Il balletto si basa sul poema in versi
The Corsair di
Lord Byron, pubblicato nel
1814, un’opera parzialmente autobiografica di straordinario successo, che mandò subito esaurita la prima tiratura di 10.000 copie. Popolarissimo per tutto l’Ottocento, il poema ispirò – oltre a diversi balletti e pantomime – anche
Il Corsaro, melodramma di
Verdi (1848).
Il Corsaro ha una storia piuttosto complessa: il corpus del balletto ha attraversato un arco temporale molto esteso passando tra le mani di numerosi coreografi e compositori che hanno aggiunto, modificato e inventato. Nel
1826 a Milano e nel
1837 a Londra si affacciano sulla scena due prime versioni, rispettivamente
Il Corsaro di
Giovanni Galzerani e
The Corsair di
Ferdinand Albert, nelle quali si narrano le vicende avventurose della schiava Medora e del corsaro Conrad. La versione di riferimento, madre di tutte le altre, è da considerarsi quella creata a
Parigi nel
1856, con le coreografie di
Joseph Mazilier e le musiche di
Adolphe Adam, grande successo delle scene teatrali del Secondo Impero, in cui brillava il talento della ballerina italiana
Carolina Rosati nel ruolo di Medora. Due anni dopo viene rimontata, con aggiunte e modifiche, a
San Pietroburgo da
Jules Perrot, maestro di ballo presso i Teatri Imperiali, con il supporto di
Marius Petipa, allora primo ballerino. Petipa, con il passare del tempo e con l’avanzamento della sua carriera, ne cura una nuova versione nel
1863 – aggiunge delle danze sulle note di
Cesare Pugni, compositore del Balletto Imperiale – che nel
1899 si trasforma in una più completa con un nuovo pas de deux su musica di
Riccardo Drigo. Nel Novecento, esattamente nel
1931, il balletto è ripreso da
Agrippina Vaganova, ma senza successo. Nel
1955 Pyotr Gusev ne propone una versione più snella e nel
1973 Konstantin Sergeyev realizza un nuovo allestimento per il Balletto del Kirov. Nel
1987 nasce una nuova versione
Gusev-Slonimsky per il Balletto del Teatro Mariinskij. Nel
1998 approda negli Stati Uniti e nel
2007 in Europa.