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Festival Internazionale di Musica Antica di Erice • XXVI edizione 2022
Evoluzione della storica Settimana internazionale di musica medievale e rinascimentale, il Festival si inserisce nella rassegna EricèNatale che fino all’8 gennaio trasforma la bella località siciliana nel Borgo dei presepi

Erice

Le sonorità di epoche lontane tornano protagoniste ad Erice (Trapani) con la XXVI edizione del Festival Internazionale di Musica Antica, in programma dal 14 al 30 dicembre 2022 all’interno della suggestiva manifestazione EricèNatale.

Per trenta magiche giornate (8 dicembre ’22 – 8 gennaio ’23), l’antico centro siciliano si trasforma nel “borgo dei presepi” offrendo  una molteplicità di eventi per grandi e piccini – una delle rassegne natalizie più suggestive, in uno dei borghi più belli d’Italia.

Diciotto in tutto gli appuntamenti proposti dal Festival organizzato dall’associazione Amici della Musica di Trapani;

dieci concerti con solisti e ensemble di livello nazionale ed internazionale nelle Chiese di San Martino e San Giovanni, sei piccoli spettacoli tematici che formano la rassegna collaterale “Chiacchiere, musica, poesia e ippocrasso…”, al Polo Museale Cordici, e due cene musicali proposte al Palazzo Sales. Completa il cartellone la masterclass  “Balli e danze sociali nel Rinascimento italiano”, a cura di Liliana Baronio dell’ensemble La Rossignol.

“Il Festival – dichiara Giovanni De Santis, direttore artistico degli Amici della Musica di Trapani – da quest’anno è annoverato tra i festival italiani sostenuti da MiC e rappresenta l’evoluzione della storica Settimana internazionale di musica medievale e rinascimentale, caratterizzandosi per l’incremento della sua durata e per l’arricchimento del suo perimetro musicale, che adesso abbraccia anche il periodo barocco. Inoltre, la programmazione è arricchita da una serie di manifestazioni e attività collaterali che qualificano l’evento, rendendolo a pieno titolo uno dei pilastri dell’offera turistico-culturale non solo del celebre borgo ericino ma anche dell’intera provincia dì Trapani”.

Ad aprire il XXVI Festival Internazionale di Musica Antica, mercoledì 14 dicembre (ore 19) presso la Chiesa di San Martino, sarà l’ensemble formato da Theresia Bothe (canto), Ercole Nisini (trombone rinascimentale) e Zita Mikijanska (clavicembalo), in programma “Canzoni d’Amore”, intrigante concerto dedicato all’arte della diminuzione tra Italia e Germania all’inizio del 1600.

La serata si concluderà con un evento davvero particolare: a Palazzo Sales (ore 20.30) si potrà partecipare ad una cena musicale rinascimentale, a cura dell’Istituto di Istruzione Superiore “Ignazio e Vincenzo Florio”. Chi deciderà di fare una capatina a Erice, sia egli “addetto ai lavori” o semplice appassionato di musica, potrà godere un fascinoso ristoro musicale, scoprendo un repertorio di rarità.

Nella Chiesa di San Martino, il Festival prosegue poi con una ricca serie di concerti:

venerdì 16 dicembre (ore 19),appuntamento con “Le sonate per viola da gamba e clavicembalo di J. S. Bach” eseguite da Marco Lo Cicero, viola da gamba, e Basilio Timpanaro al clavicembalo;

lunedì 19 dicembre (ore 19) la clavicembalista veneta Elisabetta Guglielmin proporrà “Laissez place à la reine”, il respiro musicale di Elisabeth Jacquet de La Guerre (1666 – 1729), compositrice e cembalista francese educata alla corte del Re Sole;

martedì 20 dicembre (ore 19), con “Le tre Sicilie” si esplorerà il mondo musicale di Alessandro Scarlatti, Francesco Paolo Scipriani, Bernardo Storace, Giulio Ruvo e Giambattista Pergolesi, protagonisti Alessandro Palmeri al violoncello barocco e Claudio Astronio al clavicembalo;

alle ore 20.30, al Palazzo Sales è prevista la seconda delle cene musicali, questa volta barocca, sempre  a cura dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Ignazio e Vincenzo Florio”.

