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Il trionfo del tempo e del disinganno di Händel, mai rappresentato a Venezia, va in scena al Teatro Malibran
Sul podio Andrea Marcon, la messinscena é dell’artista giapponese Saburo Teshigawara

Fondazione Teatro La Fenice Presenta

“ Stagione Lirica e di Balletto 2022/23 ”
Sarà il Teatro Malibran ad accogliere l’esordio veneziano de Il trionfo del tempo e del disinganno di Georg Friedrich Händel, proposto nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2022-2023 del Teatro La Fenice.

L’opera é presentata in un nuovo allestimento, realizzato con il sostegno dell’Agency for Cultural Affairs, Government of Japan attraverso il Japan Arts Council: a guidare l’esecuzione musicale sarà Andrea Marcon, riconosciuto specialista del repertorio, mentre la regia, le scene, i costumi, il light design e la coreografia saranno curati dall’acclamato artista giapponese Saburo Teshigawara.

Protagonisti sul palco saranno Silvia Frigato (Bellezza), Giuseppina Bridelli (Piacere), Valeria Girardello (Disinganno) e Krystian Adam (Tempo). Sarà in scena anche lo stesso Saburo Teshigawara nella veste di danzatore, insieme ai ballerini Rihoko Sato (che è anche assistente alla regia e alla coreografia), Alexandre Ryabko e Javier Ara Sauco.

Il trionfo del tempo e del disinganno fu composto per la prima volta nel 1707 da Händel, allora appena ventiduenne, su libretto del cardinale Benedetto Pamphilj. Successivamente, l’opera fu rivisitata due volte, nel 1737 e nel 1757.

Questo primo lavoro oratoriale del compositore tedesco si presenta come un’allegoria con quattro protagonisti: Bellezza, Piacere, Tempo e Disinganno, quasi un manifesto di austerità in cui risuona l’eco della Controriforma. Bellezza, interpretata da un soprano, vive sotto l’incantesimo di Piacere, (anch’essa un soprano), finché Tempo (tenore) e Disinganno (contralto) non la convincono a intraprendere una vita di pentimento e austerità devota.

L’opera, divisa in due parti, include alcune delle più belle arie di Händel (tra cui l’incantevole “Lascia la spina”), passaggi virtuosistici per l’organo (destinati allo stesso Händel) e per il primo violino (parte scritta appositamente per Arcangelo Corelli, direttore della prima esecuzione).

È interessante notare come  Il trionfo del tempo e del disinganno di rivelò quasi uno scrigno dei tesori per il compositore, dal quale attinse per i suoi successivi lavori in ben trenta occasioni.

«Il trionfo del tempo e del disinganno (anche se il titolo corretto dovrebbe essere La bellezza ravveduta nel trionfo del tempo e disinganno) è attualmente uno dei titoli händeliani più eseguiti nella programmazione dei teatri d’opera – spiega il direttore d’orchestra Andrea Marcon –. Il soggetto principale del racconto sarà il ‘viaggio’ spirituale della Bellezza. Tentata dai piaceri e dalle vanità della vita, e in questo ostacolata dal Tempo e dal Disinganno, deciderà di scegliere la via più casta e pura ma anche più estrema, quella della solitudine e della vita eremitica. Decisamente teatrale è invece la musica del giovane Händel, qualcosa di veramente inaudito e moderno per l’epoca. Musica di una bellezza struggente con linee melodiche profondamente ispirate e ricca a tratti anche di un virtuosismo trascendentale sia per i solisti vocali che per gli strumentisti dell’orchestra. Qualcosa di analogo in Italia e a Roma non si era ancora mai sentito».

«Il punto iniziale, per me – dice il regista e coreografo Saburo Teshigawara – è stato considerare che questo non sia un racconto, bensì poesia, molto significativa e altamente simbolica. Il libretto non tratta solo di emozioni ma si rivolge soprattutto all’umanità. Guarda alle figure ideali piuttosto che alle circostanze, che si rivelano contraddittorie per gli esseri umani. Si tratta di una lezione estremamente profonda, che richiede un forte gusto per la poesia, per il significato astratto. […] Per questo la scena è una cornice cubica, formata da quattro elementi. Tutto ruota attorno a questi elementi, che muoviamo in differenti angolazioni. È tutto molto semplice: quattro facce per quattro personaggi, quattro cantanti, quattro danzatori, un cubo ciascuno. I danzatori sono musica visibile, ritmo visibile. E non c’è necessità di tradurre le parole, non c’è nessun bisogno che i danzatori spieghino la storia a parole. Ai cantanti non è richiesto di danzare, non voglio disturbarli. L’impressione dominante sarà quella di bellezza e armonia».

_ (Photocredit ©Michele Crosera – Teatro La Fenice)
Il trionfo del tempo e del disinganno di Händel, mai rappresentato a Venezia, va in scena al Teatro Malibran

Interpreti

Bellezza Silvia Frigato
Piacere Giuseppina Bridelli
Disinganno Valeria Girardello
Tempo Krystian Adam

Orchestra del Teatro La Fenice
direttore Andrea Marcon
regia, scene e costumi Saburo Teshigawara
assistente alla regia e coreografia Rihoko Sato

Programma

Georg Friedrich Händel
Il trionfo del tempo e del disinganno

Oratorio in due parti HWV 46a
libretto di Benedetto Pamphilj

Prima rappresentazione assoluta
Roma, primavera 1707

Repliche

25 maggio 2023 ore 19 ‘prima
repliche il 28 maggio (ore 15.30), 30 maggio (ore 19)
1 giugno (ore 19), 3 giugno (ore 15.30)

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