Concertisti Classica
Le Vie dell’Amicizia, Riccardo Muti dirige nei santuari di Lourdes e Loreto
Il Maestro Muti guiderà la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e un coro di artisti italiani e ucraini
Le Vie dell’Amicizia, il progetto che Ravenna Festival e Riccardo Muti portano da 25 anni nei luoghi simbolo della storia antica e contemporanea, quest’anno accende la sua scintilla di musica e speranza nei santuari mariani di Lourdes e di Loreto.

Dopo il primo storico concerto del 1997 nella martoriata Sarajevo e le significative tappe in tutto il mondo, da Gerusalemme a New York, da Tokyo a Teheran, ma anche a Beirut, Mosca, Damasco, Nairobi, Redipuglia, Il Cairo, Erevan, e nel 2018 a Kiev davanti alla Cattedrale di Santa Sofia, quest’anno i luoghi scelti sono due città profondamente legate al culto di Maria: Lourdes, l’11 luglio e Loreto il 14 luglio. E nel culto della Madonna trova ragione anche una dedica a Mariupol – la “città di Maria”, dedica che si estende idealmente alle vittime di tutte le guerre (oltre 160 in corso nel mondo, secondo il censimento dell’Università di Uppsala).

La Madonna come simbolo di tutte le madri, ricordando Pier Paolo Pasolini – a cui è dedicata la XXXIII edizione del Ravenna Festival – che nella “Supplica a mia madre” scriveva “ Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore, ciò che è stato sempre, prima di ogni altro amore”.

Nei due luoghi di devozione mariana, Lourdes e Loreto, Riccardo Muti dirigerà la sua Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” e un coro di artisti italiani e ucraini in un ricco programma che prevede il Magnificat di Vivaldi, l’Ave Verum Corpus di Mozart, lo Stabat Mater di Verdi, un salmo ortodosso, canti in basco e in occitano.

“Venticinque anni fa rispondemmo alla chiamata di Sarajevo, città martire dilaniata da una guerra fratricida – ricorda Riccardo Muti – Quel concerto è stato il primo dei ponti di fratellanza che abbiamo costruito, un pellegrinaggio che negli anni ha raggiunto città come Gerusalemme, Beirut, Mosca, Damasco, El Djem, New York subito dopo l’11 settembre, Nairobi, Redipuglia, Teheran, Kiev, Erevan…senza dimenticare il Concerto delle fraternità in cui si levò anche la voce del Dalai Lama. Oggi la pandemia ci ha reso forse ancor più consapevoli della nostra fragilità, dell’universalità dell’esperienza del dolore. Ma la sofferenza – sottolinea ancora il Maestro – non è il solo linguaggio che non conosce confini. Mentre divampa un nuovo, lacerante conflitto, è la musica, capace di superare tutte le diversità di cultura, lingua, religione, a farsi ambasciatrice del nostro messaggio di pace e solidarietà. Per suggellare i concerti nei santuari dove da secoli accorre un’umanità ferita in cerca di conforto, ho scelto l’Ave verum corpus di Mozart, in cui risuona il dolore del mondo ma anche tutta la speranza di cui l’Uomo è capace.”

*

(Riccardo Muti, photocredit Marco Borrelli, courtesy of riccardomutimusic – in basso, il Santuario di Loreto)  

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Fondato nel 1990, il Ravenna Festival si caratterizza per la programmazione. . .

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Fonte: Ravenna Festival

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