Al Teatro San Carlo di Napoli torna in scena dal 18 al 27 maggio 2025 uno dei successi più duraturi di Gaetano Donizetti, La fille du régiment: l’allestimento, realizzato in coproduzione con la Bayerische Staatsoper di Monaco, dove ha debuttato lo scorso dicembre, è firmato da Damiano Michieletto, con le scene di Paolo Fantin, i costumi di Agostino Cavalca e le luci di Alessandro Carletti. Sul podio sale Riccardo Bisatti, alla guida dell’Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo istruito da Fabrizio Cassi; nei ruoli protagonisti di Marie e Tonio si cimenteranno Pretty Yende (già applaudita a Monaco) e Ruzil Gatin, mentre Sergio Vitale vestirà i panni di Sulpice e Sonia Ganassi interpreterà la Marquise de Berkenfield. Il personaggio della Duchesse Krakenthorp, tradizionalmente appannaggio di una attrice -cantante brillante, non necessariamente proveniente dal mondo dell’opera, sarà affidato a Marisa Laurito. Opéra-comique in due atti su libretto di Jean-François-Alfred Bayard e Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, La fille du régiment – scritta da Donizetti a Parigi nel 1840 – è un capolavoro irresistibile, capace di coniugare leggerezza narrativa e raffinatezza musicale. Tra le creazioni più brillanti e amate del compositore bergamasco, l’opera è ricca di marce scintillanti, situazioni buffe e arie di grande difficoltà tecnica: spicca su tutte l’ aria di Tonio “Ah! Mes amis”, celebre per i suoi vertiginosi nove do di petto, una delle pagine più temute dai tenori, soprannominata – non a caso – “l’ Everest” del repertorio. «La storia si muove tra due livelli: la natura e la città. La natura – spiega il regista Damiano Michieletto – come simbolo di un mondo istintivo e spontaneo e la città come mondo di belle maniere e alta cultura. Lo spettacolo mette in contrapposizione questi due aspetti, con costumi stravaganti e personaggi allegri, che proprio alla fine si liberano dalle etichette sociali e possono assumere felicemente la propria identità». La trama de La fille du régiment è semplice e lineare, popolata da pochi personaggi centrali. Al cuore della vicenda ci sono Marie e Tonio, affiancati dal Reggimento francese, capitanato dal bonario sergente Sulpice. L’azione si svolge in un piccolo villaggio del Tirolo, dove Marie, ritrovata da bambina su un campo di battaglia, è stata cresciuta dai soldati come una figlia e con affetto quasi paterno da ciascuno di loro. La giovane è innamorata di Tonio, un ragazzo austriaco che, ricambiando i suoi sentimenti, decide di arruolarsi nell’esercito francese, passando cosi dalla parte del nemico, sebbene il termine “traditore” non venga mai pronunciato. L’ingresso in scena della marchesa di Berkenfield – che si presenta come zia di Marie – porta una svolta inattesa: per motivi di lignaggio e doveri familiari, la nobildonna vuole sottrarre la ragazza alla vita militare e condurla con sé, per darle un’educazione conforme al suo status e predisporla a un matrimonio combinato. Marie, cresciuta in un mondo maschile ma consapevole della propria identità di donna libera, si ribella con forza a quella prospettiva che le appare lontana e ostile. Nel momento di maggiore tensione, la marchesa svela un segreto custodito a lungo: Marie è sua figlia. È un tentativo estremo di convincerla a piegarsi al destino scelto per lei. Ma, commossa dall’amore e dalla determinazione della ragazza, la marchesa rinuncia infine ai vincoli del rango e decide di non imporle la stessa rinuncia che lei stessa ha patito in gioventù, quando fu costretta a separarsi dall’uomo amato, Robert. Il lieto fine è affidato a una scelta di cuore: la libertà di Marie e il suo amore per Tonio trionfano su ogni convenzione.