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Giuditta Pasta: L’Icône dell’Opera Ottocentesca
La sua straordinaria gamma vocale e il suo potere drammatico erano così notevoli che diversi compositori scrissero opere per lei, tra cui Gaetano Donizetti, Vincenzo Bellini e Gioacchino Rossini.
Nata come Giuditta Angiola Maria Costanza Negri il 26 ottobre 1797, Giuditta Pasta si è affermata come una delle soprano più eminente del XIX secolo. Il timbro della sua voce, definito come un “soprano sfogato” ha catturato l’immaginazione del pubblico e stimolato ampi dibattiti intellettuali.

Dagli Esordi alla Consacrazione

Cresciuta in una famiglia con una forte inclinazione musicale, Pasta cominciò a cantare in tenera età e salì sul palco per la prima volta a soli 17 anni. Quell’anno sposò anche il tenore Giuseppe Pasta. Malgrado un avvio carriera piuttosto ostico, conquistò le platee con la sua Desdemona nell’Otello di Rossini, guadagnandosi il titolo di prima donna più desiderata d’Europa.

All’inizio, la sua voce mancava di alcune qualità tecniche, ma era indubbiamente carica di espressività. Il suo stile di interpretazione preannunciava un potenziale artistico di elevatissimo calibro. Dopo un periodo di perfezionamento, ritornò sulla scena italiana con una voce più controllata e nuove abilità acquisite.

Gli Anni d’Oro

Il decennio tra il 1821 e il 1831 rappresenta l’apice della sua carriera. Il suo talento era talmente impressionante che compositori del calibro di Giovanni Pacini, Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti scrissero pezzi appositamente per lei.

Pasta è forse più celebre per la sua interpretazione di Amina ne “La sonnambula” di Bellini e per il ruolo titolare in “Norma,” che debuttò alla Scala di Milano nel 1831. La sua grandezza risiedeva tanto nella sua recitazione quanto nelle sue capacità canore, che però cominciarono a mostrare segni di instabilità negli ultimi anni della sua carriera.

Un’Eredità Inestimabile

Anche se si ritirò dalle scene nel 1850, l’eco del suo talento risuona ancora nel mondo della musica classica. La sua eredità vive attraverso le opere che ha ispirato e istituzioni come il Liceo Musicale e Coreutico Giuditta Pasta di Como, che continua a forgiare nuovi talenti. Il Teatro Giuditta Pasta di Saronno è un altro luogo in cui la sua memoria viene onorata, grazie a una programmazione di concerti e rappresentazioni di alto livello.

Giuditta Pasta è stata un colosso nel panorama dell’opera lirica. La straordinarietà della sua voce, l’intensità della sua interpretazione e la sua totale dedizione all’arte del canto ne fanno una delle soprano più memorabili del XIX secolo.

C’è dell’altro

Tra le sue opere più famose ci sono:
  • • Lope de Vega di Giuseppe Scappa, in cui ha fatto il suo debutto sul palcoscenico nel 1816
  • • Don Giovanni di Mozart, in cui ha interpretato il ruolo di Donna Elvira al Théâtre Italien di Parigi nel 1817
  • • Giulietta e Romeo di Niccolò Antonio Zingarelli, in cui ha interpretato il ruolo di Giulietta al Théâtre Italien di Parigi nel 1818
  • • Tancredi di Rossini, in cui ha interpretato il ruolo di Tancredi al Théâtre Italien di Parigi nel 1822
  • • La sonnambula di Bellini, in cui ha interpretato il ruolo di Amina
  • • Norma di Bellini, in cui ha interpretato il ruolo principale per il suo debutto alla Scala di Milano nel 1831
  • • Anna Bolena di Donizetti, in cui ha interpretato il ruolo principale

Altre informazioni

Il Teatro Giuditta Pasta di Saronno è stato fondato nel 1990 per volontà dell’amministrazione comunale della città di Saronno.

Nel 1988 il Comune decide di ristrutturare l’antica stazione di posta denominata “Casa Morandi” costruita nel 1590 come luogo di ristorazione dei pellegrini che si recavano in visita al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno.

Il comune interviene salvando l’antica ghiacciaia (l’attuale sala Nevera) , ricavando i locali della Biblioteca Civica e, a latere, costruisce un nuovo teatro che porta il nome della grande cantante lirica saronnese Giuditta Pasta.

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