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“La Bohème” di Giacomo Puccini
Una delle opere più rappresentate al mondo
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“La Bohème” di Giacomo Puccini, è una pietra miliare nel repertorio operistico mondiale. Quest’opera, debutta a Torino nel 1896 sotto la direzione di Arturo Toscanini.

Basata sul romanzo “Scènes de la vie de Bohème” (Scene della vita bohémien) di Henri Murger, “La Bohème” è ambientata nella Parigi degli anni 1830, nel Quartiere Latino, eccezion fatta per il terzo atto, che si svolge nella periferia della città. Il Quartiere Latino, all’epoca, era un rifugio per artisti, musicisti e giovani senza famiglia, noto per gli alloggi economici, e per l’ampia presenza di divertimenti e prostituzione.

L’opera si apre senza ouverture, facendoci immergere direttamente nel dramma del primo atto, nella vigilia di Natale nel Quartiere Latino. Rodolfo, poeta, e Marcello, pittore, condividono un appartamento in un sottotetto. Il freddo è insopportabile e, non avendo soldi per la legna da ardere, decidono di bruciare il manoscritto del nuovo romanzo di Rodolfo. Arrivano Colline, filosofo, e Schaunard, musicista, che porta cibo, vino e legna. La serata prende una svolta inaspettata con l’arrivo di Mimì, la vicina, che chiede a Rodolfo di accendere la sua candela. Da qui inizia una delle storie d’amore più famose della letteratura operistica.

Musicalmente, l’opera è un esempio squisito del talento di Puccini per le melodie orecchiabili e la ricca orchestrazione. Brani come:

Primo Atto: La famosa aria di Rodolfo “Che Gelida Manina” e “Mi Chiamano Mimi” di Mimì.

Secondo Atto: L’aria di Musetta “Quando me n’vo

Terzo Atto: La commovente aria di Mimì “Donde lieta usci

Quarto Atto: Il duetto “Oh Mimì tu più non torni” e il finale straziante sono diventati standard dell’opera.

Giacomo Puccini aveva scritto il suo primo vero successo, “Manon Lescaut“, tre anni prima, ma con “La Bohème” davvero colse nel segno. Il pubblico ne fu sopraffatto e, sebbene i critici all’inizio non fossero del tutto entusiasti, ben presto dovettero cambiare opinione, poiché il successo continuò, e continua ancora oggi.

C’è dell’altro

I librettisti, Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, che scrissero anche la seconda e terza opera di Puccini, “Tosca” e “Madame Butterfly”, ebbero delle difficoltà con il testo. Il romanzo è più simile a una raccolta di racconti brevi con molti personaggi, del resto la morte di Mimì non è la trama principale. Infatti avevano in mente un quinto atto, da collocare tra il secondo e il terzo, che avrebbe spiegato il commento di Rodolfo su un Visconte che corteggia Mimì. Ma Puccini non lo incluse!

Altre informazioni

Nell’immagine: Adolf Hohenstein, bozzetto della prima rappresentazione de La bohème (quadro II), 1896

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A poche settimane dal 2024, anno in cui. . .

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