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Milano, Werther di Massenet torna in scena alla Scala dopo oltre 40 anni; protagonista Bernheim, per la prima volta sul podio del Piermarini Alain Altinoglu
La regia del nuovo allestimento è affidata a Christof Loy, al debutto scaligero

Fondazione Teatro alla Scala Presenta

“ Stagione 2023/24 | Opera ”
Dopo un’assenza lunga 44 anni, al Teatro alla Scala di Milano torna in scena Werther, capolavoro che Jules Massenet trasse dal famoso romanzo epistolare del giovane Goethe.

Molto atteso il nuovo allestimento realizzato dalla Scala in coproduzione con il Théâtre des Champs -Élysées di Parigi: in scena dal 10 giugno al 2 luglio 2024 per sei rappresentazioni, la produzione segna il debutto a Milano di due rilevanti personalità del teatro musicale internazionale. Sale per la prima volta sul podio del Piermarini Alain Altinoglu, direttore musicale della Monnaie di Bruxelles e dell’Orchestra della Radio di Francoforte e ospite regolare di prestigiose orchestre e istituzioni internazionali, mentre firma la regia il tedesco Christof Loy, attivo nei maggiori teatri e festival, che si avvale delle scene di Johannes Leiacker, dei costumi di Robby Duiveman e delle luci di Roland Edrich.

Prestigioso il cast vocale, che vede il raffinato e acclamatissimo tenore francese Benjamin Bernheim nei panni dell’inquieto protagonista, affiancato dalla Charlotte del mezzosoprano Victoria Karkacheva, vincitrice di Operalia 2021 e prossimamente Carmen al San Carlo di Napoli; il baritono Jean Sébastien Bou, anche apprezzato interprete di mélodies francesi, sarà Albert e Francesca Pia Vitale, diplomata nel 2022 all’Accademia del Teatro alla Scala, affronterà il ruolo di Sophie.

Si caratterizza per l’elegante semplicità lo spazio scenico immaginato dal regista Christof Loy: una parete bianca isola i personaggi al proscenio mentre attraverso una porta si scorgono riti e quotidianità di una vita sociale dalla quale sono esclusi. L’attenzione è concentrata sulla recitazione dei protagonisti e sulle tensioni psicologiche e affettive che si creano tra di loro. “Se nei Dolori del giovane Werther c’è il triangolo tra Werther, Charlotte e Albert – spiega Loy – nelle altro romanzo goethiano, Le affinità elettive, le coppie sono due, quindi le possibilità esplorate nel lavoro precedente vengono ampliate. Ecco, nel Werther di Massenet l’introduzione del personaggio di Sophie porta a un quartetto tutto sommato analogo, con molte più combinazioni possibili, alcune delle quali hanno qualcosa di chimico, che non si può distruggere in nessun modo, come nel caso di Werther e Charlotte”.

“Credo che il livello di complessità di un’opera come Werther – commenta il direttore Alain Altinoglu – stia  anche nell’incontro tra due mondi: il mondo tedesco, certo, però visto dai francesi. Un po’ come accade con la Carmen di Bizet, dove c’è il mondo spagnolo ma filtrato dallo sguardo francese. In particolare, Massenet è un compositore molto attento ad adattare il proprio vocabolario musicale all’ambientazione dei libretti e delle loro fonti. Per esempio, quando scrisse Thérèse, un’opera sulla Rivoluzione francese, egli introdusse un clavicembalo in orchestra; così in Werther lasciò trasparire l’allusione all’ambiente tedesco attraverso una scrittura ricca di cromatismi, ovvero attraverso ciò che per l’epoca era un segnale inequivocabile, visto che faceva subito pensare a Wagner. Un altro livello attraverso cui guardare l’opera è poi la forte risonanza tra la vicenda di Werther e la vita personale di Massenet in quel periodo, la crisi del rapporto con la moglie, le sue vicende extraconiugali e forse, più in generale, il suo riconoscersi in una certa energia dolorosa, in certi tratti melanconici”.

L’opera

All’apice della fama dopo i successi di Herodiade e Manon,  Jules Massenet risponde innanzitutto a un’esigenza poetica personale quando decide, insieme all’editore Hartmann, di chiedere a Paul Milliet e Édouard Blau di trarre un libretto dai Dolori del giovane Werther di Goethe. E infatti dopo lunghi anni di gestazione (l’idea risale addirittura al 1880) l’opera fatica a trovare rappresentazione in Francia e debutta a Vienna nel 1892 in traduzione tedesca. La prima dell’originale francese segue qualche mese più tardi a Ginevra e infine, nel gennaio 1893, Werther giunge all’Opéra-Comique a Parigi, da cui inizia il processo di consacrazione che ne farà l’opera più acclamata e popolare dell’autore. Nota Raffaele Mellace nella presentazione scritta per la Rivista scaligera: “Dramma crudele, il Werther è un dramma da camera, che si consuma negli spazi ordinari e ben poco eroici di una vita borghese di provincia, in grado di esacerbare la cocente contraddizione fra realtà esterna e mondo interiore. È un dramma che non fa nulla per occultare le proprie origini letterarie (tant’è vero che i luoghi di più alto lirismo hanno a che vedere con l’atto della lettura), cioè la derivazione da uno dei grandi best seller di tutti i tempi, un romanzo che alla sua uscita, esattamente 250 anni fa, aveva sconvolto l’esistenza di molti e che un secolo più tardi, nella Parigi della Terza Repubblica, si reputò maturo per una trascrizione scenica. Il genere del drame lyrique era ormai solito sfruttare, con buon successo, i classici, Shakespeare su tutti; un soggetto goethiano come il Faust si era prestato assai bene, per cui non v’era ragione di tenersi lontani dai Dolori del giovane Werther, nonostante la problematicità del genere, un romanzo epistolare, non esattamente tra i più adatti a calcare le scene”.

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(Foto in alto, credit Brescia & Amisano; Alain Altinoglu, credit ©Marco Borggreve)
Milano, Werther di Massenet torna in scena alla Scala dopo oltre 40 anni; protagonista Bernheim, per la prima volta sul podio del Piermarini Alain Altinoglu

Altre informazioni di interesse

Il 10 giugno l’opera sarà trasmessa in diretta su Rai Radio3, la rappresentazione del 27 giugno sarà trasmessa in live streaming sulla piattaforma LaScalaTv.

Un’ora prima dell’inizio di ogni recita, presso il Ridotto dei Palchi, Raffaele Mellace terrà una conferenza introduttiva all’opera.

Interpreti

Direttore Alain Altinoglu
Regia e coreografia Christof Loy

Scene Johannes Leiacker
Costumi Robby Duiveman
Luci Roland Edrich
Personaggi e interpreti
Werther Benjamin Bernheim
Albert Jean Sébastien Bou
Le Bailli Armando Noguera
Schmidt Rodolphe Briand
Johann Enric Martínez-Castignani
Bruhlmann Pierluigi D’Aloia*
Charlotte Victoria Karkacheva
Sophie Francesca Pia Vitale
Katchen Elisa Verzier

*Allievo dell’Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala

Orchestra del Teatro alla Scala
Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala

Nuova produzione Teatro alla Scala
in Coproduzione con Théâtre des Champs-Élysées

Programma

Jules Massenet
Werther

Dramma lirico in quattro atti
Libretto di Édouard Blau, Paul Milliet e Georges Hartmann

Repliche

10 giugno 2024 ore 20 ‘prima’ 
repliche 15, 19, 24, 27 giugno e 2 luglio ore 20

Chi organizza

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