Preceduto da un ciclo di anteprime, dal17 al 28 settembre 2026 torna a Padova il Festival Pianistico Bartolomeo Cristofori, giunto alla nona edizione, intitolata Rinascita. Grandi interpreti, nuove composizioni e progetti dedicati al rapporto fra musica, ricerca e patrimonio storico-artistico compongono un programma che guarda al pianoforte nelle sue molteplici dimensioni, dalla tradizione alla contemporaneità.
Promosso dall’Associazione Bartolomeo Cristofori con la direzione artistica di Alessandro Tommasi, il Festival rende omaggio a Bartolomeo Cristofori, inventore del pianoforte, nato a Padova nel 1655 e chiamato a Firenze alla corte dei Medici, dove avrebbe dato vita alla sua rivoluzionaria invenzione.
Le anteprime, in programma dal 5 al 16 settembre, toccheranno, oltre a Padova, anche Rovigo, Este, Teolo, Verona e Conegliano. Il programma principale si aprirà invece giovedì 17 settembre al Teatro Verdi con Lucas Debargue, Pianista in Residenza 2026, insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Giuseppe Mengoli. Al centro della serata saranno il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov e la Quinta Sinfonia di Čajkovskij, mentre nel corso del concerto sarà consegnato il secondo Cristofori d’Oro.
La presenza di Debargue accompagnerà l’intera manifestazione. Dopo l’inaugurazione, il pianista tornerà il 19 settembre alla Sala dei Giganti con musiche di Rachmaninov e Musorgskij e con le proprie Variazioni su temi di Gershwin. Il 20 settembre, ad Arquà Petrarca, sarà invece presentata in prima assoluta la nuova composizione per pianoforte dedicata al Progetto Petrarca, affidata nell’esecuzione a Sandro Nebieridze.
Il giorno successivo all’inaugurazione, venerdì 18 settembre, sarà la volta di Thomas Adès, alla Scuola della Carità. Il compositore, direttore d’orchestra e pianista britannico si esibirà per la prima volta in Italia in veste di pianista, proponendo un programma nel quale Haydn, Janáček, Stravinskij, Bartók e Beethoven dialogano con le sue composizioni, tra cui le Blanca Variations e Vesper, presentato in prima esecuzione italiana.
Sono già i primi due appuntamenti a delineare una delle direttrici della nona edizione: il confronto fra repertorio e nuova scrittura, fra patrimonio musicale e interpretazione contemporanea, in una prospettiva che accosta la tradizione alla ricerca senza separarle.
Il tema della “Rinascita”, scelto per il 2026, attraversa infatti programmi e progetti del Festival assumendo significati diversi. È anzitutto la rinascita di Rachmaninov, tornato alla composizione dopo una profonda crisi creativa, ma anche la riscoperta di repertori e strumenti, la nascita di nuove commissioni, il rapporto fra musica e scienza e le attività rivolte a persone e comunità.
«Padova torna a essere capitale del pianoforte con il Festival Bartolomeo Cristofori che dedica la sua nona edizione alla Rinascita: quella delle idee, del patrimonio culturale, degli strumenti storici e, soprattutto, delle relazioni che la musica sa generare, superando confini geografici, generazionali e sociali – spiega il Maestro Nicola Guerini, Presidente dell’Associazione Bartolomeo Cristofori – In questo percorso si inseriscono il riconoscimento del Cristofori d’Oro a Thomas Adès e la presenza del pianista in residenza Lucas Debargue. Si rafforza la visione dell’Associazione che nel Festival vede un progetto sempre più ampio e multidisciplinare, capace di mettere in dialogo artisti e pubblici, memoria e contemporaneità, Padova e il mondo».
«Pochi autori viventi – dichiara Alessandro Tommasi, direttore artistico del Festival – hanno contribuito più di Thomas Adès ad espandere l’universo dello strumento inventato da Bartolomeo Cristofori: brani come il grandioso Concerto per pianoforte e orchestra, le suggestive miniature pianistiche, il visionario Quintetto per pianoforte e archi sono ormai parte del repertorio standard di migliaia di pianisti. Ancor di più, Thomas Adès incarna la rinascita dell’interprete-compositore, eseguendo in prima persona la propria musica al fianco dei capolavori del passato, e costruendo così un ponte tra la sua opera e la grande tradizione in cui si innesta».
La dimensione sociale sarà presente già il 14 settembre, alla Casa Circondariale di Verona, con la seconda edizione di Musica senza barriere. Giuseppe Dato porterà il pianoforte all’interno dell’istituto, lavorando sui testi e sui ricordi raccolti dai detenuti durante il laboratorio che precede il concerto.
Il programma proseguirà poi con un calendario articolato che comprende i BartoloTalk, i BartoloTour nell’Urbs Picta, gli appuntamenti destinati alle famiglie e i progetti dedicati alla storia del pianoforte e al suo rapporto con la ricerca. Alcuni dei siti di Padova Urbs Picta, patrimonio universale UNESCO, offrono da quest’anno una straordinaria ambientazione au concerti del Festival: arte e musica si incontrano così in luoghi segnati dalla storia della città, mettendo in relazione il patrimonio storico con l’ascolto musicale.
Il 25 settembre, alla Scuola della Carità, Ettore Pagano e Massimo Spada proporranno un programma che comprende Stravinskij, Rachmaninov e una nuova commissione di Tiziano de Felice. Pagano arriva al Festival dopo un importante riconoscimento internazionale: nel maggio scorso ha vinto il Primo Premio – Queen Mathilde Prize della Queen Elisabeth Competition di Bruxelles, una delle più prestigiose competizioni internazionali dedicate al violoncello. Come premio, gli è stato inoltre affidato per quattro anni il Goffriller “Casals”, lo storico strumento appartenuto a Pablo Casals.
Nella stessa giornata il Festival porterà un pianoforte storico nell’Oratorio di San Michele, nell’ambito del progetto Pafiro, realizzato con l’Accademia Bartolomeo Cristofori di Firenze e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma. Il 26 settembre, invece, il rapporto fra musica e ricerca sarà al centro del programma con il Neurorecital di Nicolas Namoradze alla Sala dei Giganti, realizzato in collaborazione con l’Università di Padova. Nella stessa giornata sono previsti inoltre un incontro dedicato alla scienza del restauro degli strumenti musicali e un appuntamento sul pianoforte italiano del Novecento.
Il 27 settembre sarà dedicato al recupero e alla trasmissione del patrimonio pianistico con Bring a piano back to life, fra documentario, incontro e concerto. A Villa Beatrice d’Este, a Baone, Nicola Elias Rigato sarà invece protagonista di un concerto con degustazione dedicato a Ricordo e Rinascita.
A chiudere la nona edizione, lunedì 28 settembre alla Sala dei Giganti, sarà Leonora Armellini, con il nono appuntamento del Progetto Chopin, il percorso pluriennale dedicato all’integrale delle opere del compositore polacco.