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Palermo

Palermo, Semiramide di Rossini torna dopo 150 anni, in un allestimento tra Kubrick e haute couture

L’opera arriva la prima volta sul palco del Teatro Massimo, dirige Christopher Franklin, la regia è firmata da Pierre-Emmanuel Rousseau
Fondazione Teatro Massimo di Palermo
Stagione 2025 – 26 | Opere e Balletti

Dopo un secolo e mezzo di assenza, Semiramide torna a risuonare a Palermo con la forza di un grande evento. Mercoledì 11 marzo alle 20.00 il sipario del Teatro Massimo si alza sul capolavoro di Gioachino Rossini, assente dalle scene cittadine da 150 anni, in un allestimento che ne rilancia l’attualità con taglio deciso e visione contemporanea.

Luci al neon, marmi neri e atmosfere noir definiscono l’impatto visivo di una produzione proveniente dall’Opéra de Rouen-Normandie e firmata dal regista francese Pierre-Emmanuel Rousseau, autore anche di scene e costumi. La corte assiro-babilonese si trasfigura così in una metropoli spietata e verticale, nutrita di suggestioni cinematografiche che richiamano l’estetica di Stanley Kubrick e Tony Scott.

Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Massimo — preparato dal Maestro Salvatore Punturo — sale il direttore americano Christopher Franklin, interprete di riferimento del repertorio rossiniano. Nel ruolo del titolo debutta una protagonista di primo piano come Vasilisa Berzhanskaya (in alternanza con Maria Grazia Schiavo), chiamata a confrontarsi con la parte che Rossini concepì per la sua musa Isabella Colbran.

Accanto a lei, il mezzosoprano palermitano Chiara Amarù interpreta en travesti Arsace — in alternanza con Ginger Costa-Jackson — figura pura e tormentata che attraversa un universo dominato dalla corruzione. Completano il cast Mirco Palazzi e Nahuel Di Pierro (Assur), Maxim Mironov e Antonino Siragusa (Idreno), Francesca Cucuzza (Azema), Adriano Gramigni (Oroe / L’ombra di Nino) e Samuele Di Leo (Mitrane). Collaborano alla messinscena il light designer Gilles Gentner, che modella lo spazio con un intenso chiaroscuro, Achille Jourdain (assistente alla regia) e Carlo D’Abramo (azioni mimiche).

L’immaginario registico attinge tanto alle suggestioni rituali di Eyes Wide Shut quanto al fascino oscuro e vampiresco di The Hunger, vestendo i protagonisti con l’haute couture di Yves Saint Laurent e Hubert de Givenchy. In questo paesaggio decadente prende forma una visione dominata dall’oppressione e da un destino senza scampo: il potere si rivela forza distruttiva, capace di corrompere i legami più sacri, trasformando il vincolo coniugale in congiura omicida e quello materno in un inganno fatale.

Semiramide emerge come sovrana predatrice, guidata da una sensualità oscura ma infine travolta dalla ferita più intima, fino a mostrarsi madre disperata e vittima del proprio passato. La partitura rossiniana diventa così un motore drammatico implacabile, che scandaglia i recessi di una società corrotta e conduce alla catarsi finale, nel buio del mausoleo di Nino.

Semiramide: la trama in breve

La vicenda, dalle evidenti risonanze shakespeariane, si svolge in una Babilonia – :qui trasfigurata in New York – decadente. Quindici anni prima la regina Semiramide, con la complicità dell’amante Assur, ha avvelenato il marito, il re Nino. Mentre l’ombra del sovrano reclama vendetta e il trono attende un erede, la regina si innamora del giovane e valoroso Arsace, ignara che si tratti di Ninia, il figlio creduto morto e legittimo successore.

Regina e madre, carnefice e vittima, Semiramide oscilla fra il trono e l’abisso, prigioniera di un desiderio e di un’ambizione che l’hanno condotta prima al delitto e poi a un amore inconsapevolmente incestuoso. La tragedia si compie nel mausoleo di Nino: in un errore fatale, Arsace trafigge la madre credendo di colpire Assur. Alla morte della sovrana sale al trono un erede che è, insieme, figlio e giustiziere.

In Evidenza

Semiramide fu scritta per la Stagione di Carnevale 1823 del Teatro La Fenice di Venezia, in un momento particolarmente felice per il compositore,  tanto sul piano creativo quanto su quello privato, subito dopo il matrimonio con la primadonna Isabella Colbran e poco prima del definitivo trasferimento a Parigi.  
Palermo, Semiramide di Rossini torna dopo 150 anni, in un allestimento tra Kubrick e haute couture

Interpreti

Direttore Christopher Franklin
Regia, scene e costumi Pierre-Emmanuel Rousseau
Luci Gilles Gentner
Assistente regia Achille Jourdain
Azioni mimiche Carlo D’Abramo

Personaggi e interpreti

Semiramide Vasilisa Berzhanskaya /
Maria Grazia Schiavo (12, 14, 17)
Arsace Chiara Amarù /
Ginger Costa-Jackson (12, 14, 17)
Assur Mirco Palazzi /
Nahuel Di Pierro (12, 14, 17)
Idreno Maxim Mironov /
Antonino Siragusa (12, 14, 17)
Azema Francesca Cucuzza
Oroe/L’ombra di Nino Adriano Gramigni
Mitrane Samuele Di Leo

Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Maestro del Coro Salvatore Punturo

Allestimento dell’Opéra de Rouen – Normandie

Programma

Semiramide
melodramma tragico in due atti

libretto di Gaetano Rossi
tratto dall’omonima tragedia di Voltaire (1748)

Musica di Gioachino Rossini

Prima rappresentazione Teatro La Fenice di Venezia, 3 febbraio 1823

Repliche

11 marzo 2026 ore 20 ‘prima’
repliche 12, 13, 17, 18 marzo 2026 ore 18.30
14 marzo 2026 ore 20
15 marzo 2026 ore 17.30

Chi organizza

Fondazione Teatro Massimo – PalermoIl Teatro Massimo di Palermo, inaugurato nel 1897, è …

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