Dal 9 al 12 luglio 2025, torna a Castell’Arquato – splendido borgo medievale dominante sulla Val d’Arda – il Festival Illica, appuntamento, giunto alla dodicesima edizione, che celebra la figura e l’eredità dell’illustre concittadino Luigi Illica (1857 – 1919) librettista tra i più influenti del teatro musicale a cavallo tra Otto e Novecento, colto giornalista e commediografo. In programma, opere e concerti, incontri e percorsi nel borgo, con uno sguardo attento anche alla riscoperta dei compositori con cui Illica collaborò, come Antonio Smareglia, di cui sarà presentata in prima esecuzione moderna, in forma di concerto, l’opera I Pittori fiamminghi. In quest’edizione torna anche il prestigioso Premio Illica, a completare una densa settimana di eventi firmata dal direttore artistico Jacopo Brusa. -_- Librettista di alto rango, oltreché commediografo, poeta e giornalista, Luigi Illica collaborò con il più celebrati operisti del suo tempo – accanto a Giacomo Puccini, scrisse per Pietro Mascagni e Umberto Giordano, ma anche per Catalani, Franchetti, Alfano, Smareglia. Instaurò un’ amicizia sincera e duratura con Giosuè Carducci, frequentemente suo ospite a Castell’Arquato.
Il ProgrammaIl Festival 2025 si avvia mercoledì 9 luglio (ore 18) al Museo Illica, con l’inaugurazione di una mostra documentaria che esplora – attraverso lettere, documenti e materiali iconografici – il sodalizio artistico tra Luigi Illica e Antonio Smareglia, compositore con cui il celebre librettista instaurò una collaborazione particolarmente significativa. Giovedì 10 luglio (ore 21), il primo dei due appuntamenti operistici è dedicato a “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, proposta in forma di concerto nella suggestiva Piazza Monumentale. Sul podio, Jacopo Brusa, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro del Festival Illica, in una serata che omaggia uno dei titoli più noti tra quelli firmati da Illica (con Giacosa) e una tappa imprescindibile nella storia del melodramma italiano. Venerdì 11 luglio, la stessa piazza ospiterà, sempre alle 21 e a ingresso gratuito, il concerto dell’Ensemble di sax della Toscanini Academy con la partecipazione di Massimo Ferraguti in qualità di solista, Il programma alterna brani del repertorio classico e celebri pagine “leggere”, spaziando da Rossini a Gershwin. Sabato 12 luglio, alle ore 20.30, il festival prosegue con la riscoperta del repertorio legato ai libretti di Illica, proponendo in prima esecuzione moderna l’opera “Pittori fiamminghi” di Smareglia, su libretto di Illica. Anche in questo caso, protagonisti saranno l’Orchestra Filarmonica Italiana e il Coro del Festival, sempre diretti da Jacopo Brusa. La serata sarà introdotta, alle ore 19 nei Giardini pensili di Palazzo Vigevani, da una conferenza-dibattito condotta dal giornalista e critico musicale Fabio Larovere insieme a Giovanni Vitali, casting manager del Maggio Musicale Fiorentino. A seguire, si terrà la cerimonia di consegna dei Premi Illica 2025 – riconoscimento riservato a personalità che si sono distinte nel mondo della lirica, della cultura e del giornalismo – assegnati al basso Michele Pertusi, al soprano Eleonora Buratto, al giornalista e critico musicale Angelo Foletto, al Prof. Giovanni Godi, presidente Fondazione Simonetta Puccini di Torre del Lago (promozione culturale), mentre il Premio Illica d’Oro alla Carriera è stato attribuito al regista Pier Luigi Pizzi. Non mancheranno infine, nelle giornate dell’11 e 12 luglio, due momenti di immersione nel paesaggio e nella memoria: a partire dalla Piazza Monumentale, il pubblico sarà guidato in un percorso poetico-sensoriale tra le vie e i luoghi di Castell’Arquato, alla ricerca degli scorci che hanno nutrito l’immaginario lirico del suo illustre concittadino.
In evidenza
Pittori Fiamminghi Dramma lirico in tre atti su musica di Antonio Smareglia e libretto di Luigi Illica “ La scelta di proporre Pittori Fiamminghi – spiega il direttore artistico Jacopo Brusa – è dovuta principalmente al grande successo di pubblico e di critica che abbiamo riscontrato dopo l’esecuzione di un’altra Opera di Antonio Smareglia: le “Nozze istriane” messe in scena al Festival 2023. Smareglia è un finissimo compositore, apprezzato da Brahms e Strauss, che lavorò in grande sintonia con il “nostro” Illica e che merita l’attenzione e – perché no? – la curiosità da parte del pubblico” L’opera Basandosi su una vicenda di pittori fiamminghi vissuti attorno al 1600, Luigi Illica aveva scritto nel 1893 un libretto per Antonio Smareglia intitolato Cornill Schut, dal nome del protagonista. L’opera fu presentata con grande successo a Dresda nel 1893, e nel 1927 con qualche modifica, venne riproposta con il titolo Pittori fiamminghi. Più di un critico, dopo la ‘prima’, volle definire l’opera una sorta di Meistersinger (dalla celebre opera di Richard Wagner) all’italiana, soprattutto per la capacità di descrivere una città e la vita di un gruppo come quello dei pittori. Smareglia, nonostante il dramma storico approntato da Illica, predilige il clima dell’idillio, con melodie toccanti come la romanza di Elisabetta “Morran pei margini le margherite” o il delicato preludio al secondo atto, che descrive la natura primaverile. Nel finale del terzo atto il compositore sovrappone, con notevole efficacia drammaturgica, diversi piani sonori, nella scena in cui Cornill dipinge il suo ultimo quadro: il canto interno delle monache e di Elisabetta dal chiostro, quello esterno che proviene dai prati mentre Cornill, in chiesa, siede davanti alla tel
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