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Evento Speciale – Inaugurazioni
‘Mefistofele’ di Boito inaugura la Stagione 2023/24 dell’Opera di Roma, dirige Mariotti, la regia è di Simon Stone
Il regista australiano, noto per il suo stile iperrealista e tagliente, è al debutto operistico in Italia; spiccano nel cast John Relyea, Joshua Guerrero, Maria Agresta

Fondazione Teatro dell’Opera di Roma Presenta

“ Stagione 2023 – 24 ”
Inaugura lunedì 27 novembre (ore 18) con il Mefistofele di Arrigo Boito la Stagione 2023/24 del Teatro dell’Opera di Roma: la nuova produzione è affidata al talento visionario dell’australiano Simon Stone, che firma per la prima volta una regia d’opera in Italia; sul podio del Lirico capitolino sale il direttore musicale Michele Mariotti, a sua volta al debutto nel titolo. Sul palco, nei ruoli protagonisti, il basso canadese-americano John Relyea, Mefistofele, il tenore americano Joshua Guerrero come Faust e l’italiana Maria Agresta, soprano, nella doppia parte di Margherita / Elena.

Lo spettacolo, realizzato in coproduzione con il Teatro Real di Madrid, si avvale delle scene e dei costumi di Mel Page, e del disegno luci di James Farncombe. L’Orchestra e il Coro (istruito da Ciro Visco) sono quelli dell’Opera di Roma; con loro anche il Coro di Voci bianche del Teatro.

«Per l’inaugurazione abbiamo scelto Mefistofele – spiega il direttore musicale Michele Mariotti, alla sua seconda apertura di stagione dell’Opera di Roma – perché rispecchia perfettamente la nostra idea di teatro: un luogo che parla sia dell’uomo di oggi, fornendo gli strumenti per conoscere più a fondo la nostra realtà e per interpretarla, sia dell’uomo come archetipo, con i suoi valori psicologici atemporali e le sue pulsioni eterne, che si esplicano nel dualismo bene-male. Boito esalta proprio questo – ha poi osservato il maestro  – l’universalità dell’uomo che è in Faust e la sua implacabile tensione a superare i suoi limiti. L’opera coinvolge in modo totale tutti noi: è un meraviglioso viaggio verso l’utopia, un percorso che non passa attraverso la cancellazione del peccato, ma trova conforto nella sua profonda accettazione.»

«Per il teatro, inoltre, – conclude Mariotti – è una sfida ma anche una grande opportunità mettere in scena un capolavoro così imponente, che coinvolge tutte le forze interne e le masse artistiche. Sono poi particolarmente felice di lavorare nuovamente con Simon Stone dopo La traviata che abbiamo realizzato insieme a Parigi nel 2019».

Regista, drammaturgo e sceneggiatore australiano pluripremiato e tra i più ricercati della scena contemporanea, Simon Stone ha esordito come enfant terrible del teatro australiano; noto per il suo stile iperrealista e tagliente, nel corso della sua carriera come regista d’opera ha trasformato Violetta Valéry in un’influencer, ambientato la vicenda di Lucia di Lammermoor nel “Rust Belt” americano e raccontato l’amore di Tristano e Isotta tra i grattacieli di New York.

Nel debutto operistico italiano (per la prosa nel 2018 aveva già firmato una messinscena torinese delle Tre Sorelle di Cechov), Stone si confronta con il mito mefistofelico che un Arrigo Boito ventiseienne e ‘scapigliato’ trasse dal capolavoro di Johann Wolfgang von Goethe, trasformandolo in un dramma monumentale rappresentato per la prima volta nel 1868.

«Per comprendere quest’ opera – ha spiegato Simon Stone – bisogna ragionare sull’ idea di peccato e di purezza. Faust passa la vita a inseguire l’ ideale di purezza fino al momento di confrontarsi con la parte più corrotta di sé. È un viaggio nell’oscurità al termine del quale diventa chiaro che la vera conoscenza non può essere soltanto concettuale ma passa attraverso l’interazione, la condivisione e il confronto con gli altri.».

«Faust è un misantropo – prosegue il regista – un platonico, convinto che la conoscenza passi attraverso la mente. Solo quando comprare il diavolo la sua esistenza si contamina di sapori la trama acquista spessore. Boito e Goethe prima di lui non scrivono un racconto moraleggiante, non oscillano tra il bianco e il nero, ma individuano un’ipotesi di verità nel mezzo.» Mefistofele, dunque, come sfida dell’ uomo ai propri limiti, tra il satanico e il sublime, alla ricerca di un equilibrio tra i due estremi e, aggiunge Stone, di una ‘’seconda possibilità: tornando giovane Faust scopre che cosa sarebbe successo se avesse fatto scelte completamente diverse’’.

