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Milano, la Scala omaggia Šostakovič, ‘Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk’ apre la Stagione 2025-26

Sul podio Riccardo Chailly, la regia è affidata a Vasily Barkhatov, al suo debutto scaligero; nel ruolo protagonista il soprano statunitense Sara Jakubiak
Fondazione Teatro alla Scala

Stagione 2025 – 26 | Opera
Inaugura con un titolo inatteso, Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, la Stagione 2025 – 26 del Teatro alla Scala, omaggio a Dmitrij Šostakovič nel 50° anniversario della scomparsa.

Una scelta, afferma Riccardo Chailly – sul podio per il suo dodicesimo Sant’Ambrogio, l’ultimo nel ruolo di direttore musicale – che “non è un atto di coraggio, ma un atto dovuto nei confronti di un gigante del Novecento e di un capolavoro assoluto, che ha sofferto per troppi anni e merita di diventare popolare.”

Al suo fianco in questa nuova produzione, secondo titolo russo ad aprire la stagione del Piermarini dopo il Boris Godunov del 2022],il 42enne regista moscovita Vasily Barkhatov,in rilevante carriera internazionale e al debutto scaligero. Con lui il team creativo formato da Zinovy Margolin, che firma le scene, Olga Shaishmelashvili i costumi, mentre le luci sono curate da Alexander Sivaev.

Sul palco un ampio cast internazionale guidato dal soprano statunitense Sara Jakubiak nel ruolo della protagonista Katerina – già interpretato con successo al Liceu di Barcellona -, ad affiancarla, il tenore uzbeko Najmiddin Mavlyanov nei panni dell’amante Sergej, il tenore russo Yevgeny Akimov che impersonerà il marito Zinovij Izmailov e il basso bielorusso Alexander Roslavets che vestirà i panni diel suocero Boris Izmailov.

Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, opera in quattro atti e nove quadri su libretto dello stesso Šostakovič e di Aleksandr Prejs, tratto da un racconto di Nikolaj Leskov, nel progetto iniziale del compositore era pensata come la prima parte di una trilogia sulla condizione della donna russa nelle diverse epoche della storia. Ambientata nel mondo rurale della Russia negli anni 1860, l’opera, provocatoria, modernissima e straordinariamente coinvolgente, racconta una storia carica di eros e di sangue: Katerina, giovane sposa oppressa, mossa dalla passione per il servo Sergeij e dal desiderio di libertà, uccide il marito e il tirannico suocero, ma scoperta, nel finale tragico e senza redenzione si suicida gettandosi nel fiume durante la deportazione in Siberia.

Rappresentata per la prima volta nel 1934 a San Pietroburgo e subito dopo a Mosca, l’opera fece scandalo e conquistò grande successo di critica e pubblico, ma viene censurata da Stalin, tanto che Šostakovič anni dopo approntò una nuova versione edulcorata che fu messa in scena a Mosca nel 1963 con il titolo ‘Katarina Izmajlova’.

Per l’inaugurazione la Scala propone la versione originale del 1934,  un’opera complessa, che rappresenta una vera sfida per lo stesso Riccardo Chailly: “ero vittima di soggezione davanti a questa partitura,  per la sua grandezza, per la sua audacia e per la sua modernità, per un soggetto scabroso che chiedeva tanto coraggio per un compositore di 24 anni”.

Una partitura piena di contrasti, in cui convivono l’elemento tragico e quello grottesco, un’orchestrazione raffinatissima,che sa una parte mostra un sapiente e innovativo uso della politonalità, dall’ altra, una conoscenza capillare del patrimonio delle melodie popolari russe, inserite quasi a mosaico.

Al regista ha chiesto un’ambientazione diversa da quella tradizionale, così Vasily Barkhatov l’ha trasposta delle campagne russa di metà Ottocento alla Mosca degli anni Cinquanta, l’epoca di Stalin, con le, scene che richiamano il Soviet Art Déco. “Abbiamo tolto – spiega il regista, -;tutta la polvere che si è depositata sull’opera ed eliminato i cliché per concentrarci sugli aspetti psicologici e per seguire questa partitura cinematografica senza illustrarla, ma curando i dettagli.” È un’opera la cui particolarità – aggiunge Barkhatov – sta anche nella continua oscillazione tra humour e tragedia, tra l’assurdo e il realistico”

Ma chi allora è Katerina? “Una donna che si vota alla libertà, alla felicità, all’affermazione della propria identità, e che è costretta a scappare dalla realtà in modo drammatico. Per Šostakovič è una vittima della società patriarcale, è circondata da uomini malvagi, insulsi o lascivi. Solo alla fine si rende conto di quello che ha fatto e si sente un mostro”.