venerdì 23 dicembre (ore 19.30) sarà la volta del Sìbaró Ensemble, che porta in scena i soprani Theresia Bothe e Alicia Antichi, Angelo Litrico allo chalumeau, strumento antenato del clarinetto, Anna Spoto, traversiere, Mario Licciardello, fagotto e Rosaria Politi al clavicembalo. In programma “Il respiro del Barocco“, musiche di Antonio Caldara, Giovanni Bononcini, Francesco Bartolomeo Conti, Henry Purcell;

il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, il Festival non si ferma: l’Arianna Art Ensemble delizierà il pubblico con  “Le terre di Ulisse – Voci del Mediterraneo” (ore 19) suggestivo concerto che intreccia musiche della tradizione sefardita, greca, armena, araba, mediterranea. Sul palco Debora Troia (voce), Mario Crispi (strumenti a fiato etnici), Paolo Rigano (chitarra barocca), Silvio Natoli (colascione, oud), Cinzia Guarino (clavicembalo) e Giuseppe Valguarnera (percussioni);

martedì 27 dicembre (ore 19) l’ensemble La Rossignol presenterà “Laudate Dominum”, canti e musiche sacre del tardo Rinascimento; con Elena Bertuzzi (soprano), Roberto Quintarelli (contralto), Levi Alghisi (flauti diritti, cornamusa), Erica Scherl (viella), Francesco Zuvadelli (organo positivo, ghironda);

a seguire, mercoledì 28 dicembre (ore 19), La Rossignol torna con “Ecce novum gaudium”, pastorali e antichi canti per il Natale dei poveri e dei re.

Giovedì 29 e venerdì 30 dicembre (ore 10) Il Festival si sposta nella suggestiva Chiesa di San Giovanni, oggi adibita ad auditorium, per la masterclass dedicata alle danze del primo e del tardo Rinascimento italiano a cura di Liliana Baronio, aperta sia a professionisti che a semplici cultori.

A chiudere il ricco cartellone del Festival Internazionale di Musica Antica 2022, venerdì 30 dicembre (ore 19.30) alla Chiesa di San Giovanni, torna l’ensemble La Rossignol, con lo spettacolo “Le gratie d’amore”, arie e danze nelle corti del tardo Rinascimento italiano. Ne saranno protagonisti Liliana Baronio e Erika Gansi (danza), Roberto Quintarelli (contraltista e danza); Elena Bertuzzi (soprano), Erica Scherl (viella), Levi Alghisi (fautidirit, cornamuse), Lucio Testi (bombarde, ciaramelli) e Francesco Zuvadelli (organo positivo, ghironda).

Alla programmazione principale il Festival quest’anno affianca la  rassegna collaterale:Chiacchiere, musica, poesia e ippocrasso…”, articolata in sei piccoli spettacoli tematici, legati alle epoche medievale, rinascimentale e barocca, associati a degustazioni di prodotti della pasticceria dei periodi storici di riferimento per ciascuno spettacolo.

Gli spettacoli, tutti con l’Ideazione e regia di Betty Lo Sciuto e la scenografia di Danilo Coppola, si svolgeranno al Polo Museale A. Cordici con il seguente calendario:

Lunedì 19 dicembre (ore 17) si inizia con “A la stagion che ‘l mondo foglia e fiora…”, rime di donne del Duecento, sul palco Lidia Miceli, voce recitante, e Theresia Bothe, canto e liuto;

le stesse interpreti mercoledì 21 dicembre (ore 17) proporranno “Amore è un desio che vien dal core…”, versi e musiche alla corte di Federico II,

e venerdì 23 dicembre (ore 12) si cimenteranno con i salotti e diletti del Rinascimento italiano in “Quant’è bella giovinezza”;

mercoledì 28 dicembre (ore 12) è in programma “Voi, che per li occhi mi passaste al core…Il Dolce Stil Novo”, con Dario Garofalo (attore), Theresia Bothe (canto) e Raimondo Mantione (liuto);

giovedì 29 dicembre (ore 17.30) lo stesso cast sarà protagonista di “Tanto gentile e tanto onesta pareDante e il suo tempo”;

infine, venerdì 30 dicembre (ore 17), ultimo appuntamento per “Chiacchiere, musica, poesia e ippocrasso…”, gli stessi artisti presenteranno “Sì come chiarissima fama quasi per tutto il mondo suona…”, novelle popolari del Trecento.
Festival Internazionale di Musica Antica di Erice • XXVI edizione 2022
Per togliersi la curiosità: l’ippocrasso è una antica bevanda a base di vino rosso aromatizzato e fermentato, la cui invenzione è stata attribuita al grande medico greco Ippocrate (da qui il nome). Sul finire del Medioevo nella ricetta dei vini ippocratici entrarono le nuove spezie importate dai Veneziani, come la cannella, i chiodi di garofano, il rabarbaro, la mirra, la china e il cardamomo. Luigi XIV ne divenne un grande estimatore e la moda venne subito seguita in tutte le corti d’Europa. Servito sempre a fine pasto, in accompagnamento ai dolciumi e alle confetture, l’ippocrasso divenne una bevanda molto comune fino a tutto il XVII secolo, quando venne progressivamente sostituita dagli alcool di distillazione. Alcune cantine italiane attualmente ripropongono questo vino antico, realizzato ancora secondo i dettami medioevali.
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