Concerto
Roma

Lang Lang in recital all’Accademia di Santa Cecilia

Mozart, Beethoven e il colore iberico di Albéniz e Granados nel recital del pianista cinese più celebre al mondo
Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Stagione 2025–26 | Musica da Camera

Lunedì 25 maggio 2026, la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospita il ritorno a Roma di Lang Lang. Il pianista cinese, tra i più celebri e seguiti della sua generazione, torna all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dopo poco più di due anni, nell’ambito della Stagione 2025–26 di Musica da Camera. La serata è trasmessa in diretta da Rai Radio 3.

Il programma si apre nel segno di Wolfgang Amadeus Mozart, con il Rondò in re maggiore K 485, pagina di brillante e concentrata eleganza che il compositore salisburghese scrisse come pezzo autonomo nel 1786. Al Mozart succede Ludwig van Beethoven con la Sonata n. 8 in do minore op. 13, nota come Grande Sonata Patetica: composta nel 1798–99, è tra le opere pianistiche beethoveniane più note al grande pubblico per l’intensità espressiva e la forza drammatica dei suoi tre movimenti. La seconda sonata in programma di Beethoven è la Sonata n. 31 in la bemolle maggiore op. 110, la penultima del catalogo: scritta nel 1821, appartiene al periodo tardo e si distingue per la profondità introspettiva e la complessità contrappuntistica, in particolare nell’Arioso dolente e nella fuga conclusiva. La presenza di Beethoven nel programma acquisisce un rilievo ulteriore in ragione del bicentenario della morte del compositore, che ricorre nel 2027.

La seconda parte del recital volge verso il paesaggio musicale iberico. Isaac Albéniz è rappresentato da una selezione dalla Suite española op. 47: sei dei suoi otto brani — Granada, Cataluña, Sevilla, Cádiz, Asturias e Cuba — ognuno dei quali evoca con immediatezza una regione o una città della penisola iberica attraverso ritmi, melodie e colori propri delle tradizioni locali. A seguire, Enrique Granados con Quejas, o La Maja y El Ruiseñor, il quarto brano dei Goyescas op. 11: composizione ispirata ai dipinti di Francisco Goya, tra le più poetiche della letteratura pianistica spagnola del primo Novecento. Il programma si chiude con due pagine di Franz Liszt: la Consolation n. 2 in mi maggiore, soffusa e meditativa, e la Tarantella da Venezia e Napoli, con la quale il concerto si conclude nel segno della virtuosità e del fuoco ritmico.

Il programma disegna un arco coerente tra due poli della tradizione pianistica europea: la forma e l’architettura della scuola austro-tedesca — Mozart e Beethoven — e il colore, il ritmo, la suggestione evocativa della musica iberico-mediterranea di Albéniz, Granados e Liszt. È una scelta che rispecchia la duplice vocazione artistica di Lang Lang: pianista di formazione accademica rigorosa e interprete capace di comunicare immediatezza e varietà di atmosfere a un pubblico di grande ampiezza.

Lang Lang in recital all’Accademia di Santa Cecilia

Interpreti

Lang Lang, pianoforte

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart – Rondò in re maggiore K 485
Ludwig van Beethoven – Sonata n. 8 in do minore op. 13 «Grande Sonata Patetica»
Ludwig van Beethoven – Sonata n. 31 in la bemolle maggiore op. 110
Isaac Albéniz – Suite española op. 47 (selezione: n. 1 Granada, n. 2 Cataluña, n. 3 Sevilla, n. 4 Cádiz, n. 5 Asturias, n. 8 Cuba)
Enrique GranadosGoyescas op. 11: Quejas, o La Maja y El Ruiseñor
Franz Liszt – Consolation n. 2 in mi maggiore
Franz LisztVenezia e Napoli: III. Tarantella

Chi organizza

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