
Festival Classica
Festival di Trieste – Il Faro della Musica 2026 | IV edizione

Un violino straordinario, creato dal celebre liutaio Giuseppe Guarneri del Gesù nel 1731, è stato venduto all’asta negli Stati Uniti per la cifra record di 9,44 milioni di dollari. Al momento della vendita, nel 2023, era il terzo violino più costoso mai aggiudicato all’asta; dopo la vendita dello Stradivari “Joachim-Ma” per 11,25 milioni di dollari nel 2025, occupa oggi il quarto posto. Resta invece il Guarneri del Gesù più costoso mai venduto all’asta.
Conosciuto come Guarneri “Baltic”, lo strumento è stato venduto da Tarisio a New York il 16 marzo 2023. Il prezzo di 9,44 milioni di dollari ha raggiunto quasi il triplo del precedente record d’asta per un Guarneri. Il “Baltic” proveniva dalla collezione di Sau-Wing Lam (1923-1988), imprenditore sino-americano, musicista e collezionista, noto anche per il sostegno offerto ai giovani musicisti.
Carlos Tomé, direttore e responsabile delle vendite di Tarisio, ha dichiarato: “Vendere questo straordinario violino per quasi il triplo del precedente record d’asta per un Guarneri dimostra la forte domanda globale per strumenti musicali rari e storici. Siamo lieti di essere stati incaricati della vendita del ‘Baltic’ e di celebrare l’eredità di Sau-Wing Lam, uno dei grandi benefattori e collezionisti nel campo della musica classica.”
Il “Baltic” figurò inoltre tra i 25 strumenti selezionati per la grande mostra del 1994 dedicata a Guarneri del Gesù presso il Metropolitan Museum of Art di New York. Il catalogo individuava nel modello del “Baltic” un punto di svolta nello sviluppo del liutaio e lo definiva “il primo frutto di nuove idee, annunciando una nuova fase nella carriera di del Gesù”.
Se si considerano anche le vendite private, il Guarneri più costoso resta il “Vieuxtemps” del 1741, venduto nel 2012 per una cifra non resa pubblica ma indicata dalle fonti in oltre 16 milioni di dollari. L’acquirente, rimasto anonimo, ha concesso lo strumento in uso esclusivo a vita alla violinista americana Anne Akiko Meyers.
Un altro celebre strumento di Guarneri del Gesù è il “Hart, Kreisler” del 1741 circa, appartenuto a Fritz Kreisler dal 1904 al 1917. Non va confuso con il Guarneri “Kreisler” del 1733, anch’esso appartenuto al violinista e da lui donato nel 1952 alla Library of Congress di Washington, dove è tuttora conservato.
Il nome “Baltic” deriva dalla famiglia Giese dell’area baltica, alla quale lo strumento appartenne prima che la sua storia fosse ricostruita con maggiore continuità nel corso del Novecento. Gli archivi documentano successivi passaggi tra commercianti, collezionisti e musicisti, fra i quali Philipp Hammig, Walter Sochaczewski, E. Clem Wilson, Philip Farrar, Dorotha Powers Percival e Irving Levick.
Nel 1971 Irving Levick vendette il “Baltic” al collezionista californiano George Gade. Alcuni anni più tardi lo strumento fu acquistato dal violinista canadese Steven Staryk, che lo utilizzò in concerto e in diverse registrazioni. Nel 1979 passò a Sau-Wing Lam e rimase nella sua collezione fino alla morte del proprietario, nel 1988.
Nel 1994 il violino fu esposto al Metropolitan Museum of Art di New York nella mostra dedicata ai capolavori di Guarneri del Gesù. Tornò al Metropolitan nel 2012 per The Sau-Wing Lam Collection of Rare Italian Stringed Instruments, esposizione aperta dal 18 dicembre 2012 al 30 giugno 2013, nella quale furono presentati nove violini e una viola della collezione Lam.
Il “Baltic” presenta un fondo in un unico pezzo di acero tagliato radialmente, attraversato da un’ampia marezzatura. La tavola armonica è formata da due pezzi di abete, con venatura più stretta al centro e progressivamente più larga verso i bordi. Le fasce sono realizzate in acero simile a quello del fondo, mentre il riccio è in acero dalla marezzatura più discreta.
La vernice presenta una tonalità rosso-bruna su fondo dorato e lo strumento è giunto fino a noi in uno stato di conservazione particolarmente buono. Anche il riccio riveste interesse nella storia della produzione di del Gesù: gli studi specialistici riconoscono in quello del “Baltic” la lavorazione caratteristica del liutaio, precedente al periodo nel quale il padre Giuseppe Guarneri filius Andreae sembra aver realizzato alcuni ricci per gli strumenti del figlio.
Il “Baltic” appartiene infatti a una fase precisa della produzione di Guarneri del Gesù. Intorno al 1731 il liutaio modificò le proporzioni dei suoi violini, ridusse la lunghezza del corpo e introdusse nuove soluzioni nella forma delle effe. Il modello del “Baltic”, secondo gli studi pubblicati in occasione della mostra del 1994, segna uno dei passaggi riconoscibili verso gli strumenti della sua piena maturità.
Nella foto, la violinista Lisa Batiashvili con il Guarneri del Gesù “Baltic”, venduto da Tarisio a New York nel marzo 2023 per 9,44 milioni di dollari.
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