Glenn Gould, un interprete speciale
Le Variazioni Goldberg: Glenn Gould, un interprete speciale
“L’opera è stata concepita come un’architettura modulare di 32 brani, disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono tanta coesione e continuità da non avere eguali nella storia della musica. Insieme all’Arte della fuga può essere considerata il vertice delle sperimentazioni di Bach nella creazione di musica per strumenti a tastiera, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo, sia per lo stile che combina insieme ricerche di alto livello musicali e matematiche.” Variazioni Goldberg, Wikipedia (in data 30 ottobre 2014) Anche se non si è degli appassionati di musica classica è difficile non aver mai sentito l’aria attorno alla quale sono costruite le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach, opera composta – originariamente per clavicembalo – fra il 1741 e il 1745 e pubblicata a Norimberga dall’editore Balthasar Schmid (qui a fianco il frontespizio originale). Un’opera complessa e affascinante come questa non poteva non incontrare l’interesse di migliaia di esecutori nei secoli successivi. Nel corso del Novecento, uno in particolare ha associato indissolubilmente il proprio nome a quest’opera, Glenn Gould, autore di genio e interprete acclamato di Bach, così come di altri classici come Beethoven, Mozart e dell’opera degli autori per pianoforte del XX secolo. Canadese nato nel 1932, e morto dopo soli 50 anni, Glenn Gould è stato clavicembalista, organista e compositore oltre che pianista. Era noto tanto per la maestria della sua tecnica quanto per il suo carattere eccentrico, che finì per negare in una serie di interviste intitolate proprio No, non sono un eccentrico, e che viene ben descritto nel film del 1993 Thirty Two Short Films About Glenn Gould, oggi purtroppo di scarsa reperibilità. La sua interpretazione delle Variazioni, incise per la prima volta nel 1954, quando l’opera era già amatissima dal pubblico grazie alle registrazioni precedenti degli anni ’30 e ’40, resta una delle più famose oggi disponibili.

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Annoverato tra i più grandi pianisti mai vissuti grazie alla tecnica eccezionale, alla sensibilità e all’assoluta modernità nella rilettura e interpretazione dei classici, è ricordato soprattutto per le registrazioni di musiche di Bach, Beethoven e del repertorio pianistico del XX secolo.

Fonte: bibliomediablog

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Autore: Uber Bertiè

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