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Genova, all’Opera Carlo Felice va in scena Beatrice di Tenda, l’unico dramma storico di Vincenzo Bellini
Nel ruolo del titolo Angela Meade, protagonisti con lei grandi voci del belcanto: Mattia Olivieri, Carmela Remigio, Francesco Demuro
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Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova Presenta

“ Stagione Lirica 2023 – 24 ”
A Genova dal 15 al 22 marzo 2024 l’Opera Carlo Felice porta in scena Beatrice di Tenda, opera penultima e titolo tra i meno frequentati di Vincenzo Bellini. Tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani, l’unico dramma storico del catanese sarà presentato in un nuovo allestimento realizzato dal Carlo Felice/ Fondazione Teatro../  in coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia e in occasione del progetto “Genova capitale del Medioevo 2024”.

Sul podio sale Riccardo Minasi, direttore musicale del Lirico genovese, mentre la regia è curata da Italo Nunziata, con le scene di Emanuele Sinisi, i costumi di Alessio Rosati, e le luci di Valerio Tiberi. Orchestra, coro e tecnici sono quelli dell’Opera Carlo Felice, il Maestro del coro è Claudio Marino Moretti.

Nel ruolo del titolo, il soprano statunitense Angela Meade, beniamina del pubblico genovese, che condivide il palcoscenico con altre voci di eccellenza del belcanto, Mattia Olivieri nei panni di Filippo Maria Visconti, Carmela Remigio nel ruolo di Agnese del Maino, Francesco Demuro in quello di Orombello; completano il cast Manuel Pierattelli, Anichino, e Giuliano Petouchoff, Rizzardo del Maino.

E proprio i cantanti sono i protagonisti assoluti di questo titolo,  “che torna a Genova a quarant’anni di distanza dall’ultima rappresentazione – sottolinea il Sovrintendente Claudio Orazi -. Una lunga attesa per un’opera imperdibile e di rara esecuzione, uno degli apici del belcantismo internazionale.”

Penultimo melodramma di Vincenzo Bellini, Beatrice di Tenda fu composta in soli due mesi all’inizio del 1833 su testo del librettista genovese Felice Romani, che da tempo aveva instaurato un proficuo sodalizio artistico con il compositore. L’opera debuttò nella Stagione di Carnevale della Fenice di Venezia –   protagonista il celebre soprano Giuditta Pasta –  conoscendo inizialmente scarsa fortuna, ruscello però ad affermarsi negli anni successivi entrando nel repertorio dei teatri italiani. La trama si ispira a un fatto di cronaca accaduto nel 1418 presso il Castello di Binasco, vicino a Milano. La figura di Beatrice, eroina pura e simbolo di virtù, era particolarmente adatta all’espressione melodrammatica di Bellini, che al suo personaggio dedicò alcune tra le arie più toccanti e ispirate. La natura stessa dell’intreccio, dove trovano posto contrasti, tensioni, desideri e implacabili forme di risolutezza, permise al compositore, nel pieno della propria maturità artistica, di esprimersi attraverso una scrittura intensa e ricca di sottili sfumature.

Commenta Riccardo Minasi: «Quest’anno è una grande gioia per me, ma soprattutto un onore, avere l’opportunità di dirigere questa produzione del dramma storico Beatrice di Tenda: è il terzo titolo con il quale ho l’opportunità di misurarmi con il genio compositivo di Vincenzo Bellini e un’occasione splendida dopo l’importante esperienza vissuta sempre qui al Teatro Carlo Felice, l’anno scorso, in occasione della messa in scena di Norma. Bellini è un compositore a cui sono molto legato. La grande cura per il significato espressivo della musica legato alla parola, elemento cardine dell’estetica delle sue opere, rappresenta ogni volta una nuova sfida nel costante tentativo di porre un’attenzione particolare proprio a questo aspetto, per restituire fedelmente al pubblico le intenzioni della sua musica».

