate, Sonate, Sinfonie e Concerti di Alessandro Scarlatti, Giuseppe Torelli, Domenico Zipoli e dei meno noti ma non meno interessanti Francesco Manfredini, Angelo Ragazzi e Giuseppe Valentini, tutti espressamente dedicati alla Natività.

Arcangelo Corelli (Fusignano 1653 – Roma 1713)

Concerto Grosso ‘fatto per la Notte di Natale’ in Sol minore op. 6 no. 8

• Alfonso Maria de Liguori (Napoli 1696 – Pagani 1787)

 – “Quando nascette Ninno”

• Antonio Vivaldi (Venezia 1678– Vienna 1741)

– “Il Riposo – Per il S. Natale” Concerto in Mi maggiore RV 270

• Angelo Ragazzi (Napoli 1680 – Vienna 1750)

Sonata Op. 1 n. 12 Pastorale

Cristoforo Caresana (Venezia 1640 – Napoli 1709)

  – “L’Adorazione de’ Maggi e La Veglia”

Giuseppe Torelli (Verona 1658 – Bologna 1709)

  – Concerto “Per Il Santissimo Natale”, op. 8, 6

Francesco Manfredini (Pistoia 1684 – 1762)

 – Concerto grosso n. XII Op. 3 “Pastorale per il Santissimo Natale “

Alessandro Scarlatti (Palermo 1660 – Napoli 1725) 

“O, di Betlemme altera” Cantata Pastorale per la Natività di Nostro Signore Gesù Cristo (Roma 1695)

Giuseppe Valentini (Firenze 1681 – Roma 1753)

  – Sinfonia a tre op. 1 n. 12 “Per il Santissimo Natale”

Domenico Zipoli (Prato 1688 – Cordoba 1726)

  – Pastorale

Playlist per Natale
Le più belle musiche del barocco italiano
Playlist

La consuetudine di scrivere dei concerti espressamente dedicati al Natale nacque e si sviluppò in Italia tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. Padre di questo specifico genere fu Arcangelo Corelli, che codificò e i parametri del concerto grosso, diventando modello e fonte d’ispirazione per molti compositori suoi contemporanei e delle generazioni successive. Le raccolte a stampa dei concerti grossi, solitamente articolate in 12 composizioni, comprendevano spesso un brano dedicato alla Natività, caratterizzato da un movimento lento di Pastorale che evocava le musiche natalizie dei pifferai e degli zampognari, che suonavano per le vie e piazze di città e paesi, nel ricordo dei pastori di Betlemme.

• Arcangelo Corelli (Fusignano 1653 – Roma 1713)

 Concerto Grosso ‘fatto per la Notte di Natale’ in Sol minore op. 6 no. 8 

E con il Concerto “fatto per la Notte di Natale” di Arcangelo Corelli si apre la nostra playlist: brano di straordinaria bellezza, è una delle pagine più celebri del compositore. Ottavo dei suoi 12 concerti grossi, rivela una libertà di scrittura mai vista per l’epoca e nel finale incanta con la soave Pastorale, in cui gli archi ricordano il suono di pifferi e zampogne.

Il Concerto, op. 6 n 8, pubblicato postumo nel 1714,  era stato scritto per essere eseguito in occasione della tradizionale cantata della notte di Natale nel Palazzo Apostolico Vaticano alla presenza del pontefice, nel 1690.

L’organico è quello tipico dei concerti grossi corelliani, in cui è previsto un concertino formato da due violini e violoncello, e un “concerto grosso” a quattro parti (due violini, viola e basso continuo) che possono essere raddoppiati ad libitum a seconda delle circostanze.

Questo concerto, e l’opera di Corelli in generale, influenzerà tutta la musica europea del Settecento e soprattutto Antonio Vivaldi e Georg Friedrich Händel che a loro volta saranno punti di riferimento per i compositori classici e per le scuole italiane, francesi e tedesche a seguire.

•  Alfonso Maria de Liguori (Napoli 1696 – Pagani 1787)

“Quando nascete Ninno”

Immancabile, il tenero canto ‘in lingua napolitana’ di Sant’Alfonso Maria de’Liguori, “Quanno nascette Ninno”, scritto probabilmente ne dicembre 1754 e pubblicato nel 1816 con il titolo ‘Per la nascita di Gesù’. Il brano, dal quale deriva la versione in italiano “Tu scendi dalle stelle” è stato rivalutato e riscoperto  nella seconda metà del Novecento,  conoscendo varie rielaborazioni e interpretazioni anche di musica leggera, popolare e corale, tra cui spiccano le versioni cantate da Eugenio Bennato, La Nuova Compagnia di Canto Popolare, Mina e il Piccolo Coro dell’Antoniano.