Protagonisti sul palco nei ruoli principali, John Relyea, Joshua Guerrero e Maria Agresta, che nelle repliche del 29 novembre e 3 dicembre si alterneranno rispettivamente con Jerzy Butryn, Anthony Ciaramitaro e Valeria Sepe. Completano il cast Sofia Koberidze (Marta / Pantalis), Marco Miglietta (Wagner), Leonardo Trinciarelli e Yoosang Yoon (Nereo).

Nella parte del titolo, il basso John Relyea, che ha già interpretato il diavolo nell’opera di Boito nella messa in scena di Alex Ollé del 2018. Apprezzato interprete di ruoli verdiani e wagneriani, Relyea possiede una certa dimestichezza con le figure demoniache: ha cantato Mefistofele nelle opere di Gounod e Berlioz e interpretato Nick Shadow del Rake’s Progress di Stravinskij. Nel 2022 è tornato sul palco della Metropolitan Opera House nei ruoli dell’Inquisitore in Don Carlos, di Boris Timofeyevich in Una Lady Macbeth del distretto di Mtsensk e di Sparafucile in Rigoletto. Faust è invece interpretato da Joshua Guerrero, anche lui al debutto conl’Opera di Roma: secondo premio al Concorso Operalia nel 2014, ha recentemente cantato su importanti palcoscenici europei (Wiener Staatsoper, Bayerische Staatsoper di Monaco) e internazionali (Lyric Opera Chicago, Santa Fe Opera). Nel doppio ruolo di Margherita ed Elena canta il soprano Maria Agresta: vincitrice del Premio Abbiati 2014, nella scorsa stagione dell’Opera di Roma ha interpretato Giorgetta nel Tabarro di Puccini.

(Photocredit: Fabrizio Sansoni/Teatro dell’ Opera di Roma)

In Evidenza

L’inaugurazione è trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai5 alle 21.15 e in diretta su Radio3 Rai alle 18.00.
‘Mefistofele’ di Boito inaugura la Stagione 2023/24 dell’Opera di Roma, dirige Mariotti, la regia è di Simon Stone

Altre informazioni di interesse

Mefistofele è un’opera in un prologo, quattro atti e un epilogo composta da Arrigo Boito, che ne elaborò il libretto partendo dal Faust di Goethe.

Con questo lavoro, il ventiseienne scapigliato si proponeva di rinnovare la formula del melodramma, ma la sua prima versione, andata in scena al Teatro alla Scala nel 1868, si risolse in un fiasco clamoroso. L’opera fu quindi rielaborata e ridotta ulteriormente, e ripresentata al Teatro Comunale di Bologna nel 1875.

A Roma, la prima rappresentazione avvenne al Teatro Costanzi il 29 ottobre 1887, mentre l’ultimo allestimento a cura della Fondazione Capitolina risale al marzo 2010, con la regia di Filippo Crivelli e la direzione di Renato Palumbo.

Interpreti

Direttore Michele Mariotti
Regia Simon Stone

Maestro del Coro Ciro Visco
Scene e costumi Mel Page
Luci James Farncombe

Personaggi e interpreti principali
Mefistofele John Relyea /
Jerzy Butryn 29.11., 3.12.
Faust Joshua Guerrero /
Anthony Ciaramitaro 29.11., 3.12.
Margherita / Elena Maria Agresta /
Valeria Sepe 29.11., 3.12.
Marta / Pantalis Sofia Koberidze
Wagner Marco Miglietta
Nereo Leonardo Trinciarelli /
Yoosang Yoon 29.11., 3.12.

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

con la partecipazione del Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma
in coproduzione con Teatro Real di Madrid

Programma

Mefistofele  Musica di Arrigo Boito

Opera in un prologo, quattro atti e un epilogo
Libretto di Arrigo Boito dal Faust di Goethe

Prima rappresentazione assoluta:
Teatro alla Scala di Milano, 5 marzo 1868

Repliche

27 novembre 2023 ore 18 ‘prima’
repliche 29 e 30 novembre ore 20 | 02 dicembre ore 18 | 03 dicembre ore 16.30 | 05 dicembre ore 20
(anteprima giovani 25 novembre ore 18)

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