La regia di Italo Nunziata mette in luce le implicazioni narrative e psicologiche che definiscono i personaggi: «Tutto è già successo, tutto è avvenuto prima. All’aprirsi del sipario di Beatrice di Tenda, ci troviamo di fronte immediatamente a un presente del quale avvertiamo la tragicità, in una atmosfera cupa e pesante di ambientazione “gotica”. La sensazione di uno spazio chiuso, dove però sentimenti e passioni possono dominare incontrastati fino quasi ad annullare ogni altra forma di volontà, guidati ad un destino ineluttabile. In accordo con lo scenografo Emanuele Sinisi, abbiamo coinvolto nel progetto scenografico, per la prima e l’ultima immagine dello spettacolo, l’artista fotografo finlandese Ola Kolehmainen, che si occupa di spazio, luce e colore attorno all’architettura storica. Insieme a questo, l’utilizzo di dagherrotipi o vecchie foto consunte dal tempo e dal ricordo. Immagini inserite all’interno di una sorta di spazio/agone dove i protagonisti sono quasi costretti ad affrontarsi all’interno del loro dramma, circondati da alcune pareti di specchio che stanno perdendo la loro argentatura di fondo come mangiati dal tempo e dall’incuria, da fondali/pareti anche essi in decadimento e forati da squarci o da rotture che sembrano ormai insanabili. I cambi di scena avvengono senza soluzione di continuità a sottolineare l’ineluttabilità della vicenda. Così come per le scene, in accordo con il costumista Alessio Rosati, anche per i costumi abbiamo trasportato il racconto agli ultimi anni del diciannovesimo secolo, ultimo ed estenuato baluardo di una vita di corte e di regole e comportamenti precisi con i quale relazionarsi all’interno di quel mondo. Abiti come involucri destinati a “vestire” di apparenza, a rilevare intenzioni, a dimostrare il potere e al tempo stesso la fragilità umana, severi nelle loro leggi ferree e integrati totalmente nel meccanismo sociale».

(Photocredits: Angela Meade, ©FayFox, Riccardo Minasi, ©Julien Mignot)
Genova, all’Opera Carlo Felice va in scena Beatrice di Tenda, l’unico dramma storico di Vincenzo Bellini

Altre informazioni di interesse

Beatrice di Tenda“: la trama dell’opera

L’azione ha luogo nel 1418 al castello di Binasco. Il ventenne Filippo Maria Visconti, duca di Milano, è insofferente al vincolo coniugale che lo lega alla matura Beatrice de’ Lascari, contessa di Tenda e già vedova del celebre condottiero Facino Cane. Beatrice ha portato in dote molte terre, permettendo al consorte di rafforzare il ducato, ma l’atteggiamento ostile di Filippo nei confronti dei sudditi acquisiti ha aperto un baratro tra i due coniugi. Come se non bastasse, Agnese del Maino, amante di Filippo ma innamorata di Orombello, signore di Ventimiglia, scopre che il cuore di quest’ultimo batte segretamente per Beatrice. Decide perciò di vendicarsi rivelando a Filippo il presunto adulterio. Intanto Orombello ha radunato contro il duca gli uomini devoti a Facino Cane e dichiara a Beatrice il proprio piano e i propri sentimenti. Quando Agnese e Filippo colgono Orombello inginocchiato ai piedi della contessa, vedono in ciò la prova certa del tradimento e del complotto. Ma nel processo che segue Orombello ritratta le false accuse a lui estorte sotto tortura, proclamando l’innocenza di Beatrice. Perciò Filippo esita a firmare la sentenza, in preda ai sensi di colpa. A farlo decidere è però la notizia che la fazione avversa è pronta ad intervenire armata a favore di Beatrice, che accetta invece con senso religioso l’atroce ingiustizia, perdonando il marito e Agnese, così come Orombello perdona i nemici politici. Quindi la contessa si incammina verso il patibolo, mentre il suo popolo le esprime il commosso cordoglio.

Interpreti

Personaggi e interpreti
Filippo Maria Visconti Mattia Olivieri
Beatrice di Tenda Angela Meade
Agnese del Maino Carmela Remigio
Orombello Francesco Demuro
Anichino Manuel Pierattelli
Rizzardo del Maino Giuliano Petouchoff

Maestro concertatore
e direttore d’orchestra
Riccardo Minasi

Regia Italo Nunziata
Regista collaboratore Danilo Rubeca
Scene Emanuele Sinisi
Costumi Alessio Rosati
Luci Valerio Tiberi

Orchestra, Coro e tecnici dell’Opera Carlo Felice
Maestro del Coro Claudio Marino Moretti

Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
in coproduzione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia

In occasione del progetto “Genova capitale del Medioevo” 2024

Programma

Beatrice di Tenda

Tragedia lirica in due atti di
Vincenzo Bellini

su libretto di Felice Romani

 

Repliche

15 marzo 2024 ore 20 ‘prima’
repliche 17 marzo ore 15, 19 e 22 marzo ore 20

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