Fontana plays Frescobaldi – Recensione su Crescendo Magazine
RECENSIONE DEL DISCO “FONTANA PLAYS FRESCOBALDI” SU CRESCENDO MAGAZINE
Di seguito riportiamo la recensione (tradotta in italiano) apparsa sulla rivista musicale belga Crescendo Magazine l’11 novembre 2021 a cura di Christophe Steyne
Formatosi in organo e pianoforte al Conservatorio di Verona, Michele Fontana conosce anche la tecnica (registrazione del suono, missaggio, post-produzione) che gli è valsa il diploma a Modena. Una doppia abilità che lo ha portato a creare il suo studio di registrazione e poi l’etichetta attiva Fluente Records nel 2018, già con una ventina di uscite in vari generi tra cui classica, jazz e pop. Il progetto di punta di questa etichetta si basa sulla distribuzione dell’opera completa per tastiera del suo connazionale Girolamo Frescobaldi. Sette volumi scaricabili offrono così questo corpus nell’ordine cronologico delle raccolte: Il Primo Libro delle Fantasie a quattro (1608); Toccate e Partite, Libro Primo (1615); Ricercari e Canzoni Francesi, Libro Primo (1615-1618); Il Primo Libro di Capricci (1624); Fiori Musicali (1635); Il Secondo Libro di Toccate (prima edizione 1627 [la copertina indica la data della revisione 1637]); Canzoni alla francese in partitura (1645). Il doppio album ricevuto dalla vostra rivista riunisce su due CD un’antologia di tutte queste registrazioni, tranne il volume 7. Con solo cinque tracce tra di loro, i volumi 1, 3 e 4 sono sottorappresentati in tutte le canzoni. , che offre tuttavia un’ampia gamma di generi avvicinati dal compositore italiano. Si noterà la partecipazione vocale (non imperitura) di Elena Bertuzzi e Matteo Zenatti al Magnificat, l’Hinno isste Confessore ma anche un Recercar e un Capriccio “obbligo di cantare”. Le pagine del CD 2 sono riprodotte sull’idiomatico Antegnati (1565) della Basilica Palatina di Mantova, che Roberto Loreggian aveva già richiesto per il Secondo Libro di Toccate (Brilliant, 2008) e Ivana Valotti per un’antologia tratta dal Codice Chigi ( Tatto, 2019). La principale originalità: scegliere non un clavicembalo, ma un pianoforte? Un’opzione anacronistica poiché il “clavicembalo col piano e forte” compare solo all’inizio del XVIII secolo con il costruttore Bartolomeo Cristofori (1655-1731). Certo, l’avventura aveva già tentato alcuni iconoclasti. Ricordiamo così i Dialoghi Frescobaldi di Francesco Tristano Schlimé catturati al Palcoscenico della Bastiglia nel novembre 2006, editi da Sisyphe. L’innovazione radicale (ripensateci se una cassa del genere era già stata provata e commercializzata) osata da Michele Fontana è quella di aver fatto accordare il suo Steinway D274 secondo un temperamento mesotonico. Per le buone cure di Giuseppe Mirandola. Un inedito progetto ibrido che il libretto ci presenta come “un’esperienza di ascolto moderna ma al tempo stesso antica e pura, che conserva gli affetti contenuti nella musica di Frescobaldi grazie all’accordo mesotonico seicentesco e al rispetto della prassi esecutiva barocca. ” Nella foto di copertina, l’esecutore coltiva un mimetismo con il celebre ritratto di Frescobaldi inciso da Abbeville Claude Mellan (1598-1688). E il suo modo di suonare prende la forma della metamorfosi, nell’aspetto pianistico, la morbidezza del fraseggio induce un volto diverso da quello che emana dalle solite letture clavicembalistiche. Guantata da un fraseggio morbido, curvato in modo flessibile, il flusso di canti e controcanti incanta. Forse a scapito dello iato e delle asperità armoniche, ma che questo lirismo è accogliente, sottile, sfumato (i trilli!)… Ogni pezzo racconta una storia, modesta, preziosa. In alto metteremmo le vignette della Partite sopra aria di Monicha, e la pedagogica diffratta della Partite sopra Ciaccona. Al di là dello strumento inaspettato e del suo temperamento che prometteva stranezza, la sorpresa viene soprattutto dalle virtù strettamente artistiche di questa esecuzione altamente ispirata: scorre naturale, con evidenza insolente. E poiché Michele Fontana è anche un abile organista, non possiamo che consigliare questo doppio album, invitando ad immergersi in questa impresa completa lontana dai radar dei media e che merita la deviazione. Voti Interpretazione (piano): 10 Interpretazione (organo): 9 Repertorio: 9-10 Registrazione (organo): 7,5 Registrazione (piano): 8,5 Libretto: 8

In Evidenza

“..E il suo modo di suonare prende la forma della metamorfosi, nell’aspetto pianistico, la morbidezza del fraseggio induce un volto diverso da quello che emana dalle solite letture clavicembalistiche. Guantata da un fraseggio morbido, curvato in modo flessibile, il flusso di canti e controcanti incanta…” estratto dalla recensione su Crescendo Magazine a cura di C. Steyne

Fonte: Christophe Steyne

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