Edipo Re, capolavoro di Sofocle e emblema della tragedia greca, è protagonista del concerto proposto dall’Orchestra Sinfonica di Milano giovedì 4 (ore 20.30), venerdì 5 (ore 20) e domenica 7 maggio 2023 (ore 16) all’Auditorium Fondazione Cariplo: in programma i Tre Preludi Sinfonici per l’Edipo Re di Ildebrando Pizzetti ed Oedipus rex di Igor Stravinskij.
Sul podio, alla testa dell’Orchestra Sinfonica e del Coro Sinfonico di Milano, il Direttore Residente Andrey Boreyko, mentre il ruolo del narratore è affidato a Massimiliano Finazzer Flory; il cast vocale è formato da Tuomas Katajala (Œdipus), Petra Lang (Jocasta), Robert Bork (Créon e Messaggero), Dongho Kim (Tirésias) e Patrick Vogel (Pastore). Il Maestro del Coro Sinfonico di Milano è Massimo Fiocchi Malaspina.
La storia di Edipo, parricida e amante incestuoso della propria madre, e della punizione che subirà venendo privato dell’uso della vista, è probabilmente l’archetipo più noto della moderna psicanalisi: un grande mito che ha affascinato due grandi e diversissime personalità della storia della musica:
Il soggetto tragico dell’Oedipus Rex, rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1927, aveva colto l’attenzione di Igor Stravinskij nel suo periodo ‘neoclassico’. Il compositore opta per il latino in quanto “mezzo espressivo non morto, ma pietrificato e divenuto così monumentale da essere immune da tutti i rischi di scadimento nella volgarità”. Per il libretto si affida alla collaborazione di Jean Cocteau, e delinea un’azione volutamente essenziale: “Desideravo lasciare la tragedia, come tragedia, dietro l’opera. Pensavo di distillarne con ciò l’essenza drammatica per essere libero di concentrare maggiormente l’attenzione su una drammatizzazione puramente musicale”. Sempre Stravinskij: “Tranne Tiresia, il Pastore e il Messaggero, i personaggi restano nei loro costumi e nelle maschere costruite. Si muovono solo le teste e le braccia. Debbono avere l’aspetto di statue viventi”.
Ben diverso era l’Edipo Re dei Tre Preludi Sinfonici pensati da Ildebrando Pizzetti nel 1903 come intermezzi per la tragedia di Sofocle messa in scena da Gustavo Salvini al Teatro Olimpia di Milano: intenso e tragico, il Re infine discacciato dalla sua città, non rimane del tutto solo, il suo cammino è infatti accompagnato dall’unica persona che di lui sembra aver pietà e compassione, Antigone.
I tre brani scandiscono in musica i sentimenti che si intrecciano durante la tragedia. Dalle caratteristiche note ribattute del primo, subito suscitante un senso di immobilità e di desolazione che funge da presentimento della tragedia e della catastrofe che incombe sul popolo tebano, al secondo preludio, il cui andamento più sostenuto evoca l’ansioso ritorno a Tebe di Edipo dopo il drammatico responso dell’oracolo, fino al terzo, il cui ritmo stanco si chiude tra sonorità dolci e serene, quasi un ricordo di un paesaggio lontano.