Articolo

Le origini dei conservatori in Italia: da istituti di carità a scuole di musica

Napoli, Venezia, Palermo: le radici storiche dei conservatori italiani tra carità, musica e riforma

Il termine “conservatorio” ha un’origine che pochi oggi ricordano. Prima di designare un’istituzione di alta formazione musicale, indicava un luogo dove si conservavano — ovvero si accudivano — bambini orfani, abbandonati o indigenti. La pratica di educare a un mestiere, e tra questi la musica, si diffuse tra il XIV e il XV secolo presso istituti di ospitalità e cura noti come asili, ospizi, ospedali o orfanotrofi. Fu tuttavia la città di Napoli a legare in modo indissolubile questo nome all’insegnamento della musica.

Napoli: quattro istituti, una vocazione

Nel corso del Cinquecento sorgono a Napoli quattro istituti assistenziali destinati a trasformarsi nelle più importanti scuole musicali d’Europa: Santa Maria di Loreto (1535), Sant’Onofrio a Porta Capuana (1578), la Pietà dei Turchini (1573, così chiamata dal colore azzurro della divisa degli allievi) e i Poveri di Gesù Cristo (1589). Nell’istituto di quest’ultimo, già nel 1633 erano registrati i nomi di un magister musicae e di un magister lyrae, e la biblioteca era fornita di libri di mottetti e madrigali; l’istituto possedeva inoltre violini, tromboni e cornetti.

È in questi luoghi che tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento si consolidò e sviluppò la celeberrima scuola musicale napoletana. Tra i maestri che vi insegnarono si ricordano Alessandro Scarlatti, Nicola Antonio Porpora e Niccolò Jommelli; tra gli allievi più illustri, Giovanni Battista Pergolesi e Domenico Cimarosa. Non tutti e quattro gli istituti sopravvissero a lungo: i Poveri di Gesù Cristo furono sciolti già nel 1743, travolti dal malgoverno e dalla disonestà del proprio rettore, responsabile persino dell’assassinio di un giovane ospite. I ragazzi rimasti furono distribuiti tra le altre tre scuole. Nel 1807 la Pietà dei Turchini ingloba le istituzioni sorelle e diventa il Real Collegio di Musica: è l’attuale Conservatorio di San Pietro a Majella, tra i più antichi d’Italia ancora in attività.

Palermo: dal viceré De Castro allo Scarlatti

Il conservatorio di Palermo fu fondato dal viceré De Castro nel 1617; l’insegnamento della musica vi fu introdotto molti decenni dopo, con lezioni di canto corale e di violino. L’istituto attraversò fasi difficili nella prima metà dell’Ottocento, quando molti giovani fuggivano per sottrarsi alla leva nell’esercito borbonico. Verso la metà del secolo la scuola riprese slancio grazie alla direzione del maestro Pietro Raimondi. Diventato statale dopo l’Unità d’Italia, è oggi il Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo.

Venezia: le “figlie di coro” degli Ospedali

Il caso veneziano è distinto per struttura e protagonisti. La Serenissima ospita quattro grandi istituti assistenziali — gli Ospedali degli Incurabili, dei Mendicanti, dell’Ospedaletto e della Pietà — dedicati all’accoglienza di fanciulle orfane. Le ragazze destinate alla musica, le cosiddette figlie di coro, ricevevano una formazione completa che comprendeva canto, strumento, solfeggio e composizione; non potevano esibirsi in teatro ma si esibivano regolarmente nelle chiese annesse agli istituti, spesso celate da una grata. Le loro esecuzioni diventano nel Settecento una delle attrazioni più celebrate del Grand Tour europeo. Tra i maestri operanti negli ospedali veneziani si ricorda Baldassarre Galuppi; ma è soprattutto la Pietà a raggiungere fama europea, grazie alla presenza di Antonio Vivaldi che vi prestò servizio per quasi quarant’anni come maestro di violino, compositore e direttore.

In alto la foto della sala concerti del Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. Erede dei quattro antichi istituti napoletani fondati tra il Cinquecento e il Seicento, è oggi uno dei più antichi conservatori d’Italia ancora in attività.

Consulta l’elenco completo dei conservatori pubblici italiani per regione.

