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Il Quartetto di Cremona suona per gli Incontri Asolani
Per il Festival di Asolo l’ensemble presenta un programma coinvolgente e dicercato

Asolo Musica Presenta

“ Incontri Asolani 2021 ”
Il Quartetto di Cremona, una delle realtà cameristiche più affermate a livello internazionale, si esibisce per la 43. edizione degli Incontri Asolani il 10 settembre (ore 21).

Formato da Cristiano Gualco e Paolo Andreoli ai violini, Simone Gramaglia alla viola e Giovanni Scaglione al violoncello, il Quartetto di Cremona suonerà nella raccolta Chiesa di San Gottardo ad Asolo, sede tradizionale del festival.

L’ensemble presenta un programma raffinato e intrigante, aperto dal pezzo contemporaneo ‘Cieli d’Italia’ del compositore franco-britannico-israeliano Nimrod Borenstein (Tel Aviv 1969), autore affermato ed eseguito in tutto il mondo. Il brano è stato commissionato dal quartetto di Cremona ed è incluso nell’album ‘Italian Postcards’ – inciso per festeggiare il ventennale della formazione – dedicato a musiche di compositori stranieri ispirati dall’Italia.

La serata prosegue con il Quartetto per archi n. 1 op. 112 di Camille Saint-Saëns, compositore di cui quest’anno si ricorda il centenario della scomparsa, e si conclude con un brano di raro ascolto, il Quartetto in mi minore di Giuseppe Verdi.

*

Nimrod Borenstein, Cieli d’Italia

“ Pur durando solo sette minuti, Cieli d’Italia è un brano intenso che dà la sensazione di avere proporzioni ben maggiori: al suo interno si trovano molti contrasti che con il loro continuo e spesso imprevedibile mutare contribuiscono a rendere il brano interessante e a definirne la struttura. Si passa da momenti di etera pace e bellezza ad episodi di lotta e disperazione, con interludi giocosi e momenti più introspettivi e melanconici. La mia musica è ricca di melodie che si sovrappongono le une alle altre in un complesso contrappunto ritmico. In tal modo riesco a creare una stratificazione di sentimenti contrastanti che si manifestano in modo simultaneo invece di seguire la tradizionale costruzione cronologica di contrasti. Nello scrivere musica una delle cose più importanti per me è creare dei momenti di sospensione, quella sensazione magica di librarsi nell’aria, come quando la bicicletta continua ad andare senza bisogno di pedalare…” (Nimrod Borenstein)

Camille Saint-Saëns, Quartetto per archi n.1 in mi minore op.112

“Se non avessi composto questo quartetto” scriveva Saint-Saëns al suo editore August Durand, “gli esteti avrebbero tratto da tale lacuna tutta una serie di deduzioni, avrebbero scoperto nella mia indole il motivo per cui non ne avessi scritti e dedotto che non fossi capace di scriverne! Non dubitate, li conosco.”

Saint-Saëns aveva allora 64 anni, e pur autore di mirabili brani cameristici, non aveva ancora affrontato il genere del quartetto. Dedicatario e forse anche promotore di questo lavoro fu il grande violinista e compositore Eugène Ysaÿe (Liegi 1858 – Bruxelles 1931), che lo eseguì per la prima volta il 21 dicembre 1899 ai Concerts Colonne con il proprio Quartetto. Nella composizione di Saint-Saëns colpiscono soprattutto il carattere innovativo, la mobilità delle idee musicali, il trattamento orchestrale della compagine strumentale, il linguaggio armonico sempre limpido. Al primo violino, in contrasto con il modello beethoveniano dell’uguaglianza tra i quattro strumenti, viene spesso affidata una parte dominante, un ruolo concertante e virtuosistico.

Giuseppe Verdi, Quartetto in mi minore

Il Quartetto in mi minore è l’unica composizione di musica da camera sopravvissuta nel catalogo verdiano. Verdi la scrisse nella primavera del 1873 a Napoli, dove era impegnato nella produzione dell’Aida per il debutto al Teatro San Carlo. A causa di una malattia della protagonista Teresa Stolz la prima venne posticipata, e Verdi “nelle ore d’ozio all’Albergo Crocella” come racconta lui stesso, scrisse il Quartetto “come semplice passatempo”. Venne eseguito per la prima volta il 1. Aprile 1873, due giorni dopo la rappresentazione di Aida, nel corso di un recital informale presso l’albergo alla presenza di sette o otto ascoltatori. Tra questi era presente anche il critico della Gazzetta Musicale di Milano, giornale sul quale pochi giorni dopo uscì un grande articolo dedicato alla composizione.