Antonio Vivaldi (Venezia 1678 – Vienna 1741)

Il Riposo  “Per il S. Natale” Concerto in Mi maggiore RV 270

È un vero e proprio Concerto per violino solo quello che Antonio Vivaldi ha intitolato ‘Il riposo’ (RV 270), probabilmente riferito al riposo della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto, aggiungendo poi al manoscritto la dicitura “per il Santissimo Natale”. Caratterizzato da una particolare tessitura timbrica dell’organico, che non prevede l’utilizzo del cembalo e richiede “tutti gl’istromenti sempre sordini”, il concerto è un esplosione di luce che sembra andare oltre il barocco. La dinamica della musica rivela infatti spazi ampli, punteggiati da immagini fantasiose, cesellate, evocatrici di forme rococò.

•  Angelo Ragazzi (Napoli 1680 – Vienna 1750

Sonata op. 1 n.12 Pastorale

Angelo Ragazzi fu uno dei principali compositori napoletani di musica strumentale del XVIII secolo. Nel suo stile compositivo si trova l’influenza dei concerti per violino di Antonio Vivaldi, ma anche elementi del suo maestro viennese Johann Joseph Fux.

La Sonata op. 1 n. 12 ‘Pastorale’ è sorprendente per capacità descrittiva, esiti artistici e richiami poetici. I quattro movimenti in cui è strutturata – Apparizione, Andata, Adorazione e Ritornata – sono piccole miniature di una cantata drammatica che portano in scena il mistero dell’Incarnazione visto con gli occhi dei pastori.

•  Cristoforo Caresana (Venezia 1640 – Napoli 1709)

‘La Veglia e L’Adoratione de’Maggi’

Cristoforo Caresana è stato uno dei grandi protagonisti della musica napoletana della seconda metà del Seicento,  pur non essendo napoletano, ma veneziano. Giunse a Napoli, dove si fermò, probabilmente al seguito della compagnia dei Febi Armonici che portava sulle maggiori scene italiane il teatro musicale di Cavalli e di altri autori veneziani. Ebbe una carriera rapida e luminosa, diventando organista della Real Cappella nel 1667, poi Maestro al Conservatorio di Sant’Onofrio fino al 1699 quando venne chiamato a succedere a Francesco Provenzale alla Cappella del Tesoro di San Gennaro. Morì poi a Napoli nel 1709.

Caduto nel dimenticatoio fino al 1990, Caresana è stato riportato all’attenzione grazie alle ricerche di Antonio Florio, che ha riportato in luce parte della produzione conservata nell’Archivio dei Girolamini a Napoli.

Le sue cantate, specie quelle per il Natale, sono esemplari per il teatro religioso partenopeo dell’età barocca. Particolarmente pregevoli sono “La Veglia” e “L’Adoratione de’ Maggi”. La prima propone una serata di veglia, tipica delle case napoletane con giochi, danze e divertimenti Ai balli si contrappone un momento di musica altissimo, la trasognata ninna-nanna per voce di basso “Dormi o ninno, dormi o core”, ipnotica e suadente.

•  Giuseppe Torelli (Verona 1658 – Bologna 1709)

              Concerto ’Per il Santissimo Natale’, op. 8, n. 6

Giuseppe Torelli, violinista e compositore,  iniziò la sua carriera a Bologna, dove fu accettato come membro dell’importante Accademia filarmonica nel 1684, quattordici anni dopo Corelli; dopo aver trascorso cinque anni all’estero, tornò a Bologna per il resto dei suoi giorni. Diede un grande contributo allo sviluppo del concerto, grosso e solistico, e al repertorio per tromba ed archi. I concerti grossi op. 8 (1709) rappresentano la sua piena maturità dell’autore: abbandona lo stile contrappuntistico tipico della scuola bolognese in favore di una maggiore cantabilità della linea superiore e di grandi contrasti di affetti. Il sesto dei concerti op.8 è costituito da tre movimenti, veloce-lento-veloce secondo il modello dell’ouverture napoletana; il movimento lento è una Pastorale.

