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La straordinaria storia di un antico violino – lo Stradivari ‘Molitor’
Il violino è uno strumento affascinante e ricco di segreti che si celano non solo nei loro legni, nella cassa armonica e nelle parti che lo compongono o nelle mani esperte dei liutai che con dedizione e talento li hanno costruiti. Il violino affascina e ispira i musicisti quando guidano l’arco sulle corde, ma anche il pubblico, incantato dal magico suono del violino.

Tra i violini più pregiati al mondo ci sono quelli costruiti dai celeberrimi liutai cremonesi Antonio Stradivari (Cremona 1644 – 1737) e Giuseppe Guarneri del Gesù (Cremona 1698 – 1744).

Alcuni di essi hanno una storia incredibile, come lo Stradivari ‘Molitor’

Appartenuto (probabilmente) a Napoleone, passato alla più bella ‘femme de lettres’ di Francia, deve il suo nome ad un generale. Custodito per trent’anni sotto il letto di un violinista dilettante in Irlanda del Nord, ha risuonato nelle sale da concerto americane nelle mani di tre diversi violinisti, e la sua voce è custodita in numerosi dischi. Battuto all’asta nel 2010, ha raggiunto la somma record di 2.7 milioni di euro, allora la cifra più alta mai pagata per uno strumento musicale. Creato da Antonio Stradivari oltre 300 anni fa, ha attraversato due volte l’oceano, e si trova ora in Russia, nell’imponente collezione di un influente filantropo e personaggio pubblico.

Lo Stradivari Molitor è un antico violino realizzato da Antonio Stradivari nel 1697, all’inizio del cosiddetto ‘periodo d’oro’ del maestro cremonese. Reca l’etichetta “Antonius Stradivarius Cremonensis / Faciebat Anno 1697”.

Venduto all’asta nel 2010 ha raggiunto la cifra sbalorditiva di 2 milioni settecentomila euro. Ad acquistarlo, la violinista americana Anne Akiko Meyers, soggiogata dal fascino della strumento: “È stato amore alla prima nota”, dichiarò la musicista. “La sua potenza, sensibilità e gamma di colori sono straordinari.”

Si tratta di uno strumento che ha una storia particolarmente affascinante, a tratti romanzesca:

Il prezioso violino sembra sia appartenuto addirittura a Napoleone Bonaparte, ma non si conoscono dettagli. Successivamente lo si trova tra i beni della celebre e bellissima ‘femme de lettres’ Juliette Récamier (famoso il dipinto di David che la raffigura, oggi al Louvre). Il suo salotto parigino, noto in tutta Europa, era frequentato dalle maggiori celebrità del mondo politico, letterario e artistico. Madame Recamier (1777 – 1849) possedeva anche un altro pregiato Stradivari del 1727, ed entrambi gli strumenti nel 1804 passarono al conte Gabriel Jean Joseph Molitor, generale dell’esercito napoleonico, poi Maresciallo di Francia (1823) e probabile dilettante di musica. Dopo la sua morte nel 1849 i violini rimasero nella sua famiglia per quasi settant’anni, fino alla prima guerra mondiale. 

Lo Stradivari del 1697, che dal generale prese il nome, passò attraverso le mani dei celebri mercanti parigini Caressa & Français prima e Charles Enel poi, e nel 1929 venne acquisito dal Curtis Institute of Music di Filadelfia. Rimase nella collezione dell’Istituto –  che ne consentiva l’utilizzo agli allievi più promettenti – fino al 1936, e a questo periodo risale la marchiatura ‘Curtis Phila.’ sulla nervatura inferiore.

Altri passaggi di proprietà riportarono il violino cremonese in Europa, dapprima in Inghilterra, dove entrò a fare parte della preziosa raccolta di Robert A. Bower, nel Somerset. Bower, tra i maggiori conoscitori e collezionisti della sua epoca, possedette più di venti Stradivari, tra cui gli strumenti chiamati  La Pucelle del 1709 e The Lady Blunt del 1721 (v. oltre).

Nel 1957 lo strumento approdò in Irlanda del Nord –  venne infatti acquistato per una cifra di cui non si conosce l’entità, dai fratelli William e Muriel Anderson, animatori culturali e musicisti dilettanti di buon livello residenti nell’antica città irlandese di Derry (Londonderry). Rimase di loro proprietà per una trentina d’anni, e sappiamo che Muriel lo suonava nei concerti organizzati con l’Orchestra della locale Cattedrale e successivamente con la  Londonderry Amateur Operatic Society. Quando non era utilizzato in concerto, il prezioso violino veniva custodito nel luogo che William Anderson incredibilmente considerava il nascondiglio più sicuro, sotto il letto della loro abitazione in Aberfoyle Terrace, fortunatamente risparmiata dai danneggiamenti del conflitto nordirlandese.

Alla morte del fratello nel 1988, in accordo con le sue volontà, Muriel Anderson con grande generosità donò lo Stradivari alla Croce Rossa, che attraverso la vendita all’asta tramite Christie’s, poté incamerare la notevole somma di 195.000 £.

Il violino tornò a far udire la sua straordinaria voce nelle grandi sale da concerto e negli studi di registrazione: ad acquistarlo all’asta londinese era stato infatti il musicista americano Elmar Oliveira (* 1950)  unico violinista statunitense ad essere insignito del Primo Premio al prestigioso Concorso Čiaikovskij di Mosca (1978, ex aequo con Ilya Grubert). Nel corso della sua prestigiosa carriera, Oliveira ha suonato e inciso con il ‘Molitor’ fino al 1994, quando decise di scambiare lo strumento con il violino Guarneri del Gesù di proprietà del collega Albert Stern.

Albert Stern (*1936) ha a sua volta inciso due album con lo Stradivari (‘The Road to Love, con la London City Symphony, registrato nei celebri Abbey Road Studios, e ‘The Road to Love II: Classic Embrace’ con brani da Bach a Čiaikovskij),  prima di cedere lo all’asta nel 2010.

Venduto dalla casa d’aste Tarisio, specializzata in strumenti ad arco e basata interamente su aste online, totalizzò la cifra record di 3,6 milioni di dollari, il prezzo d’asta più alto mai pagato per uno strumento musicale fino alla vendita del ‘Lady Blunt’ (ancora uno Stradivari) nel 2011.

L’acquirente, la violinista americana Anne Akiko Meyers ha suonato il ‘Molitor’ per la prima volta in pubblico nell’ottobre 2010 in un concerto con la Pasadena Symphony Orchestra.

Anne Akiko Meyers dal 2012 suona un altro prezioso violino, l’Ex-Vieuxtemps Guarneri del Gesù, datato 1741, mentre il ‘Molitor’ si trova ora in Russia, nella più vasta collezione privata di strumenti musicali del paese, quella del filantropo, personaggio pubblico e collezionista Maxim Viktorov, che lo ha acquistato nel 2014.

Dopo oltre tre secoli, lo strumento creato dall’arte di Antonio Stradivari prosegue il suo cammino nella storia. 

Le immagini di Anne Akiko Meyers sono realizzate da DAVID ZENTZ e MOLINA VISUALS

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