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Il 100° Arena di Verona Opera Festival inaugura in mondovisione con Aida di Giuseppe Verdi
La star Anna Netrebko e Yusif Eyvazov protagonisti della spettacolare ‘Aida di cristallo’ firmata dal regista Stefano Poda, sul podio Marco Armiliato
Venerdì 16 giugno 2023 (ore 21) inaugura il 100° Arena di Verona Opera Festival, e il titolo prescelto non poteva che essere Aida di Giuseppe Verdi, da sempre l’opera regina dell’Anfiteatro, fin dalla prima leggendaria stagione del 1913 quando il tenore Giovanni Zenatello la scelse per celebrare i cent’anni della nascita di Verdi.

A segnare l’apertura della centesima edizione del Festival areniano, tra le manifestazioni più conosciute al mondo, sarà una straordinaria nuova produzione, un Aida ‘di cristallo’ che guarda al futuro ma dialoga con il passato:  piramidi trasparenti e architetture di luci si innestano negli spazi dell’anfiteatro romano, evocando un’Aida tecnologica ma intimista e riconoscibile al tempo stesso. La regia è affidata a un artista poliedrico come Stefano Poda, al debutto in Arena, che cura ogni dettaglio della produzione firmandone anche scene, costumi, luci e coreografie.

Protagonista nel ruolo del titolo, la star Anna Netrebko, affiancata dal tenore Yusif Eyvazov nei panni di Radamès, artisti di primo piano internazionale e ‘coppia d’oro’ delle scene operistiche e nella vita; Insieme a loro sono impegnati Olesya Petrova nella parte di Amneris, Roman Burdenko come Amonasro e Michele Pertusi come Ramfis. Sul podio, alla guida delle compagini areniane, l’esperta bacchetta di Marco Armiliato.

La serata sarà trasmessa in diretta in mondovisione su Rai1, con la partecipazione di Alberto Angela e Luca Zingaretti e la conduzione di Milly Carlucci; in apertura della rappresentazione, lo spettacolare sorvolo delle Frecce Tricolori, omaggio ad un evento destinato a restare nella storia della lirica.

Descrivendo il suo spettacolo, il regista Stefano Poda spiega che «il pubblico si troverà davanti a una grande installazione: il moderno non è una rincorsa all’attualità, bensì un salto al futuro. Il patrimonio dell’antico Egitto diventa quello del genio di Verdi, che si trasforma in un tesoro tutto italiano rappresentato in una cattedrale laica, un luogo sacro e millenario pronto a raccogliere tutte le migliori energie dell’Italia».

La visione poetica di Poda restituirà un’Aida fortemente innovativa rispetto alle tradizionali messinscene nell’anfiteatro veronese. «Il palcoscenico sarà un piccolo universo carico di mille esperienze – commenta ancora il regista – sarà tecnologico, dinamico, cangiante, sorprendente… ma allo stesso tempo l’ambizione è quella di sviluppare un viaggio riconoscibile, familiare, a misura d’uomo: un viaggio dantesco, da un mondo in conflitto a una storia intimista. Conciliare questi due lati, grandiosità e intimità, è la sfida nell’affrontare un titolo come Aida».

Il titolo verdiano vedrà una duplice ‘prima’: sabato 17 giugno saranno infatti ancora protagoniste altre grandi voci: oltre a Yusif Eyvazov e Michele Pertusi, nuovamente sul palco in questa recita, Maria José Siri vestirà i panni della principessa etiope, Anita Rachvelishvili sarà Amneris e Amartuvshin Enkhbat interpreterà Amonasro.

Come da migliore tradizione areniana, anche in questa Aida spiccano stelle del panorama internazionale per ognuna delle 13 date in programma fino all’8 settembre. Fra queste, Gregory Kunde, Ekaterina Semenchuk, Ludovic Tézier, Anna Pirozzi, Elena Stikhina. Sul podio si alterneranno i direttori d’orchestra Marco Armiliato, impegnato anche nelle due “prime”, e Daniel Oren. Il mondo in guerra di Aida prenderà forma sul palcoscenico con oltre 300 volti – tra solisti, coro, danzatori e mimi – che indosseranno abiti ispirati a Paco Rabanne e a Capucci ed elmi che brillano come le opere di Damien Hirst.

(Immagini, Fondazione Arena di Verona)

C’è dell’altro

La prima edizione del Festival lirico all’Arena risale al lontano 1913. Fu inaugurata il 10 agosto con la rappresentazione di “Aida” diretta da Tullio Serafin e con le scene curate da Ettore Fagiuoli. Questa spettacolare produzione detiene il primato come l’opera più rappresentata in assoluto, con oltre 700 recite fino ad oggi, e dal 1992 è sempre presente nel cartellone stagionale. La scelta di questa rappresentazione speciale fu fatta per celebrare il centenario dalla nascita del grande compositore Giuseppe Verdi.

La cerimonia inaugurale fu fortemente voluta, promossa e finanziata da Giovanni Zenatello, uno dei celebri tenori veronesi, insieme all’impresario teatrale Ottone Rovato.

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Fonte: Comunicati stampa Fondazione Arena di Verona

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