ConservatorioCittàSito
Abruzzo
“Alfredo Casella”L’Aquilaconsaq.it
“Luisa d’Annunzio”Pescaraconservatoriopescara.it
“Gaetano Braga”Teramoistitutobraga.it
Basilicata
“Gesualdo da Venosa”Potenzaconservatoriopotenza.it
“Egidio Romualdo Duni”Materaconservatoriomatera.it
Calabria
“Stanislao Giacomantonio”Cosenzaconservatoriocosenza.it
“Pyotr Ilyich Tchaikovsky”Nocera Terinese (CZ)conscz.it
“Francesco Cilea”Reggio Calabriaconservatoriocilea.it
“Fausto Torrefranca”Vibo Valentiaconsvv.it
Campania
“San Pietro a Majella”Napolisanpietroamajella.it
“Domenico Cimarosa”Avellinoconservatoriocimarosa.org
“Nicola Sala”Beneventoconservatorio.bn.it
“Giuseppe Martucci”Salernoconsalerno.it
Emilia-Romagna
“Giovan Battista Martini”Bolognaconsbo.it
“Bruno Maderna – Giovanni Lettimi”Cesena / Riminimadernalettimi.it
“Girolamo Frescobaldi”Ferraraconservatorioferrara.it
“Orazio Vecchi – Antonio Tonelli”Modena / Carpivecchitonelli.it
“Arrigo Boito”Parmaconservatorio.pr.it
“Giuseppe Nicolini”Piacenzaconservatorionicolini.com
“Giuseppe Verdi”Ravennaverdiravenna.it
“Achille Peri – Claudio Merulo”Reggio Emilia / Castelnovo né Montiperi-merulo.it
Friuli-Venezia Giulia
“Giuseppe Tartini”Triesteconts.it
“Jacopo Tomadini”Udineconservatorio.udine.it
Lazio
“Santa Cecilia”Romaconservatoriosantacecilia.it
“Licinio Refice”Frosinoneconservatorio-frosinone.it
“Ottorino Respighi”Latinaconslatina.it
Liguria
“Nicolò Paganini”Genovaconspaganini.it
“Giacomo Puccini”La Speziaconssp.it
Lombardia
“Giuseppe Verdi”Milanoconsmilano.it
Politecnico delle Arti “Donizetti – Carrara” (sez. musicale)Bergamoconsbg.it
“Luca Marenzio”Brescia / Darfo Boario Termeconsbs.it
“Giuseppe Verdi”Comoconservatoriocomo.it
“Claudio Monteverdi”Cremonaconscremona.it
“Giacomo Puccini”Gallarate (VA)issmpuccinigallarate.it
“Lucio Campiani”Mantovaconservatoriomantova.com
“Franco Vittadini”Paviaconspv.it
Marche
“Giovambattista Pergolesi”Fermoconservatorio.net
“Gioachino Rossini”Pesaroconservatoriorossini.it
Molise
“Lorenzo Perosi”Campobassoconservatorioperosi.it
Piemonte
“Giuseppe Verdi”Torinoconservatoriotorino.eu
“Antonio Vivaldi”Alessandriaconservatoriovivaldi.it
“Giorgio Federico Ghedini”Cuneoconservatoriocuneo.it
“Guido Cantelli”Novaraconsno.it
Puglia
“Niccolò Piccinni”Bariconsba.it
“Umberto Giordano”Foggia / Rodi Garganicoconservatoriofoggia.it
“Tito Schipa”Lecce / Ceglie Messapicaconservatoriolecce.it
“Nino Rota”Monopoli (BA)conservatoriodimonopoli.org
“Giovanni Paisiello”Tarantopaisiello.it
Sardegna
“Pierluigi da Palestrina”Cagliariconservatoriocagliari.it
“Luigi Canepa”Sassariconservatorio.sassari.it
Sicilia
“Alessandro Scarlatti”Palermoconservatoriopalermo.it
“Vincenzo Bellini”Caltanissettaissmbellini.cl.it
“Vincenzo Bellini”Cataniaistitutobellini.it
“Arcangelo Corelli”Messinaconsme.it
“Arturo Toscanini”Ribera (AG)istitutotoscanini.it
“Antonio Scontrino”Trapaniconstp.it
Toscana
“Luigi Cherubini”Firenzeconsfi.it
“Pietro Mascagni”Livornoconsli.it
“Luigi Boccherini”Luccaboccherini.it
“Rinaldo Franci”Sienaconservatoriosiena.it
Trentino-Alto Adige / Südtirol
“Francesco Antonio Bonporti”Trento / Riva del Gardaconservatorio.tn.it
“Claudio Monteverdi”Bolzano / Bozencons.bz.it
Umbria
“Francesco Morlacchi”Perugiaconservatorioperugia.it
“Giulio Briccialdi”Ternibriccialditerni.it
Valle d’Aosta / Vallée d’Aoste
Conservatoire de la Vallée d’AosteAostaconsaosta.it
Veneto
“Benedetto Marcello”Veneziaconservatoriovenezia.eu
“Antonio Buzzolla”Adria (RO)conservatorioadria.it
“Agostino Steffani”Castelfranco Veneto (TV)conscfv.it
“Cesare Pollini”Padovaconservatoriopollini.it
“Francesco Venezze”Rovigoconservatoriorovigo.it
“Evaristo Felice Dall’Abaco”Veronaconservatorioverona.it
“Arrigo Pedrollo”Vicenzaconsvi.it
Fonte: Ministero dell’Università e della Ricerca – mur.gov.it · Aggiornamento: dicembre 2024

L’eredità: 72 conservatori pubblici oggi

A partire dal Settecento questi istituti acquisirono sempre maggiore importanza sul piano dell’educazione musicale, perdendo la loro caratteristica assistenziale ed espandendo l’insegnamento dal canto alla teoria, alla composizione, ai vari strumenti e all’arte drammatica. Con le riforme napoleoniche e poi con i processi di statizzazione successivi all’Unità d’Italia, quel modello si istituzionalizzò e si diffuse in tutta la Penisola. Oggi i conservatori pubblici italiani sono 72, presenti in ogni regione, riconosciuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca come istituzioni AFAM, con titoli equiparati a quelli universitari.

Nella foto la chiesa annessa all’antico Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo di Napoli, fondato nel 1589. Dei quattro istituti napoletani fu quello dalla vita più tormentata: sciolto nel 1743 a seguito del malgoverno del rettore, responsabile anche dell’assassinio di un giovane ospite, i suoi allievi furono affidati alle scuole sorelle che nel 1807 confluirono nell’attuale Conservatorio di San Pietro a Majella.

Per Saperne di Più

Ti potrebbe interessare