Opera
Firenze

Il Maggio Musicale Fiorentino riparte con “I pescatori di perle” di Bizet

La regia è del grande cineasta Wim Wenders, sul podio Jérémie Rhorer
Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Stagione 2025 | Opera

È con il fascino esotico dei Pescatori di perle (Les pêcheurs de perles) raro quanto affascinante lavoro giovanile di Georges Bizet, che il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino riapre i battenti dopo l’intervallo estivo: l’opera, in scena il 16, 19, 21 e 23 settembre 2025 nella Sala Grande, è proposta nell’allestimento firmato dal celebre cineasta Wim Wenders, proveniente dalla Staatsoper Unter den Linden di Berlino e presentato per la prima volta in Italia.

Sul podio sale il direttore francese Jérémie Rhorer, al suo debutto con l’Orchestra e il Coro del Maggio, mentre sul palco sarà protagonista il cast vocale composto da Hasmik Torosyan nel ruolo di Léila, Javier Camarena in quello di Nadir, Lucas Meachem come Zurga e Huigang Liu nei panni di Nourabad.

La messinscena di Wenders, vista per la prima volta a Berlino nel 2017 e ripresa ora da Derek Gimpel, si avvale delle scene di David Regehr, dei costumi di Montserrat Casanova e del disegno luci di Olaf Freese, ripreso da Oscar Frosio, mentre la drammaturgia è curata da Detlef Giese,

«Quest’opera ai miei occhi — o piuttosto alle mie orecchie — è ingiustamente poco eseguita», ha spiegato Wim Wenders in occasione della première berlinese. «Il mio desiderio era dunque quello di ‘esporre’ la storia il più possibile e di raccontarla inducendo lo spettatore all’ascolto. Il pubblico – ha sottolineato ancora il regista tedesco – non doveva ricordare elementi visivi grandiosi, piuttosto doveva sentire di aver ‘scoperto’ la musica di Bizet, e che sia stata questa a raccontare la storia.»

La scena è essenziale, dominata da fosche proiezioni di mare, onde, nuvole e ombre di palme, con sbuffi di fumo; altrettanto sobri sono i costumi, con un’unica macchia di colore nel primo atto quando il coro indossa abiti giallo zafferano e capelli rossi.

Dal punto di vista musicale, il maestro Jérémie Rhorer ha messo in luce il nesso tra Bizet e l”opera italiana: «Negli ultimi anni mi sono concentrato sui rapporti, peraltro sottostimati, tra la musica italiana e la musica francese. Ad esempio nei Pescatori di perle ci sono tanti aspetti che sembrano ritrovarsi come in un’ideale relazione gemellare in più pagine pucciniane: un aspetto stimolante e tutto da esplorare.»

Les Pêcheurs de perles, opéra lyrique in tre atti su libretto di Michel Carré ed Eugène Cormon, è riconosciuto come il primo capolavoro di Georges Bizet. Composto nel 1863, quando il musicista non aveva ancora compiuto venticinque anni, l’opera rivela una scrittura sorprendentemente matura: la raffinata orchestrazione, condotta con eleganza e maestria, si intreccia a pagine melodiche di straordinaria bellezza, che già annunciano il talento del giovane autore. La tavolozza orchestrale di Bizet, ricca di colori e sfumature, evoca con forza suggestiva l’esotismo tanto amato dall’Ottocento, mentre ritmi e armonie insolite arricchiscono il fascino di una partitura di grande originalità.

Accolta con qualche perplessità per la debolezza del libretto, l’opera seppe comunque distinguersi sin dalla prima rappresentazione per la freschezza inventiva, l’intensità lirica e l’atmosfera misteriosa, che trasporta lo spettatore in un Oriente immaginario e seducente.

La trama si svolge nell’isola di Ceylon, nel cuore dell’Oceano Indiano. Qui si intrecciano le vicende di Nadir, pescatore di perle, e di Zurga, capo del villaggio, uniti da un’antica amicizia. L’arrivo di Leïla, vergine consacrata a Brahma con il compito di proteggere i pescatori dagli spiriti maligni, incrina presto gli equilibri: entrambi gli uomini ne restano affascinati, e quando Nadir e Leïla cedono al sentimento, la loro passione scatena il conflitto. Scoperti dal brahmino Nourabad, i due vengono condannati a morte da Zurga, travolto dalla gelosia e dal dolore. La natura stessa sembra partecipare al dramma, con l’irrompere di una tempesta furiosa che riflette la tempesta interiore del protagonista. Ma sarà l’amicizia a prevalere: nel gesto estremo di lealtà, Zurga libera i due amanti e sacrifica se stesso, incendiando il villaggio per consentire la loro fuga.

Il Maggio Musicale Fiorentino riparte con “I pescatori di perle” di Bizet

Interpreti

Maestro concertatore e direttore 
Jérémie Rhorer

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Regia Wim Wenders
(ripresa da Derek Gimpel)
Scene David Regehr
Costumi Montserrat Casanova
Luci Olaf Freese
(riprese da Oscar Frosio)
Drammaturgia Detlef Giese

Personaggi e interpreti

Léila Hasmik Torosyan
Nadir Javier Camarena
Zurga Lucas Meachem
Nourabad Huigang Liu

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Allestimento della Staatsoper Unter den Linden di Berlino

Programma

Les pêcheurs de perles
Opéra lyrique in tre atti

Libretto di Michel Carrè e Eugène Cormon
Musica di Georges Bizet

Repliche

16 settembre 2025 ore 20 ‘prima’
repliche 19 e 23 settembre 2025 ore 20
21 settembre 2025 ore 15.30

Chi organizza

Fondazione Teatro del Maggio Musicale FiorentinoÈ una delle 14 Fondazioni Lirico-sinfoniche italiane

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