Concertisti Classica
Con l’esecuzione musicale di Einstein on the Beach si è chiuso il Romaeuropa Festival 2022
Dall’8 settembre al 20 novembre presentati 79 spettacoli per oltre 40.000 presenze
Si è concluso il 20 novembre 2022 con l’esecuzione in forma musicale di Einstein on the Beach, l’opera capolavoro di Philip Glass, la 37. edizione del Romaeuropa Festival. L’ensemble Ictus insieme a Collegium Vocale Gent e all’icona della musica folk Suzanne Vega nel ruolo di narratrice, hanno proposto in prima nazionale al Parco della Musica di Roma la propria versione del grande classico del minimalismo americano: duecento minuti di happening durante i quali le porte della sala sono rimaste aperte, consentendo al pubblico di entrare e uscire liberamente, disegnando il proprio personale tempo e spazio di ascolto.

“Presentiamo un approccio musicale puro all’intera partitura della leggendaria opera Glass/Wilson in cui le parti strumentali e canore virtuose e la struttura cristallina del pezzo sono esaltate da un approccio site-specific e da un sofisticato sound design – ha raccontato l’ensemble Ictus -. Il fulcro di questa produzione è la partitura musicale stessa e il suono musicale del libretto. Optiamo per un’esibizione di lunga durata (molto vicina alla partitura completa composta per l’opera vera e propria). In questo modo vogliamo creare un bagno sonoro minimalista di oltre 3 ore di durata che si ricollega alla freschezza e alla radicalità del primo minimalismo. Il divario tra palcoscenico e pubblico si offusca grazie all’intervento visivo di Germaine Kruip per essere visto come un’installazione di arte contemporanea”.

Einstein on the Beach venne presentato per la prima volta nel 1976 nella sua versione originale da Philip Glass e Bob Wilson, coautore e regista, lo stesso anno di “Music for Eighteen Musicians” di Steve Reich: con questi due capolavori il minimalismo americano uscì dall’ombra della scena underground incontrando improvvisamente un vasto pubblico. Il lavoro di Glass si discosta notevolmente dalla concezione tradizionale, è un genere di opera mai visto fino ad allora: senza ruolo cantanti, non narrativa, statica, basata su immagini e testi associativi e un dispiegamento quasi rituale in cui il minimo movimento è coreografato con precisione chirurgica.

L’appuntamento ha segnato la chiusura del Romaeuropa Festival 2022, presieduto da Guido Fabiani con la Direzione Generale e artistica di Fabrizio Grifasi, che dall’8 settembre ha proposto 79 progetti totalizzando oltre 40.000 presenze complessive per un incasso di oltre 700 mila euro.

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(Photocredit Maxime Fauconnier)

Fonte: REF

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