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Il metodo di Musicosophia e l’associazione italiana: Mauro Manferdini, Bologna – Presidente dell’Associazione

Intervista a Mauro Manferdini

Il metodo di Musicosophia e l’associazione italiana: Mauro Manferdini, Bologna – Presidente dell’Associazione

Intervista a Mauro Manferdini

Presidente Manferdini, quali sono i riferimenti di Musicosophia in Italia?
In Italia Musicosophia è presente dal 1991 attraverso l’Associazione Italiana di Musicosophia, nata per volontà del professor George Balan, musicologo rumeno ideatore e fondatore del metodo. George Balan amava particolarmente l’Italia, che considerava un terreno musicalmente fecondo. Oggi la sede legale dell’Associazione si trova a San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, ma sono attive diverse sedi sul territorio nazionale.

Qual è la natura giuridica e quali sono le finalità dell’Associazione Italiana di Musicosophia?
L’Associazione Italiana di Musicosophia è un’associazione di promozione sociale. Le sue finalità riguardano l’organizzazione e la gestione di attività culturali, artistiche e ricreative di interesse sociale, comprese iniziative editoriali dedicate alla promozione e alla diffusione della cultura e della pratica del volontariato.

In che modo queste finalità si traducono nel lavoro concreto dell’Associazione?
In particolare, l’Associazione promuove e valorizza l’ascolto attivo della musica, riconoscendo nell’ascoltatore il terzo “soggetto” del processo creativo musicale, accanto al compositore e all’interprete. Promuove inoltre la meditazione musicale, completata dalla meloritmia come espressione corporea della musica ascoltata in modo consapevole. Un altro ambito centrale è la diffusione dell’educazione e della conoscenza della cultura musicale presso la popolazione, così come l’insegnamento dell’ascolto musicale quale strumento di aggregazione sociale e di integrazione per persone in condizione di svantaggio. Rientrano in questo quadro anche la promozione del volontariato, della partecipazione e della cittadinanza attiva.

Dove è possibile informarsi sulle attività proposte dall’Associazione?
Sul nostro sito web è disponibile il programma aggiornato di tutti i corsi, i seminari e gli incontri promozionali organizzati annualmente dai conduttori italiani e da quelli della Scuola Internazionale di St. Peter. Le attività si svolgono principalmente nelle sedi di Bologna, Roma, Trento e Varese. È già consultabile anche il programma 2026.

Negli ultimi anni avete ampliato l’offerta formativa anche online?
Sì. Oltre ai seminari in presenza nelle sedi italiane, dal 2025 organizziamo seminari internazionali online in lingua italiana, con traduzione simultanea in spagnolo. Sono rivolti agli amanti della musica di Italia, Spagna, Centro e Sud America.

Organizzate anche attività residenziali?
Periodicamente proponiamo le cosiddette “vacanze musicali”, che sono seminari residenziali tematici in località di particolare interesse culturale e artistico. L’ultima si è svolta a Venezia, nel settembre 2025. È stata un’esplorazione della città, durata quattro giorni, alla scoperta di luoghi legati alla musica ma fuori dai percorsi turistici più consueti, culminata in un seminario di una giornata dedicato a musiche di Monteverdi e Stravinskij.

Per chi desidera approfondire o perfezionarsi nel metodo di Musicosophia, quali percorsi sono disponibili?
In collaborazione con la Scuola Internazionale di St. Peter, nella Foresta Nera in Germania, è stata organizzata la sesta edizione del ciclo di formazione triennale. Il percorso è iniziato a marzo 2025 con il Corso A, articolato in quattro incontri in presenza e otto incontri online, e proseguirà nel 2026 con il Corso B, secondo la stessa formula.

A chi è rivolta questa formazione?
La formazione è aperta a tutti gli amanti della musica che desiderano affinare la propria percezione, sperimentare l’ascolto consapevole e comprendere il messaggio della musica dei grandi compositori. È rivolta anche a pedagogisti, terapeuti, artisti, musicisti e filosofi, così come a chi intende conoscere la musica come strumento di meditazione e di conoscenza di sé.

Musicosophia intervista a Mauro Manferdini – 3:41

L’immagine riprodotta nell’articolo è tratta dal Codice Manesse, manoscritto miniato della prima metà del XIV secolo, conservato presso la biblioteca di Heidelberg. L’Associazione la scelse nel 1992, poco dopo la propria fondazione, riconoscendovi una struttura simbolica particolarmente coerente con l’esperienza dell’ascolto consapevole inteso come disciplina musicale e spirituale.

La scena raffigura un Cavaliere in atteggiamento di raccoglimento interiore, inginocchiato davanti a una figura femminile regale, identificata simbolicamente con la Musica. I colori delle vesti – l’azzurro, il verde e il bianco – rimandano rispettivamente alle dimensioni della trascendenza, dell’equilibrio e della purezza, qualità considerate essenziali nel percorso dell’ascolto consapevole. Accanto al Cavaliere compare un cavallo nero, simbolo delle passioni e dell’energia istintiva, rappresentato tuttavia come domato e guidato, a indicare la trasformazione e la sublimazione dell’impulso emotivo.

Ulteriori elementi iconografici rafforzano questa lettura: lo scudo appeso all’albero, inteso come simbolo di fiducia e di vita orientata all’elevazione; gli uccelli posati sui rami, allusione a stati di coscienza superiori; il pavone, associato alla bellezza come forza trasformante; l’aquila, emblema di contemplazione e di rigenerazione spirituale. Nel loro insieme, questi simboli delineano un percorso che riflette l’idea di ascolto proposta da Musicosophia, inteso come cammino di consapevolezza, disciplina interiore e conoscenza.

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