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Il Macdonald Stradivarius del 1701: Arte, Storia e Controversie
Antonio Stradivari è una figura leggendaria nel mondo della liuteria. Si stima che abbia costruito circa 1.100 strumenti, tra violini, viole, violoncelli, arpe e chitarre. Oggi, ne sopravvivono solo circa 650. Tra questi, le viole sono le più rare: Stradivari ne avrebbe costruite solo una quindicina, e il Macdonald è una delle undici vere viole sopravvissute.
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Nel 1701, Antonio Stradivari, all’età di 56 anni, completava la costruzione di una viola commissionata da un nobile della zona. Più di tre secoli dopo, nel 2014, quello stesso strumento divenne oggetto di dibattito e polemiche, quando Sotheby’s tentò di venderlo per la cifra record di 45 milioni di dollari. Ma cosa rende il Macdonald Stradivarius così speciale e controverso?

Il prezzo di 45 milioni di dollari fissato da Sotheby’s ha sorpreso molti. Tuttavia, considerando la storia dello strumento, la valutazione elevata è comprensibile. Il Macdonald ha avuto una serie di proprietari illustri, tra cui il musicista del XX secolo Peter Schidlof. Dopo la sua morte nel 1987, lo strumento è stato conservato in una cassaforte per quasi trent’anni, preservando due delle sue qualità più preziose: la sua eccellente conservazione e la sua disponibilità per l’acquisto privato, essendo l’ultimo della sua specie non di proprietà di un museo o di una fondazione.

Uno degli aspetti più controversi e affascinanti del Macdonald Stradivarius è il suo lungo periodo di “riposo” in una cassaforte. Se da un lato questo ha contribuito a preservare lo strumento in condizioni quasi immacolate, dall’altro ha innescato un dibattito su cosa significhi realmente “conservare” un oggetto del genere. La conservazione in una cassaforte potrebbe effettivamente deprezzarne il valore, sia artistico che economico. Se il suono si deteriora, lo strumento perde parte della sua “anima”, e con essa, parte del suo valore intrinseco.

Il Macdonald Stradivarius rappresenta un caso emblematico di come la storia, l’arte e la funzionalità possano interagire in modi complessi e talvolta contraddittori. La sua lunga permanenza in una cassaforte solleva interrogativi profondi sul vero significato della “conservazione” quando si tratta di strumenti musicali. Mentre la sua impeccabile condizione fisica lo rende un tesoro per i collezionisti e gli storici, la sua inattività prolungata potrebbe aver compromesso quella che è forse la sua qualità più preziosa: la sua voce unica e inimitabile.

In questo contesto, il Macdonald Stradivarius ci costringe a riflettere su quale sia il vero “valore” di un oggetto come questo: è solo un bene materiale da ammirare e conservare, o è un ente vivente che perde il suo scopo e forse anche il suo valore se non può “vivere” attraverso la musica?

C’è dell’altro

David Aaron Carpenter suona un brano di Shostakovich sulla viola “MacDonald” Stradivari

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