Al Teatro Comunale di Ferrara venerdì 14 e domenica 16 aprile 2023 va in scena Rigoletto, opera tra le più famose di Giuseppe Verdi, al pari del Trovatore (1853) e di Traviata (1853), con le quali forma la cosiddetta “trilogia popolare”. Opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave basato sul dramma Le roi s’amuse (1832) di Victor Hugo, Rigoletto debuttò al Teatro La Fenice di Venezia nel 1851. A Ferrara il capolavoro di Verdi è affidato alla regia di Leo Nucci, interprete di riferimento di Rigoletto: «Dopo averlo cantato sulla scena 550 volte in recite ufficiali più 89 prove generali pubbliche – ricorda il celebre baritono – questa volta provo a raccontarlo come se fossi davanti allo specchio, a me stesso». Sul podio salirà il maestro Francesco Ivan Ciampa, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro del Teatro Municipale di Piacenza, preparato da Corrado Casati. Protagonista nel ruolo di Rigoletto sarà il baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat, che si è esibito in molti tra i maggiori teatri del mondo, dalla Scala al San Carlo all’Arena di Verona, dal Met di New York a Madrid, Vienna e Berlino, ovunque apprezzato per la bellezza del timbro e l’accuratezza del fraseggio, che gli sono valsi la definizione di «voce d’altri tempi». Nella parte di Gilda lo affiancherà Federica Guida, giovane soprano in ascesa e già protagonista alla Wiener Staatsoper, al Teatro alla Scala e al Massimo di Palermo, mentre l’affermato tenore Marco Ciaponi sarà il Duca di Mantova. Completano il cast Christian Barone come Sparafucile, Rossana Rinaldi sarà Maddalena, Elena Borin Giovanna, William Allione Il conte di Monterone, Stefano Marchisio Marullo, Marcello Nardis Matteo Borsa, Juliusz Loranzi Il Conte di Ceprano, Emanuela Sgarlata La contessa di Ceprano, Agnes Sipos un paggio e Lorenzo Sivelli un usciere.
L’allestimento è realizzato in coproduzione da Fondazione Teatri di Piacenza e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. La vicenda è ambientata a Mantova, nel sedicesimo secolo. Rigoletto, gobbo buffone di corte, ha una figlia, Gilda. L’uomo tenta di mantenere segreta la sua esistenza ai cortigiani, molti dei quali vorrebbero vendicarsi di lui per le sue beffe feroci. Gilda si è invaghita, credendolo un povero studente, del frivolo e incostante duca di Mantova, introdottosi furtivamente nella sua casa per farle una corte appassionata. I cortigiani del duca riescono a rapire Gilda e la conducono al palazzo, credendola però l’amante e non la figlia del buffone. La ragazza, sedotta dal duca, si dispera per la sua sorte; Rigoletto giura di vendicarne l’onta. Ingaggia quindi un sicario, Sparafucile. Ma all’ultimo momento Gilda, ancora innamorata del duca, si sostituisce a lui e cade pugnalata in sua vece.