•  Francesco Manfredini (Pistoia 1684 – 1762)

Concerto grosso n. 12 op. 3  “Pastorale per il Santissimo Natale“

Uno degli allievi di Torelli a Bologna fu Francesco Manfredini, che lavorò come violinista e compositore in diverse città del nord Italia prima di tornare nella natia Pistoia nel 1727 come Maestro di cappella della Cattedrale. L’ultima (n.12) della sua serie di Concerti op. 3, pubblicata a Bologna nel 1718, è indicata dal titolo “per il Santissimo Natale” e dall’apertura Pastorale come un concerto di Natale che deve molto al modello del concerto di Torelli.

•  Alessandro Scarlatti (Palermo 1660 – Napoli 1725)

‘O, di Betlemme altera’ Cantata Pastorale per la Natività di Nostro Signore Gesù Cristo

Non ha bisogno di presentazioni Alessandro Scarlatti, tra i più importanti rappresentanti della scuola musicale napoletana, e maggior compositore d’opera italiano tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo.

Di Scarlatti la nostra playlist natalizia propone ‘O di Betlemme altera, Cantata pastorale per la natività di Nostro Signore Gesù Cristo’, per soprano, archi e basso continuo. Scritta nel 1695, è la prima delle sue quattro cantate per la notte di Natale di presentate in Vaticano il 24 dicembre di quell’anno. Tra il 1676 e il 1740, era usanza a Roma celebrare la vigilia di Natale con un concerto alla presenza del papa, di numerosi cardinali e nobile ospiti.

•  Giuseppe Valentini (Firenze 1681. – Roma 1753)

Sinfonia a tre, op. 1 n. 12  “Per il Santissimo Natale”

 

Nato a Firenze, Giuseppe VaIentini si trasferì a Roma ancora adolescente e  divenne noto per il suo virtuosismo e per lo stile non convenzionale delle sue composizioni per violino. Compose diversi oratori, due opere e numerosi brani strumentali.

Delle dodici sinfonie per archi in tre parti di Valentini, op. 1, l’ultima, com’era consuetudine, è dedicata al tema natalizio Si articola intorno a due movimenti pastorali, il primo dei quali collocato subito dopo l’introduzione, il secondo (‘Largo’) tra i due movimenti rapidi.

•  Domenico Zipoli (Prato 1688 – Cordoba 1726)

Pastorale

Un italiano. Si offrì volontario per lavorare nelle Riduzioni gesuite del Paraguay.

Domenico Zipoli, gesuita, missionario e compositore, completò i suoi studi a Firenze, a Napoli (dove fu allievo per breve tempo di Alessandro Scarlatti) e successivamente a Roma, seguito da Bernardo Pasquini. Nel 1715 diventò organista alla chiesa del Gesù in Roma e nel 1716 lasciò l’incarico per trasferirsi a Siviglia come novizio gesuita. L’anno dopo (1717) partì da Cadice per il Rio de la Plata. Zipoli giunse a Buenos Aires nel luglio dello stesso anno. Nel 1718 si stabilì a Córdoba (Argentina), dove seguì gli studi teologici e filosofici dedicandosi contemporaneamente all’attività di compositore e di organista nella chiesa dei Gesuiti. La morte lo colse alla vigilia dell’ordinazione sacerdotale, appena compiuto il 4° anno di teologia, nel 1726.

Zipoli gode ancora oggi di notorietà grazie alla sua musica per organo e clavicembalo, che pubblicò nel 1716 a Roma nella raccolta Sonate d’intavolatura. L’opera è divisa in due parti, la prima contenente brani per organo destinati al servizio liturgico, tra cui la suggestiva e coinvolgente Pastorale proposta nella playlist. La seconda parte  comprende invece due partite per clavicembalo.

Nei decenni successivi alla scomparsa del compositore, la sua musica continuò ad essere molto apprezzata dai confratelli gesuiti, influenzando sensibilmente i musicisti ibero-americani delle successive generazioni.

Nella seconda metà del Novecento, grazie al lavoro di ricercatori e musicisti, diverse composizioni da chiesa di Zipoli tra le quali messe, salmi, inni, ed altri pezzi, sono state scoperte a Chiquitos (Bolivia) e in altre città sudamericane.

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