Il ProgrammaGrande protagonista del Festival Cristofori 2025 sarà il pianista in residenza Vadym Kholodenko, vincitore del Concorso Van Cliburn 2013, artista di rara intensità che, fedele alla sua natura schiva e appartata, offre poche ma preziose occasioni di ascolto. A Padova sarà al centro di tre appuntamenti dedicati a figure rivoluzionarie della storia della musica: il 18 settembre al Teatro Verdi con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Christian Blex nel Quinto Concerto “Imperatore” di Beethoven; il 20 settembre al Teatro Torresino in un recital con le Variazioni di Frederic Rzewski sul canto di protesta cileno El Pueblo Unido; e infine il 26 settembre alla Scuola della Carità con una sfida straordinaria, il Requiem di Mozart nella titanica trascrizione per pianoforte solo di Klindworth, eseguito su uno strumento originale dell’Ottocento. Kholodenko terrà inoltre la prima masterclass del Festival, organizzata con il Conservatorio di Rovigo.
Accanto a lui, un ricco parterre di artisti internazionali. Il 19 settembre, il controtenore Danilo Pastore e il pianista Alberto Chines interpreteranno due capolavori “rivoluzionari” e scandalosi del Novecento: il Pierrot lunaire di Schönberg e la Sagra della Primavera di Stravinskij. Il 21 settembre il pianista russo-tedesco Mikhaïl Bouzine proporrà la quarta edizione del Progetto Petrarca, con musiche di Liszt, Richard e Kullak, arricchite dalla prima assoluta di un sonetto commissionato al giovane compositore finlandese Sauli Zinovjev. Il 25 settembre sarà la volta del recital del pianista Domenico Codispoti, di ritorno in Italia dalla Spagna, con un programma dedicato alla Rivoluzione Romantica da Schumann a Chopin. Il 27 settembre, in Sala dei Giganti, la celebre pianista serba Tamara Stefanovich suonerà in collaborazione con il festival Science for All dell’Università di Padova, in un percorso che unisce i rivoluzionari della forma sonata da Scarlatti a Pierre Boulez, di cui ricorre il centenario. A chiudere il festival sarà Leonora Armellini, che prosegue la sua Integrale di Chopin con un programma dedicato al periodo biedermeier e gli Studi op. 10, chiusi dal celebre “Rivoluzionario”.
Tra gli eventi di punta, il 12 settembre debutta in prima assoluta “La vera storia dell’invenzione del pianoforte”, spettacolo per attore e pianoforte Yamaha Disklavier firmato da Claudio Ambrosini, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. Per la prima volta il genio di Cristofori diventa protagonista in teatro, in un dialogo sorprendente tra voce recitante e pianoforte capace di suonare autonomamente.
Non mancheranno i format ormai riconosciuti del Festival: i BartoloTour nei giardini di Padova (19, 20 e 26 settembre), che intrecciano visite guidate e performance di giovani pianisti come la tredicenne Martina Meola, al suo debutto; i BartoloLounge al Barco Teatro, appuntamenti serali fra jazz e improvvisazione; e i BartoloTalk al Caffè Pedrocchi, conversazioni-concerto con studiosi e musicisti, tra cui Adone Brandalise, Luca Ciammarughi e Lidia Bramani, dedicate alle rivoluzioni artistiche e culturali dall’età moderna a oggi.
Il Festival inaugura inoltre il progetto triennale “Il pianoforte italiano”, che indaga la fortuna dello strumento di Cristofori in Italia tra Otto e Novecento, a partire dal padovano Guido Alberto Fano, di cui ricorrono i 150 anni dalla nascita.
Novità assolute anche il Premio Cristofori d’Oro, riconoscimento ai più grandi pianisti del nostro tempo, e le iniziative sociali: due progetti collaborazione con gli istituti penitenziari e un concerto per l’Asilo Notturno.
Infine, il Festival varca i confini padovani con gli appuntamenti in Anteprima a Rovigo, Este, Conegliano, ad Arquà Petrarca con ka quarta edizione del Progetto Petrarca, e per la prima volta, a Belluno, con il pianista Giacomo Menegardi, vincitore del Premio Venezia, in un programma ispirato alla fantasia come forma musicale e visione artistica.