Il concerto più lungo della storia e non ne vedremo mai la fine
Questa straordinaria performance, che può legittimamente dirsi epocale, ruota attorno ad una composizione per organo di John Cage, artista visionario, compositore e teorico d’avanguardia

Il concerto più lungo della storia è in corso nella cittadina tedesca di Halberstadt: iniziato il 05 settembre del 2001, terminerà (se tutto andrà come previsto) il 05 settembre del 2640. Avrà perciò l’incredibile durata di 639 anni.

E non è l’unica particolarità: non c’è alcun musicista ad eseguirlo, e prosegue, con o senza pubblico, ininterrottamente 24 ore su 24.

Questa straordinaria performance, che può legittimamente dirsi epocale, ruota attorno ad una composizione per organo di John Cage (Los Angeles  1912 – New York 1992) artista visionario, compositore e teorico d’avanguardia, tra le personalità più rilevanti e significative del Novecento. Le sue opere e la sua poetica sono pietre miliari della musica contemporanea, dalla musica aleatoria al pianoforte preparato, al celebre brano 4.33 in cui l’esecutore non suona (‘tacet’) per tutta la durata del pezzo.

Nel 1985 Cage scrisse un brano destinato ad un concorso pianistico, composto anche con l’ausilio di procedimenti aleatori. Era intitolato ASLSP, con il significato di As SLow as Possible (Il più lento possibile) ma anche con un riferimento (“as Lsp”) all’ultimo capitolo del romanzo di James Joyce Finnegans Wake: Soft morning, city! Lsp!

Su suggerimento dell’organista tedesco Gerd Zacher, che ne divenne il dedicatario, il brano venne rielaborato da Cage in una versione per organo (1987), Organ2 / ASLSP – As SLow as Possible.  Zacher ne diede la prima esecuzione l’anno stesso a Metz, con una durata di 29 minuti. Il brano è composto da otto parti, ciascuna delle quali può essere ripetuta. Niente è fisso, tranne che per il tono e la durata dei suoni.

Una decina di anni più tardi, un gruppo di compositori, organisti, musicologi, teologi e filosofi, alcuni dei quali avevano lavorato con Cage, si ritrovarono in occasione di un simposio (Trossingen, 1998). Tra i temi dibattuti, il brano di Cage e il quesito su quanto potesse durare una esecuzione  ‘più lenta possibile’  –  essendo l’organo un aerofono, potendo perciò tenere il suono fintanto che è alimentato dall’aria,  la durata si prospetta potenzialmente infinita.

Da qui l’idea di una performance molto particolare, per la quale il gruppo di promotori individuò il luogo, la durata e una data d’inizio:

Il luogo venne individuato in Halberstadt, cittadina di provincia di circa 40.000 abitanti nella regione Sachsen-Anhalt. Qui venne costruito quello che si pensa sia stato il primo organo moderno a tastiera, realizzato nel 1361 da Nicolaus Faber nella cattedrale locale, testimoniato anche da Michael Praetorius (1571- 1621) compositore e teorico musicale tra i maggiori di area tedesca. La piccola chiesa romanica di Sankt Burchardi, una delle più antiche della città, edificata attorno al 1050 e versante in stato di degrado, venne individuata come luogo perfetto per ospitare la performance e fu appositamente restaurata per ospitarla.

Per definire la durata del singolare concerto, si pensò di prendere come base il 1361, anno di completamento dell’organo di Faber, e come cardine temporale e asse speculare la svolta del millennio: calcolando a ritroso, l’organo era stato completato 639 anni prima del 2000, e quindi la performance, per una sorta di rispecchiamento temporale, venne progettata per durare 639 anni.

Il progetto venne simbolicamente avviato nel 2000, in data 05 settembre, anniversario della nascita di Cage, ma si poté dare inizio alla performance solo nel  2001, in quello che sarebbe stato l’89° compleanno del compositore.

L’organo che permette di ascoltare la musica di Cage, è esso stesso un work in progress, uno strumento incompleto che si amplia con il proseguire dell’evento: al mantice costruito sul modello dell’organo trecentesco dell’antica cattedrale, vengono via via aggiunte le canne necessarie a produrre le note richieste dalla partitura. Per tenere il suono, sui tasti sono posizionati dei pesi formati da sacchetti di sabbia che consentono il passaggio dell’aria soffiata nelle canne dai mantici elettrici.

Diciannove anni fa, nel 2001, l’evento ebbe inizio in modo bizzarro, ma perfettamente nello spirito di Cage: con una pausa della durata di 17 mesi, dopo di ché la composizione iniziò il suo lentissimo svolgimento.

Ad ogni cambio di note le relative canne d’organo vengono posizionate (o eventualmente tolte) con un evento particolare, quasi una cerimonia, chiamata ‘Klangwechsel’,  ‘cambio di sonorità’, al quale assistono centinaia di spettatori spesso provenienti da lontano.

Quella che inizialmente sembrava solo un’idea utopica e decisamente stravagante, si è trasformata rapidamente in un progetto artistico carismatico e innovativo, conosciuto in tutto il mondo. Il progetto John Cage Organ2 Halberstadt è sostenuto esclusivamente da volontari e donatori privati, tramite una fondazione appositamente costituita che cura una serie di eventi correlati come il premio John Cage Interpretation Award.

In era pre-Covid l’installazione sonora di Halberstadt contava circa 10 mila visitatori l’anno, e la cerimonia del cambio di accordo prevista per il 2020 non è stata fermata neppure dalla pandemia.  Con un evento aperto al pubblico, nel rispetto delle norme dl distanziamento e sicurezza, il 05 settembre  il compositore Julian Lembke e il soprano Johanna Vargas, entrambi con guanti bianchi, hanno aggiunto due nuove canne all’organo, per il Sol diesis e il Mi.

“Non potevamo fermarci” ha dichiarato il presidente della Fondazione, Prof. Rainer Neugebauer , “il cambio di accordo è nella partitura“. E così è avvenuto.

Ma cosa avrebbe detto Cage della performance di Halberstadt? Esperti, giornalisti e pubblico discutono animatamente molti dettagli del progetto.Un concerto senza esecutori, con uno strumento frammentario, che durerà oltre di sei secoli, è un progetto artistico o solo la gag del secolo?

Cage, sempre anticonvenzionale, forse avrebbe replicato con una sua famosa frase  “Questa è un’ottima domanda. Non vorrei rovinarla con una risposta”.

Per saperne di più sul concerto di cui nessuno dei noi vedrà la conclusione

Il sito del Progetto: aslsp.org

Vedi il video di ARTE.tv : clicca qui

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