Il bis che non si fece
Il bis . . . che non si diede è quello legato alla famosa frase “Paganini non ripete”, locuzione tuttora in uso come espressione idiomatica per rifiutare la ripetizione di parole o azioni

Nel febbraio del 1818, al termine di un trionfale concerto di Paganini (Genova 1782 – Nizza 1840) al Teatro Carignano di Torino, Carlo Felice, futuro Re di Sardegna e Duca di Savoia, chiese il bis di un brano che lo aveva particolarmente appassionato. Il celeberrimo violinista, noncurante dell’augusto lignaggio del entusiasto spettatore, rifiutò proprio con la celebre frase Paganini non ripete.

Carlo Felice, re di Sardegna

Paganini in effetti nei concerti improvvisava molti dei pezzi che suonava, seguendo l’ispirazione del momento –  sarebbe perciò stato quasi impossibile ‘bissare’ un brano; inoltre sembra che l’artista si lesionasse i polpastrelli nell’impeto dell’esecuzione, cosa che gli avrebbe reso molto difficile suonare ancora un pezzo mantenendo lo stesso alto livello. Va però anche detto che Paganini era una sorta di leggenda vivente, un divo, una star ante-litteram per la quale il pubblico andava in visibilio, un artista che, da accorto PR di se stesso come potremmo dire oggi – si era costruito un’immagine di artista straordinario ed eccentrico.

Come che sia, Paganini pagò caro il rifiuto del bis: a causa di questo incidente diplomatico gli venne infatti negato il permesso di tenere il terzo dei concerti programmati nella sua tournée. Come scrisse all’amico genovese Luigi Germi “La mia costellazione in questo cielo è contraria. Per non aver potuto replicare a richiesta le variazioni della seconda Accademia (n.b. era questo il termine allora in uso per i concerti) il Sig. Governatore ha creduto bene di sospendermi la terza…» (il 25 febbraio 1818).

A seguito di questi eventi furono annullati anche i concerti che Paganini avrebbe dovuto  tenere a Vercelli e Alessandria; l’artista, ancora a Germi in una lettera dell’ 11 marzo  1818 confidò “In questo regno il mio vioino spero di non farlo più sentire.”

Non andrà così. Paganini tornò  ad esibirsi proprio a Torino in segno di ringraziamento al successore di Carlo Felice,  Carlo Alberto di Savoia, che gli aveva concesso la legittimazione dell’adorato figlio naturale Achille, avuto dalla cantante Antonia Bianchi.

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