In Evidenza

La serata inaugurale del 7 dicembre sarà trasmessa in diretta su Rai Uno e RaiPlay dalle 17.45.

Su RaiPlay resterà disponibile on demand fino a 15 giorni dalla messa in onda.

L’OPERA

 
Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk

Il compositore, autore anche del libretto tratto dal romanzo di Nikolaj Leskov, aveva immaginato l’opera come prima anta di un trittico che avrebbe descritto la condizione della donna in diverse epoche della storia russa. La vicenda, ambientata nella campagna russa negli anni 1860 (la servitù della gleba è abolita nel 1861), vede protagonista la giovane Katerina Izmajlova che, sposata contro la sua volontà a Zinovij, un giovane possidente imbelle, e soggetta alle angherie anche sessuali del suocero, è attratta dal garzone Sergej, sfacciato e brutale. Quando il suocero li scopre e frusta Sergej, Katerina lo avvelena con una zuppa di funghi. Al ritorno del marito, Katerina e Sergej si liberano anche di lui e si sposano, ma durante la cerimonia un servo scopre il cadavere di Zinovij nascosto in cantina. Katerina e Sergej (che nel racconto di Leskov uccidono anche un nipote per sottrargli l’eredità) sono condannati ai lavori forzati. Durante il viaggio Sergej preferisce a Katerina una ragazza più giovane: Katerina la uccide trascinandola con sé nelle acque ghiacciate del fiume.

Dopo la doppia prima, il 22 gennaio 1934 a Leningrado e due giorni dopo a Mosca, l’opera gode di un clamoroso succès de scandale, sia per la spietata critica sociale sia per l’inedito realismo nella rappresentazione della sessualità. Šostakovič abbandona la vena satirica astratta e surreale della sua prima opera, Il naso – tratta da Gogol’ e andata in scena per sole sei rappresentazioni a Mosca nel 1930 – per rifarsi alla ruvida aderenza al vero di Musorgskij, e il pubblico risponde entusiasta: duecento rappresentazioni in due anni tra Leningrado e Mosca. Il vento però sta cambiando, come spiega Galina Vishnevskaya, celebre interprete di Katerina, nelle sue memorie: “I compositori dell’ex-Proletkult che in passato erano stati spietatamente criticati da Šostakovič stavano ora monopolizzando l’Unione dei Compositori proprio di fianco al Cremlino, e covavano il loro rancore verso Šostakovič”.

Ma soprattutto, le direttive di Ždanov, nuovo responsabile della cultura del Partito comunista, chiedono ottimismo, eroi positivi e finali lieti. Nel gennaio 1936 Stalin assiste a una rappresentazione. L’articolo della Pravda segna il bando per l’opera in Russia e la disgrazia del compositore, che dura fino agli anni di Kruščëv, quando Šostakovič accetta di curare una versione emendata del suo lavoro che va in scena a Mosca nel 1963 con il nuovo titolo Katerina Ismailova. Le scene di erotismo più acceso sono soppresse, il linguaggio musicale è meno abrasivo.
Milano, la Scala omaggia Šostakovič, ‘Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk’ apre la Stagione 2025-26

Interpreti

Direttore Riccardo Chailly

Regia Vasily Barkhatov
Scene Zinovy Margolin
Costumi Olga Shaishmelashvili
Luci Alexander Sivaev

  Personaggi e interpreti principali

Boris Timofeevič Izmailov
Alexander Roslavets
Zinovij Borisovič Izmailov
Yevgeny Akimov
Katerina L’vovna Izmajlova
Sara Jakubiak
Sergej
Najmiddin Mavlyanov

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Maestro del Coro Alberto Malazzi

NUOVA PRODUZIONE Teatro alla Scala

Programma

Dmitrij Šostakovič
Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk

Opera in quattro atti
Libretto di Aleksandr Prejs e Dmitrij Šostakovic
tratto dall’omonima novella di Nikolaj Leskov

Repliche

7 dicembre 2025 ore 18 ‘prima’. Inaugurazione Stagione 2025 – 26

repliche 10, 13, 16, 19, 23 e 30 dicembre 2025 ore 20

(Anteprima Under30 | 4 dicembre 2025 ore 18)

Chi organizza

Fondazione Teatro alla Scala di MilanoConsiderato tra i più prestigiosi teatri al mondo, ospita da …

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