Verdi negò per diverso tempo il consenso all’esecuzione del pezzo ni Italia, e la prima esecuzione pubblica del Quartetto avvenne soltanto oltre tre anni più tardi,il 5 dicembre 1876 a Milano.

*

Il Quartetto di Cremona

Fin dalla propria fondazione nel 2000, il Quartetto di Cremona si è affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale ed è regolarmente invitato ad esibirsi nei principali festival e rassegne musicali in Europa, Sudamerica, Stati Uniti e in Estremo Oriente, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica.

Dopo aver ricevuto il “BBT Fellowship” nel 2005, al Quartetto di Cremona è stato assegnato dal Borletti Buitoni Trust il “Franco Buitoni Award 2019” per il costante contributo alla promozione e alla diffusione della musica da camera in Italia e nel mondo.

Nel 2020 il Quartetto di Cremona ha festeggiato i suoi primi vent’anni di carriera, un traguardo per il quale sono stati ideati progetti concertistici e discografici, sviluppati nel corso di stagioni consecutive. Tra gli altri, l’esecuzione dell’integrale dei quartetti di Beethoven, un tour con “L’arte della fuga” di Bach, nuovi CD, brani composti espressamente per il Quartetto.

A causa dell’emergenza pandemica, nella stagione 20/21 diversi concerti in prestigiose sale sono stati posticipati (tra di essi, il debutto alla Carnegie Hall di New York e il ritorno alla Wigmore Hall di Londra e alla Salle de la Madelaine di Ginevra). L’ensemble ha comunque debuttato al Rudolfinum di Praga, alla CRR Concert Hall di Istanbul e si esibirà in primavera ed estate in Germania, Francia, Scandinavia, oltre che presso le maggiori società concertistiche italiane. Nella Stagione 21/22, suonerà in India, Spagna, Olanda, Germania, terrà un paio di tour in Asia ed altrettanti in Nord America, con il debutto alla Chamber Music Society del Lincoln Center di New York.

In campo discografico, a novembre 2020 è uscito per la casa discografica britannica Avie Records un nuovo disco dal titolo “Italian Postcards”, un omaggio musicale al nostro paese attraverso pagine di Mozart, Wolf, Čajkovskij e una nuova composizione di Nimrod Borenstein. Nella primavera 2019, con la partecipazione del violoncellista Eckart Runge, è uscito un doppio CD dedicato a Schubert, mentre nel 2018 si è conclusa la pubblicazione dell’integrale dei Quartetti di Beethoven (Audite), che ha ottenuto prestigiosi premi discografici ed importanti riconoscimenti dalla critica specializzata.

Dall’autunno 2011 l’ensemble è titolare della cattedra del “Corso di Alto Perfezionamento per Quartetto d’Archi” presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona. Particolarmente attento alla formazione e al sostegno dei giovani musicisti, il Quartetto di Cremona è regolarmente invitato a tenere masterclass in Europa, Nord e Sud America, Asia ed è tra i partner de “Le Dimore del Quartetto”.

L’ensemble è anche testimonial per Thomastik Infeld Strings e del progetto Internazionale “Friends of Stradivari”, grazie al quale è stato il primo quartetto italiano a suonare per un tempo prolungato il “Paganini Quartet” di Antonio Stradivari, in prestito dalla Nippon Music Foundation (Tokio). Nel novembre 2015 il Quartetto è stato insignito della cittadinanza onoraria della Città di Cremona.

(Photo credit Nikolaj Lund)

Interpreti

Cristiano Gualco, violino – Paolo Andreoli, violino – Simone Gramaglia, viola – Giovanni Scaglione, violoncello

Programma

Nimrod Borenstein, Cieli d’Italia op. 88. // Camille Saint-Saëns, Quartetto per archi n.1 in mi minore op. 112 // Giuseppe Verdi, Quartetto in mi minore

In Evidenza

Il Quartetto di Cremona suona dei preziosi strumenti antichi: Cristiano Gualco, un violino Nicola Amati, Cremona 1640 – Paolo Andreoli, un violino Paolo Antonio Testore, Milano ca. 1758 – Simone Gramaglia, una viola Gioachino Torazzi, ca. 1680 – Giovanni Scaglione, un violoncello Don Nicola Amati, Bologna 1712. – Gli strumenti, eccetto i violino Amati, sono messi a disposizione dal Kulturfonds Peter Eckes

Autore: Sabine Frantellizzi

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